Pistola Taser 30 Settembre 2014
Scienza e Tech
17 Giugno Giu 2018 1200 17 giugno 2018

Taser: i rischi della pistola elettrica in mano alle forze dell'ordine

In sei città italiane partirà la sperimentazione. L'arma in sé non è letale. Ma Onu e Amnesty International l'hanno definita uno strumento di tortura. 

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I due dardi partono, viaggiano a 55 metri al secondo e poi si conficcano sotto la pelle. Arriva la scossa: il corpo si irrigidisce e cade a terra. Sono questi gli effetti del taser, la pistola elettrica che il capo della polizia Franco Gabrielli ha promesso alle forze dell'ordine italiane. La sperimentazione dovrebbe partire in sei città: Milano, Brindisi, Caserta, Catania, Padova e Reggio Emilia.

COME FUNZIONA IL TASER. Si presenta più o meno come una pistola. Quando si preme il grilletto invece dei proiettili vengono sparati due piccoli dardi di metallo collegati entrambi a un filo. Una volta che i due punteruoli, che restano sempre collegati al filo, toccano l'obiettivo, una scossa di corrente passa da una puntale di metallo all'altro creando un'immediata paralisi dei muscoli. Non è necessario che i due dardi si infilino sotto la pelle, è sufficiente che tocchino i vestiti. Come altre armi il taser prende il nome dal suo inventore, infatti è l'acronimo di Thomas A. Swift's electronic rifle, il fucile eletrico di Thomas A. Swift.

GLI EFFETTI SUL CORPO. Nel settembre 2015 un collettivo di Youtuber ha mostrato gli effetti di questa arma. Gli Slow Mo Guys hanno registrato in slow motion il momento esatto in cui i dardi colpiscono la vittima. A fare da cavia umana per la causa è stato Dan Hafen, responsabile delle vendite di un'azienda che produce telecamere. Il video ha superato i 25 milioni di visualizzazioni. La fama val bene una scossa.

In Italia i taser non si possono acquistare liberamente. Può comprarli solo chi possiede un porto d'armi ma alcune armerie vendono versioni depotenziate. Nel 2007 una commissione dell'Onu si è espressa molto duramente sull'uso di quest'arma: «Costituisce una forma di tortura, che in certi casi può condurre alla morte com'è dimostrato da numerosi studi e da episodi accaduti in seguito all'uso pratico di questi strumenti».

I RISCHI SECONDO AMNESTY. ll rischio infatti è che la polizia li usi con più disinvoltura rispetto alle armi da fuoco. Sulla stessa linea anche Amnesty International, come dichiarato dal suo portavoce Riccardo Noury in un'intervista a Radio Popolare: «Ci sono tantissimi casi in cui vengono usati al termine di un inseguimento e dunque quando la persona che viene colpita è in condizioni di stress. Il problema è che non sai chi hai di fronte. Quando non sai chi hai di fronte e usi un’arma come quella rischi di fare un danno molto elevato».

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