Alessio Figalli Fields Medal Ricercatori Under40 Italiani
Scienza e Tech
3 Agosto Ago 2018 0800 03 agosto 2018

Figalli e gli altri ricercatori italiani under 40 di successo

Preparati, giovani e brillanti. Ottengono riconoscimenti internazionali. Ma troppo spesso lavorano all'estero. Dieci cervelli che fanno onore al nostro Paese. 

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Forse dovremmo imparare a tifare un po’ meno per la nazionale italiana di calcio e un po’ di più per la nostra ricerca scientifica. Se gli azzurri quest’anno ci hanno costretto a parteggiare per un’altra nazionale per sentirci un po’ meno tristi durante il Campionato mondiale e addirittura a sventolare invano una bandiera croata il giorno della finale, la ricerca italiana il suo campionato del mondo l’ha vinto il primo agosto quando Alessio Figalli è stato insignito della Medaglia Fields, l’equivalente del Premio Nobel per le scienze matematiche. Un onore che mancava al nostro Paese da quasi mezzo secolo.

FIGALLI E LA RIVINCITA DEL CLASSICO

Figalli, romano di 34 anni, 140 pubblicazioni all’attivo e una cattedra al Politecnico di Zurigo, giocherà sì per una squadra estera, ma è un prodotto del vivaio italiano. Studi superiori al liceo classico Vivona (alla faccia di vorrebbe rottamare lo studio del greco e del latino), partecipazione alle Olimpiadi della matematica, poi la laurea alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Da qui è iniziato il suo percorso internazionale che lo ha portato prima della cattedra a Zurigo a un incarico di professore ordinario ad Austin in Texas. Ma Alessio Figalli è solo l’ultimo e più illustre esempio dei fuoriclasse italiani under 40 che testimoniano il grande valore dei nostri ricercatori e in molti casi della formazione accademica italiana. Alcuni sono “cervelli in fuga”, altri sono rientrati in Italia dopo essersi affermati all’estero.

FRANCESCO TOMBESI, DA RECANATI AI BUCHI NERI

Quella di ritornare in Italia è la scelta che ha fatto Francesco Tombesi, 36 anni, oggi al dipartimento di Fisica di Tor Vergata a Roma. Lo scienziato è nato a Recanati e come un suo illustre concittadino ama contemplare l’infinito. Studi superiori in un istituto tecnico commerciale di Macerata (alla faccia di chi dice che gli istituti tecnici sono covi di bullismo), ha poi studiato Astronomia a Bologna dove ha ottenuto laurea e dottorato. Si è trasferito negli Stati Uniti al Goddard Space Flight Center della Nasa e dell'Università del Maryland, nel 2015 un suo studio su come i buchi neri “respirino” emettendo ventate di gas che impediscono la formazione di nuove stelle ha conquistato la copertina di Nature, la bibbia delle riviste scientifiche. Nell’ottobre del 2017 ha ricevuto il premio Aspen, riconoscimento per la collaborazione e la ricerca scientifica tra Italia e Stati Uniti.

Francesco Tombesi, 36 anni, lavora al dipartimento di Fisica di Tor Vergata a Roma.

EMILIANO SANTARNECCHI E GLI STUDI DI NEUROLOGIA

Emiliano Santarnecchi, senese di 36 anni, laurea all’Università di Firenze, dottorato in Neurologia applicata presso l'università di Siena, è stato scelto tre anni fa dalla Harvard Medical School in collaborazione con un'agenzia di Intelligence americana, per coordinare uno studio sul potenziamento delle funzioni cognitive negli adulti. Oggi è “instructor” in Neurologia alla Harvard Medical School. «L’Alzheimer non è una malattia né imprevedibile, né inarrestabile», ha detto. Uno dei suoi studi più recenti ha dimostrato come l’utilizzo dei videogiochi possa rafforzare alcune funzioni cerebrali, una scoperta che potrebbe aprire nuove prospettive per le terapie di prevenzione delle malattie degenerative.

Emiliano Santernecchi, 36 anni, è “instructor” in Neurologia alla Harvard Medical School.

ANNA GRASSELLINO PREMIATA DA BARACK OBAMA

Anna Grassellino è una ricercatrice originaria di Marsala di 36 anni attualmente in forza al Fermi National Accelerator Laboratory dell’Università dell’Illinois. Dopo la laurea in Ingegneria elettronica all’Università di Pisa, ha conseguito un dottorato in Fisica all’Università della Pennsylvania. Fa ricerca dal 2008, attualmente al FermiLab americano è scienziata e “deputy head” della Divisione tecnica, ed è impegnata nel settore della fisica applicata e delle tecnologie dei superconduttori. Nel gennaio del 2017 Barack Obama negli ultimi suoi giorni da presidente l’ha insignita del premio Pecase (Presidential Early Career Award for Scientists and Engineers), il massimo riconoscimento che il governo Usa offre ai più promettenti professionisti nel settore della ricerca. Un riconoscimento toccato anche a un altro scienziato italiano under 40: Marco Pavone.

Anna Grassellino, 36 anni, è in forza al Fermi National Accelerator Laboratory dell’Università dell’Illinois.

