Tesla con pilota automatico si schianta
IN COLLABORAZIONE CON REALE MUTUA
19 Giugno Giu 2018 1427 19 giugno 2018

Quell’auto è colpevole

In varie parti del mondo sono partiti i test per le auto a guida interamente autonoma. Ma le leggi, soprattutto in Europa, non sono pronte ad accoglierle. Al momento è ancora l’uomo ad avere il compito di vigilare sul veicolo.

  • ...

A tutti farebbe comodo, dopo una giornata di lavoro, avere un’automobile in grado di guidarsi da sola fino al garage di casa. Ed è un sogno che tra non molto potrebbe trasformarsi in realtà. In commercio, infatti, esistono già modelli di auto con vari meccanismi di assistenza alla guida. E in giro per il mondo sono in corso i test di vetture interamente autonome. Tuttavia, siamo ancora in una fase di transizione e prima di vedere auto robot vendute su larga scala bisognerà risolvere diverse questioni che vanno dai costi elevati di produzione a una tecnologia ancora da perfezionare, per arrivare al nodo, ancora irrisolto, della responsabilità civile in caso di incidente.

L’INCIDENTE MORTALE IN ARIZONA. Una questione ancora più cruciale da quando alle 10 di sera del 18 marzo 2018 a Tempe, in Arizona, un veicolo a guida autonoma di Uber ha travolto e ucciso una donna che stava attraversando la strada spingendo la sua bicicletta. La donna ha attraversato in un tratto di strada pericoloso e poco illuminato, mentre il tecnico a bordo dell’auto, addetto alla supervisione del mezzo, non è riuscito a intervenire in tempo. E’ il primo incidente dove un’auto a guida autonoma uccide un pedone. Evento che ha portato, in America, al momentaneo stop dei test su strade pubbliche di questo tipo di macchine.

AUTO A GUIDA AUTONOMA: I PROBLEMI IRRISOLTI. Chi deve essere ritenuto responsabile in caso d’incidente provocato da una macchina a guida autonoma? Il produttore dell’auto, che ha costruito una tecnologia rivelatasi poi inaffidabile o l’uomo a bordo, chiamato a supervisionare la vettura e a intervenire in caso di emergenza? Sono domande a cui ad oggi non è possibile dare una risposta chiara. Da un lato perché ancora manca, sul piano etico, un modello di comportamento condiviso: ci potrebbero essere, infatti, delle situazioni in cui il computer di bordo deve trovarsi a decidere se preservare la salute della persona che sta a bordo o, per esempio, quella di un pedone che attraversa la strada improvvisamente. In questo caso, come si può decidere quale sia la scelta migliore? Sono i costruttori a programmare la macchina per decidere in un senso o nell’altro, ma non è una questione di facile soluzione.

VUOTI NORMATIVI. E anche le leggi che disciplinano il Codice della strada sono state concepite in un’epoca dove le auto a guida autonoma non erano lontanamente immaginabili. L’Europa si muove nel quadro normativo della Convenzione di Vienna del 1968, che detta le linee guida delle regole del traffico a cui i 72 stati partecipanti, tra cui l’Italia, devono adeguarsi. Anche se qualcosa sta già cambiando: nell’aprile del 2017, infatti, è stato approvato un emendamento all’articolo 8 del trattato, che in precedenza prevedeva «Ogni guidatore deve, in ogni momento, poter controllare il proprio veicolo» e oggi invece recita «Ogni guidatore deve essere sempre presente e abile a prendere il controllo del veicolo, i cui sistemi devono essere scavalcati o spenti in qualsiasi momento».

LA SITUAZIONE IN EUROPA. Al momento, però, non vi sono leggi che regolamentino la circolazione su strade pubbliche di veicoli senza la presenza di un conducente umano. E anche le sperimentazioni in atto vanno in tal senso: in Germania, infatti, è stata autorizzata la sperimentazione legale di veicoli automatici in autostrada, che tuttavia devono percorrere una corsia dedicata e avere un supervisore a bordo. Mentre nel Regno Unito una commissione sta studiando come dovranno essere modificate le leggi dello Stato affinché le macchine a guida autonoma possano guidare senza la presenza di un conducente. E in Italia? Nel nostro Paese esiste VisLab, uno spin off dell’Università di Parma, che si occupa dello sviluppo di Eva, prototipo italiano di macchina a guida autonoma. Il Ministero dei Trasporti, il 3 marzo 2018, ha firmato il decreto attuativo che dà il via alla sperimentazione sulle strade italiane: che tuttavia dovranno avvenire in tutta sicurezza, con supervisione di un tecnico e previa autorizzazione del ministero. Possono fare richiesta di sperimentazione enti pubblici e privati di ricerca.

AUTOMIA DI REALE MUTUA. L’avvento delle auto a guida autonoma, inevitabilmente, porterebbe a delle modifiche anche sotto il punto di vista dell’assicurazione del veicolo. Esistono in questo senso prodotti che sembrano già strizzare l’occhio al futuro: per esempio, AutoMia di Reale Mutua fornisce tutele in caso di richieste di risarcimento per danni causati a terzi dalla circolazione del veicolo assicurato o dai suoi passeggeri e rimborsa le spese legali in caso di controversie o procedimenti penali legati all’uso del veicolo. Ma non solo, perché prevede copertura per eventi che possono danneggiare il veicolo, indennizzi in caso di infortunio del conducente e un’assistenza in viaggio 24 ore su 24, in Italia e all’estero, attiva con un servizio di soccorso stradale, auto sostitutiva, spedizione di pezzi di ricambio, rimpatrio del veicolo e delle persone ed eventuale assistenza di un interprete. La clausola Guida bene e risparmi invece consente di ottenere ulteriori sconti sul premio dell'annualità successiva se l'assicurato durante l'anno mantiene uno stile di guida virtuoso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso