Parker Solar Probe Nasa Sole
Scienza e Tech
30 Luglio Lug 2018 0030 30 luglio 2018

La Nasa festeggia i 60 anni con una missione verso il Sole

L'agenzia spaziale Usa nacque nel 1958. E ora si prepara a lanciare la sonda Parker Solar Probe verso la nostra stella. Alla scoperta di spazimai esplorati. 

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La Nasa, l’agenzia federale per le attività spaziali e aereonautiche degli Stati Uniti, nata nel 1958 con il National Aeronautic and Space Act firmato dall’allora presidente Eisenhower, il 29 luglio spegne 60 candeline e si prepara a festeggiare il compleanno con una nuova, ambiziosissima sfida: dal 6 agosto si prepara a lanciare nello Spazio la Parker Solar Probe, una sonda della grandezza di un’utilitaria che starà in viaggio per circa 7 anni. Obiettivo: raccogliere nuovi dati sull’attività del Sole, comprendere meglio la fisica del vento solare, prevederne le tempeste e studiare in maniera approfondita le caratteristiche della corona. Nonché, naturalmente, catturare immagini ad alta risoluzione della superficie della nostra stella grazie all’uso di strumentazioni di ultima generazione. Il che sarà possibile grazie alla "vicinanza" a cui mira la sonda che godrà della spinta gravitazionale fornita da Venere: circa 6 milioni di chilometri dal Sole. Naturalmente, questo comporterà l’uso di un particolare scudo termico protettivo a base di carbonio dello spessore di circa 12 centimetri, per far fronte a una esposizione di più di 1.377 gradi celsius e, ovviamente, a forti radiazioni (leggi anche: La Nasa ha registrato il suono del Sole).

Gli scienziati della Nasa al lavoro sulla sonda Parker Solar Probe.
Getty images

ALLA SCOPERTA DELL'ELIOSFERA

«Essenzialmente», ha spiegato lo scienziato della Nasa Marco Velli, «vogliamo capire come nasce il vento solare, particelle cariche che creano una bolla nello Spazio interstellare, la eliosfera, all’interno della quale si trovano i pianeti e anche la Terra. Nonostante sia noto da tempo, è un fenomeno che lascia ancora molti interrogativi aperti: ogni tanto questo flusso penetra nell’atmosfera e genera aurore e tempeste solari con velocità che vanno dai 300 agli 800 chilometri al secondo ma non sappiamo il perché». «Questa sonda», ha dichiarato il responsabile della Nasa Thomas Zurbuchen, «viaggerà verso una regione che l'umanità non ha mai esplorato prima, rispondendo alle domande su cui gli scienziati si sono interrogati per più di sei decenni».

IL RESPIRO DEL SOLE

La ricerca dunque procede. Soho, il telescopio solare di Esa e Nasa, ha osservato per 20 anni le fluttuazioni della nostra stella, vibrazioni che ora il laboratorio di Fisica sperimentale di Stanford ha tradotto in suono. Una sorta di respiro che permette agli scienziati di "zoomare" sul Sole.

I MISTERI DEL VENTO SOLARE

Battezzata in onore dell’astrofisico Eugene Parker che negli Anni 50 mise a punto per primo la teoria del vento solare (suo è lo studio, pubblicato nel 1958, Dinamiche dei gas interplanetari e dei campi magnetici), la Parker Solar Probe sarà la prima sonda a spingersi così tanto vicino al Sole, garantendone una osservazione diretta. E questo consentirà di apprendere di più non solo sulla stella madre del sistema solare, ma anche su tutte le altre stelle della galassia. «Anche se il vento solare è invisibile», ha sottolineato Nicky Fox, scienziato del progetto Parker Solar Probe presso l’Applied Physics Lab della Johns Hopkins University a Laurel, nel Maryland, «possiamo vederlo circondare i poli con l’aurora boreale, un fenomeno bellissimo, che rivela l’enorme quantità di energia e particelle che si riversano nella nostra atmosfera. Non abbiamo una perfetta comprensione dei meccanismi che guidano quel vento verso di noi, ed è quello che stiamo cercando scoprire».

L'astrofisico Eugene Parker presenta il progetto della sonda Nasa Parker Solar Probe.
Getty Images

LA SFIDA URSS E USA DURANTE LA GUERRA FREDDA

La missione di Parker Solar Probe è solo l’ultima di una lunga serie di avventure nello Spazio dell’ente spaziale americano, nato in piena Guerra Fredda che vedeva contrapporsi Stati Uniti e Unione Sovietica anche a colpi di conquiste tecnico-scientifiche, oltre che politico-militari. Una competizione serrata, in nome della corsa allo Spazio, iniziata quando l’Urss lanciò in orbita lo Spuntnik 1, il primo satellite artificiale della storia dal peso di 83 kg.

I VIDEO RARI DELL'ARMSTRONG FLIGHT RESEARCH CENTER

Il logo originale della Nasa – ideato nel 1959, e tornato in uso nel 1992 – composto da un cerchio azzurro che contiene le stelle, due ali rosse e un’ellisse intorno alla scritta, racconta di missioni e anche di tragedie - da quella dell'Apollo 1 nel 1967 a quelle dello Space Shuttle Challenger nel 1986 e del Columbia nel 2003 - che sono entrate nell’immaginario collettivo, a partire, naturalmente, dall’allunaggio del 20 luglio 1969 seguito da 20 milioni di telespettatori incollati al piccolo schermo, 49 anni fa. Per gli appassionati di Spazio e dintorni, oggi la Nasa ha anche reso fruibili su YouTube moltissimi video rari dagli archivi dell’Armstrong Flight Reseaech Center. Basta cliccare qui, in attesa del prossimo countdown.

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