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Scienza e Tech
3 Giugno Giu 2018 1200 03 giugno 2018

Crimini farmaceutici, numeri e particolarità del fenomeno in Italia

Nel nostro Paese arriva soltanto lo 0,1% di medicinali contraffatti. I controlli sono sempre più stringenti. Ma messi a dura prova dalla tendenza ad acquistare online. Anche via Facebook.

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Crimini farmaceutici, un fenomeno che non conosce fine, anche se i controlli sono sempre più stringenti. Soprattutto in Italia dove, secondo i Carabinieri del Nas, arriva soltanto lo 0,1% di farmaci contraffatti e la rete di farmacovigilanza è tra le migliori al mondo. È quanto emerso nell’ambito del convegno “Crimine farmaceutico: identificazione, contrasto ed eliminazione”, promosso dall’Istituto di Farmacologia dell’Università Cattolica di Roma, che segue di pochi giorni quello organizzato dall’Ordine dei farmacisti di Roma al Nobile Collegio Chimico Farmaceutico. Numerosi soggetti sono coinvolti nella lotta alla contraffazione. Tra queste l’Agenzia delle dogane che rappresenta il primo filtro per le merci in entrata e uscita dal territorio dell’Unione europea. «Nel 2017 sono state sequestrate oltre 750 mila unità di medicinali non ammessi, l’1,7% del totale dei sequestri, destinati al mercato italiano. Di queste unità, 670 mila hanno riguardato farmaci per le disfunzioni erettili, 25 mila per anabolizzanti e quasi 10 mila per dimagranti. Non mancano analgesici, psicofarmaci, farmaci contro le malattie rare», dice Valentina Cavalieri, dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Stato. Arrivano principalmente dall’India, ma anche da Singapore, Malta e dalla Russia».

I CASI DI GENOVA E GIOIA TAURO. Un esempio: nei porti di Genova e Gioia Tauro, negli ultimi due anni, sono state sequestrate 72 milioni di compresse contenenti tramadolo. I medicinali erano stati caricati in container destinati alla Libia dove sarebbero stati usati per la cosiddetta “droga del combattente”. «In generale», aggiunge Cavalieri, «con un prezzo di acquisto di poco più di 1 milione di euro, questi prodotti, una volta venduti sul mercato nero a un prezzo medio di oltre 2 euro a pasticca, avrebbero fruttato più di 140 milioni di euro». Un report dell’Ocse del 2016 ha stabilito che il valore dei farmaci contraffatti nel 2010 superava i 200 miliardi di dollari l’anno a livello globale e potrebbe aver superato i 250 miliardi in questi ultimi anni, mentre da recenti controlli effettuati da LegitScript, l’agenzia che aiuta Google a individuare le farmacie pirata, soltanto lo 0,6% dell’offerta complessiva di farmaci sul web è legale. Ovvero meno di un farmaco su 100.

LE SEI CATEGORIE DELL'OMS. «L’Organizzazione mondiale della sanità raggruppa i farmaci contraffatti in sei categorie: prodotti senza ingredienti attivi, che sono la maggioranza pari al 32,5%, prodotti con quantità non corrette di principio attivo, prodotti con falsi ingredienti, quelli con corretti ingredienti, ma con confezionamento contraffatto, copie di un prodotto originale e manufatti con elevato contenuto di impurezze e contaminanti», spiega Patrizia Hrelia, del Dipartimento di farmacia e biotecnologie dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. «Sono notissimi i casi di avastin, l’antitumorale che nel 2012 fu trovato senza principio attivo, e di orlistat, il cui principio attivo era diverso da quello indicato. Questi casi mettono in pericolo la salute umana e sminuiscono la fiducia dei consumatori verso i medicinali. Servono controlli sempre più rigidi e la consapevolezza che molti canali di acquisto sono illegali». Controlli che secondo Domenico Di Giorgio, dirigente dell’area ispezione e contraffazione e ufficio qualità dell’Agenzia italiana del farmaco, «sono ottimi in Italia grazie alla collaborazione di diversi soggetti coinvolti».

In Italia il 3,5% compra farmaci online tramite i social, principalmente Facebook

Di Giorgio spiega che «in 10 anni di lavoro, anche attraverso il progetto Fakeshare, è nata una rete capillare nella quale inserire tutti i dati. Dal 2014, inoltre, l’operazione di intelligence tra Aifa, Carabinieri Nas, ministero della Salute e le associazioni di settore ha messo in luce una fitta rete europea di riciclaggi di alcuni farmaci. La piattaforma web Fakeshare, I e II, è uno strumento usato anche dall’Ema ed è un modello a livello europeo». Fakeshare II ha indagato anche sui fattori comportamentali e psicologici legati all’acquisto di farmaci online. La survey, curata da Claudio Barbaranelli, del Dipartimento di psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, ha valutato la prevalenza dell’acquisto di prodotti farmaceutici in quattro Paesi europei, ovvero Gran Bretagna, Spagna, Italia e Portogallo. Mille i partecipanti per ogni Paese nel periodo tra l’autunno 2015 e l’inizio 2016. La percentuale di intervistati che hanno acquistato medicinali in rete varia dal 9% della Spagna al 26 dell’Italia. La percentuale relativa a prodotti sulla disfunzione erettile è marginale in Spagna e Portogallo, più elevata in Italia e Gran Bretagna.

L'IMPORTANZA DI INFORMARE. Comprare farmaci online tramite i social, principalmente Facebook, è un’abitudine limitata a una percentuale che va da circa l’1% della Spagna al 3,5 dell’Italia. L’atteggiamento positivo nei confronti dell’acquisto online è stabile in tutti i Paesi e la probabilità di un futuro acquisto, sebbene in aumento, è ancora sostanzialmente bassa, andando da circa il 6% del Portogallo a quasi il 13 dell’Italia. Il nostro Paese e il Portogallo restano ancora in cima come percentuale dell’abitudine di acquisto, mentre la consapevolezza dei rischi connessi all’acquisto online di farmaci è ancora piuttosto bassa, in Italia si attesta al 23,3%. L’Ordine dei farmacisti di Roma ha realizzato un opuscolo informativo che, grazie alla collaborazione di Federfarma Lazio, Aifa, Nas e con il patrocinio della Regione, sarà messo a disposizione delle farmacie laziali. Il pieghevole illustra in modo sintetico le cinque fondamentali verità da conoscere per evitare di cadere vittime dei crimini farmaceutici perpetrati in Rete e che comportano rischi anche gravi per la salute. L’opuscolo è realizzato con la fattiva collaborazione dell’Ufficio qualità dei prodotti e contrasto al crimine farmaceutico dell’Aifa allo scopo di favorire un atteggiamento consapevole e responsabile dei cittadini e aiutare i farmacisti ad una informazione più diretta.

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