Malati Psichiatrici
Scienza e Tech
22 Maggio Mag 2018 1151 22 maggio 2018

Pazienti psichiatrici, numeri e condizioni di un'emergenza italiana

Chiusi gli ospedali giudiziari, le nuove strutture hanno eliminato le misure contenitive. Ma sono già sull'orlo del collasso. Farmaci, prestazioni, ricoveri: i dati sulla salute mentale del nostro Paese.

  • ...

I pazienti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici nel corso del 2016 sono stati 807.035. Di questi, 349.176 sono entrati in contatto per la prima volta durante lo stesso anno con i Dipartimenti di salute mentale. Lo ratifica il nuovo Rapporto sulla salute mentale 2016, appena pubblicato dal ministero della Salute a 40 anni esatti, era il 13 maggio 1978, dalla promulgazione della “legge Basaglia”, un provvedimento rivoluzionario che dispose la chiusura degli ospedali psichiatrici.

VECCHIA CONCEZIONE SBAGLIATA. Bernardo Carpiniello, presidente della Società italiana di psichiatria e direttore della clinica psichiatrica dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari, spiega: «La riforma Basaglia ha cambiato radicalmente la psichiatria italiana, portandola nella modernità. Gli ospedali psichiatrici erano anti-terapeutici: enormi, con 2 o 3 mila persone, le terapie mirate erano impossibili, una concezione di mera passivizzazione della persona».

IL 66% DEI PAZIENTI SOPRA I 45 ANNI. Nel Rapporto ministeriale mancano i dati della Valle d’Aosta e della Provincia autonoma di Bolzano, ma il quadro è ben delineato. Per il 54% di casi si tratta di utenti di sesso femminile, mentre la composizione per età riflette l’invecchiamento della popolazione generale, con un’ampia percentuale di pazienti al di sopra dei 45 anni: il 66,9%.

Legge Basaglia, 40 anni fa la fine dei manicomi

In quarant'anni, da quando è entrata in vigore la legge Basaglia, sono venti milioni gli italiani "curati senza manicomi", ma oggi "in assenza di risorse adeguate, il sistema dell'assistenza psichiatrica in Italia rischia il crollo". È stato l'allarme lanciato dalla Società italiana di psichiatria (Sip) in vista del quarantennale della legge.

Meno numerosi, stabilisce ancora il rapporto, i pazienti al di sotto dei 25 anni, mentre la più alta concentrazione si ha nella classe 45-54 anni con il 25,1% nei maschi e il 23,4% nelle femmine, che sono invece una percentuale più elevata nella classe over 75 anni, dove si riscontrano il 7,6% nei maschi e il 12,4% nelle femmine. I tassi relativi ai disturbi schizofrenici, ai disturbi di personalità, ai disturbi da abuso di sostanze e al ritardo mentale sono maggiori nel sesso maschile rispetto a quello femminile, mentre l’opposto avviene per i disturbi affettivi, nevrotici e depressivi.

PRESTAZIONI EROGATE: 11,8 MILIONI. Le prestazioni erogate nel 2016 dai servizi territoriali ammontano a 11 milioni 860 mila e 73 con una media di 15,4 prestazioni per utente: il 77,6% degli interventi è stato effettuato in sede, l’8,2% a domicilio e il resto in una sede esterna. Si registrano 108.847 dimissioni dalle strutture psichiatriche ospedaliere pubbliche e private; 7.963 trattamenti sanitari obbligatori nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura; 575.416 accessi al pronto soccorso per patologie psichiatriche, che costituiscono circa il 2,8% del numero totale di accessi al pronto soccorso a livello nazionale.

RICOVERO IN UNITÀ PICCOLE. Il ricovero esiste ancora, ma in unità operative più piccole, ed esiste una rete di servizi sociali «diffusa su tutto il territorio, con un'organizzazione omogenea da Nord a Sud, strutturata sui dipartimenti di salute mentale e i centri di salute mentale con visite e terapie ambulatoriali o a domicilio», ricorda Carpiniello.

Nel 2017 è stato chiuso l'ultimo degli ospedali psichiatrici giudiziari in Italia.

Per quanto riguarda l’assistenza psichiatrica ospedaliera, la remunerazione teorica delle prestazioni di ricovero ospedaliero è stata nel 2016 di 218,9 milioni. La dotazione complessiva del personale dipendente all’interno delle unità operative psichiatriche pubbliche alla fine del 2015 risulta pari a 31.586 unità, il 18,6% è rappresentato da medici, il 6,7% da psicologi, mentre il personale infermieristico rappresenta la figura professionale maggiormente rappresentata con il 44%.