MARCO PAVONE, DOPO LA NASA STANFORD

Marco Pavone attualmente lavora alla Stanford University. Torinese di nascita ma di famiglia siciliana, ha compiuto a Catania tutto il suo percorso formativo. Ha conseguito la maturità (anche in questo caso classica) per poi laurearsi nell’ateneo catanese in Ingegneria informatica e nella classe di ingegneria alla Scuola Superiore di Catania. È seguito un Ph.D. in Ingegneria aerospaziale al Mit di Boston. Nel 2010 è al Nasa Jet Propulsion Laboratory di Pasadena dove si occupa di robotica spaziale, in California, dal 2012, è professore e scienziato a Stanford, dirige l’Autonomous Systems Laboratory. È stato insignito del Nsf Career Award, il Nasa Early Career Faculty Award e dell'Hellman Faculty Scholar Award.

SARA BUSON, LA SIGNORA DEI NEUTRINI COSMICI

È ricercatrice Nasa anche Sara Buson (leggi anche l'intervista a Letteradonna.it), classe 1979, laurea e dottorato in fisica all’università di Padova, esperienze a Berkeley e Stanford per poi essere reclutata dal Goddard Space Flight Center, il prestigioso centro dell’agenzia spaziale americana dedicato alla ricerca. È stata una delle protagoniste della recente scoperta annunciata lo scorso 13 luglio dalla National Science Foundation (Nsf) che ha portato per la prima volta all’individuazione di una sorgente di neutrini cosmici. I neutrini sono particelle di massa quasi nulla ma dotata di un’altissima energia. Secondo la comunità scientifica la scoperta è simile per importanza alla cattura del primo segnale di onde gravitazionali avvenuta nel 2016.

Sara Buson, 39 anni, è stata una delle protagoniste della recente scoperta che ha portato per la prima volta all’individuazione di una sorgente di neutrini cosmici.

STEFANO VOLPI E LE MALATTIE RARE

Stefano Volpi, pediatra ricercatore 38enne dell'Istituto Giannina Gaslini di Genova, in collaborazione con le Università di Harvard e Losanna, nel 2017 ha dimostrato che mutazioni del gene Extl3 sono all'origine di una nuova sindrome che causa displasia ossea e immunodeficienza. Una malattia sconosciuta e senza nome su cui i ricercatori dell’Unità Operativa Malattie Rare del Gaslini si erano messi sulle tracce 5 anni fa dopo la misteriosa morte di due gemellini. Volpi nella sua carriera ha fatto una scelta difficile ma premiata, quella di rinunciare a un posto in Svizzera per fare ricerca in Italia. Il suo stipendio è stato in parte garantito da un’eredità di una benefattrice.

MATTEO CARGNELLO E GLI STUDI CONTRO L'INQUINAMENTO

Matteo Cargnello, originario della provincia di Udine, a 34 anni è un ingegnere chimico Assistant Professor a Stanford dove è a capo di un suo gruppo di ricerca. L’obiettivo del steam è studiare produrre materiali che consentano un futuro sostenibile, in particolare cristalli e nanocristalli che riescano ad accelerare reazioni chimiche in grado di produrre sostanze chimiche e carburanti eco-sostenibili riducendo l’inquinamento. Nel suo curriculum un dottorato in Nanotecnologie all’Università di Trieste e un percorso post-doc al dipartimento di chimica dell’Università della Pennsylvania. Ha ricevuto l’Eni Award premio debutto nella ricerca 2013 e l’European Federation of Catalysis Societies Award.

GIULIA SACCÀ, MATEMATICA AL MIT DI BOSTON

La matematica Giulia Saccà ha 34 anni ed è Assistant Professor al Mathematics Department del Mit di Boston. Si è laureata alla Sapienza di Roma e ha proseguito con un Ph.D. a Princeton. La sua tesi di dottorato è stata premiata dal Congress of the Italian Mathematical Society. Nel 2017 ha vinto il premio per la matematica e la fisica dell’Issnaf (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation).

Giulia Saccà, 34 anni, è Assistant Professor al Mathematics Department del Mit di Boston.

FEDERICO BIANCHI, L'UOMO DELL'ATMOSFERA

Il 34enne bergamasco Federico Bianchi, laurea alla statale di Milano e Ph.D. in Svizzera oggi lavora all’università di Helsinki, in Finlandia. I suoi studi in laboratorio e sul campo sulla formazione delle nuvole gli sono valsi il riconoscimento della European Geoscience Union come miglior giovane scienziato europeo. L’organizzazione che riunisce oltre 12 mila scienziati di tutto il mondo ha definito il lavoro del ricercatore italiano «un contributo eccezionale per capire i processi di formazione di nove particelle atmosferiche».

MARIO NUVOLONE, CAMICE DI RITORNO

Tra questi giovani fuoriclasse c’è chi è andato all’estero alla ricerca di opportunità, ma anche chi è tornato. È il caso di Mario Nuvolone, uno dei migliori giovani medici nel campo delle ricerche sull’amiloidosi, premiato tra i più promettenti junior researcher nel 2014 dalla Amyloidosis Foundation. A 38 anni è ritornato in Italia dopo aver passato diversi anni all’Università di Zurigo. Oggi è un ricercatore all’Università di Pavia dove si era laureato: «In Svizzera», ha detto, «l'accesso alle cure dipende dal reddito e dall'assicurazione che si hanno. Io voglio lavorare nel pubblico, dove tutti possono avere accesso alle cure che esistono ora e a quelle future che arriveranno grazie agli sforzi della comunità scientifica».

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