NOVE POSTI LETTO OGNI 100 MILA ABITANTI. Nel 2016 il sistema informativo salute mentale ha rilevato dati di attività di 1.460 servizi territoriali, 2.282 strutture residenziali e 898 strutture semiresidenziali. Le strutture ospedaliere in convenzione che erogano attività di assistenza psichiatrica sono 22, l’offerta per i posti letto in degenza ordinaria è di 9,4 ogni 100 mila abitanti maggiorenni.

ANTIDEPRESSIVI, SPESA DI OLTRE 338 MILIONI. Quanto al consumo di farmaci in regime di assistenza convenzionata, per gli antidepressivi la spesa lorda complessiva è di oltre 338 milioni di euro con un numero di confezioni superiore a 34 milioni, per gli antipsicotici la spesa lorda complessiva è superiore a 68 milioni, per la categoria Litio di quasi 3,7 milioni.

Malati psichiatrici, storia del secondo Mondiale di calcio a 5

Andrea Montemurro, presidente federale della divisione Calcio a 5, spiega: "Noi diamo una mano dal punto di vista istituzionale e relazionale, cercando di seguire in tutto e per tutto questi atleti". Quali prospettive in vista del Mondiale? "Cercheremo di vincerlo, ma l'aspetto sociale conta più di quello sportivo.

Per quanto riguarda la distribuzione diretta, la spesa lorda complessiva degli antidepressivi è di 1,5 milioni di euro con un numero di confezioni pari a circa 661 mila, per gli antipsicotici 114 milioni con un numero di confezioni pari a 6,2 milioni, per la categoria Litio di oltre 68 mila euro con un numero di confezioni superiore a 34 mila.

LA SFIDA DI UNA DIAGNOSI PRECOCE. Secondo la psichiatra Valentina Mantua «solo le nuove tecnologie digitali e in particolare i data analytics potranno fare la differenza nel campo della prevenzione della diagnosi e della cura delle malattie mentali. La sfida è quella di ricercare biomarcatori che consentiranno una diagnosi precocissima e potrebbero essere le fondamenta della nuova modalità di misurazione delle funzioni superiori del cervello come l’umore, la memoria, la programmazione delle attività, l’attenzione e la percezione».

MALATO RITENUTO ANCORA PERICOLOSO. C’è ancora molto da fare: per esempio troppi in Italia concepiscono ancora il malato mentale come uno pericoloso, da rinchiudere. Scarseggiano le campagne educative e informative e si registra un progressivo sottofinanziamento della salute mentale. Che porta al depauperamento dei servizi, con una ricaduta pesante su strutture, operatori, mezzi, dotazioni.

Per 604 persone collocate all’interno delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, altre 441 in questo momento sono in attesa di un posto

Nel 2017 anche l’ultimo degli ospedali psichiatrici giudiziari è stato chiuso per sempre. Al posto degli Opg sono nate, con l’approvazione della legge 81/2014, le Rems, Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, strutture più piccole che hanno eliminato quasi del tutto l’uso di mezzi contenitivi sui pazienti.

SU 28 STRUTTURE SOLO QUATTRO DEFINITIVE. Una rivoluzione gentile che avrebbe dovuto cambiare per sempre il destino dei “folli rei”, i malati di mente che hanno commesso un reato. Oggi però la situazione in Italia sembra già sull’orlo del collasso. I numeri, secondo il settimanale l’Espresso, parlano chiaro: per 604 persone collocate all’interno delle Rems, altre 441 in questo momento sono in attesa di un posto. E 41 di loro si trovano illegittimamente dietro le sbarre, senza una pena da scontare. Delle 28 strutture presenti in tutta Italia oggi soltanto quattro sono definitive.

PERCORSO DI RECUPERO, UNO SU 10 FALLISCE. La lista di coloro che aspettano di entrare nelle Rems si ingrossa giorno dopo giorno con una curva sempre crescente, anche di 50 unità a settimana. Alcuni sono ricoverati nei Centri di osservazione psichiatrica, piccoli reparti ospedalieri interni alle carceri. Altri si trovano nei centri clinici, sottoposti a pesanti trattamenti farmacologici. La maggior parte di loro è rinchiusa in celle comuni. Secondo alcuni esperti, si dispone il ricovero nelle Rems troppo facilmente, la rete dei servizi sociali non sempre riesce a lavorare bene e un paziente su 10, una volta uscito, fallisce nel suo percorso di recupero. Un insuccesso per tutti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso