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Scienza e Tech
15 Settembre Set 2018 1500 15 settembre 2018

Come funziona il mercato illegale degli animali esotici

Dalle tartarughe azzannatrici alle linci del deserto, fino alle scimmie uistitì, il business è secondo solo a quello di droga e armi. Ed è in costante screscita. Ma in Italia si rischiano multe fino a 150 mila euro.

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Pericolose tartarughe azzannatrici nei parchi di Milano, linci del deserto tenute al guinzaglio come cagnolini, tigrotti spediti di nascosto per corrispondenza alla stregua di pacchi, leoni tenuti in giardino dai boss a emblema del proprio potere. Sono sempre più frequenti i casi in cui animali esotici, spesso imprevedibili e tutt'altro che addomesticati, arrivano in Italia. Ma il loro acquisto è vietato dalla legge, pericoloso per la salute pubblica anche sul fronte delle malattie infettive e ingrossa un giro d'affari che è il terzo al mondo per portata, dopo il traffico di armi e di droga.

LE SPECIE VIETATE IN ITALIA: MULTE FINO A 150 MILA EURO

Andiamo con ordine e partiamo con la normativa di riferimento. In Italia, a disciplinare la materia è la legge n. 150 del 1992 che andrebbe letta contestualmente con la Convenzione di Washington del 3 marzo 1973, anche detta Cites (Convention on International Trade of Endangered Species) sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, di cui la nostra normativa rappresenta una evoluzione in senso restrittivo e severo per ciò che concerne le pene. Nel nostro Paese è dunque vietato a chiunque commerciare o detenere esemplari vivi di mammiferi e rettili selvatici che possono costituire pericolo per la salute o l'incolumità pubblica. Per sapere quali siano le specie “pericolose” occorre consultare un decreto interministeriale (d.m. del 19 aprile 1996) e le sue successive modificazioni. Si scopre, per esempio, che non si possono tenere in casa o in giardino: canguri, lemuri, oranghi, orsi, tassi, rinoceronti, bufali, cobra, anaconde e anche le tartarughe azzannatrici. Bella scoperta, commenteranno i più. Eppure le forze dell'ordine continuano a rinvenire gli animali selvatici più strani e pericolosi e la lista del ministero deve essere sempre aggiornata. La violazione può comportare, come precisa la legge n. 68/2015, l'arresto da sei mesi a due anni e l'ammenda da euro 15 mila a euro 150 mila.

LA VIOLAZIONE PIÙ COMUNE: TENERE TARTARUGHE AMERICANE

E probabilmente c'è chi sta infrangendo la legge e nemmeno ne è consapevole, perché dal 30 gennaio 2018 è vietata anche la detenzione delle tartarughe dalle orecchie rosse, fameliche e aggressive, se lasciate in libertà rischiano di soppiantare la specie autoctona, l'Emys orbicularis, in poco tempo. Eppure soltanto fino a pochi anni fa queste tartarughine potevano essere vinte nelle fiere o acquistate regolarmente nei negozi. Poi, probabilmente come è accaduto all'esemplare di azzannatrice rinvenuta nel parco di Arconate, alle porte di Milano, questi anfibi comprati quando sono poco più grossi di una moneta da 2 euro vengono rilasciati nei corsi d'acqua perché si scopre che crescono a dismisura, mettendo così a rischio un intero ecosistema. Chi ne è in possesso deve denunciarle al ministero dell'Ambiente entro il 31 agosto 2019 (decreto legge 25.82018, n. 91) e, nel caso in cui le tenga all'esterno, garantire che non possano fuggire e riprodursi.

La tartaruga azzannatrice.

I GROSSI FELINI DEI BOSS E LA MANIA DEL SAVANNAH

Le cronache raccontano di puma e pantere (ogni estate qualche escursionista sostiene di intravedere grossi felini africani nei boschi nostrani) rinchiusi negli sgabuzzini di eclettici signori o tenuti crudelmente in catene, con la pioggia e con la neve, nei giardini dei boss della malavita. Il mercato illegale soddisfa chiunque: sembra che l'ultimo grido in fatto di animali esotici sia possedere un savannah, un ibrido tra un servalo (gattopardo africano) e un gatto domestico, ma decisamente più possente. Molto di moda anche i suricati, una mangusta abituata a trascorrere la vita in grandi comunità, costretta a soffrire la solitudine in qualche grigio appartamento di Milano solo per il divertimento dei suoi proprietari.

LE SOFFERENZE PATITE NEL TRASPORTO

Il commercio di frodo non condanna solamente gli animali a tristi esistenze, ma anche a patimenti senza fine durante la delicata fase del trasporto. Non di rado, nei nostri aeroporti, gli agenti delle dogane rinvengono, chiusi in scatole senza ossigeno, decine e decine di uccelli, rettili, felini e talvolta persino pesci, lasciati al buio per giorni a cibarsi degli esemplari che non ce l'hanno fatta, in condizioni igieniche assai precarie. «A causa dello stress, della denutrizione e dei comportamenti aggressivi dovuti al sovraffollamento delle gabbie»,i spiegano dall'Oipa, l'Organizzazione internazionale protezione animali, «giunge a destinazione soltanto un numero di animali compreso fra il 10 ed il 50% di quelli stivati a bordo di navi ed aerei. Molti esemplari non sopravvivono nemmeno alla cattura e alle fasi successive. Una volta a destinazione gli animali si trovano a dover affrontare condizioni climatiche differenti e, soprattutto, un’alimentazione inadeguata».

Pesci trasportati in bustine pressurizzate. Sopravvive meno del 5%

E poco importa se l'animale è in via di estinzione, anzi, per i contrabbandieri è meglio, perché il suo prezzo di listino potrà essere ritoccato verso l'alto: «I pesci cardinale, pescati nei fiumi del Sud America, vengono smistati nei centri di Bogotà e della Florida. Restano a digiuno anche per due settimane. Trasportati in aereo dentro sacchetti pressurizzati, ne arriva a destinazione neanche il 5%. I pesci pagliaccio, vengono pescati nei mari tropicali utilizzando false barriere coralline. Ne arriva a destinazione negli acquari europei meno della metà».

COME ARRIVANO GLI ANIMALI ESOTICI IN ITALIA

Non esistono cifre esatte sul valore di un simile mercato. Il fatto che sia secondo solo a quello della droga e delle armi, però, permette di realizzare che non sbaglia affatto chi parla di svariati miliardi. Sono oltre 20 mila gli esemplari di rettili rari trovati ogni anno alle dogane. Sempre l'Oipa spiega come arrivano questi animali in Italia: «I pappagalli vengono catturati nelle foreste dell’Amazzonia, fanno tappa negli Stati Uniti prima di arrivare in Europa dove passano per alcuni centri di smistamento come l’Olanda. Le iguane delle farms centroamericane viaggiano negli Stati Uniti, dove le aspetta una quarantena di soli tre giorni, imbottite di antibiotici. Dal Brennero, da alcuni porti del Sud, o da punti di frontiera come Trieste arrivano carichi di animali importati illegalmente». Anche le tartarughe americane giungono per lo più dal Nord Europa: «Le Trachemis dalla striscia rossa arrivano ancora dall’Olanda, che a sua volta le importa dalla Louisiana».

IL RISCHIO DELLE SCIMMIE

Il pericolo di importare, oltre agli animali, anche le malattie esotiche, è tutt'altro che secondario: «Si trovano poi animali, fra cui le piccole scimmie uistitì, la cui vendita è vietata a causa del virus Ebola. Se trovate dalla Finanza finiscono nei centri di recupero per primati o negli zoo d’Europa e, come altri animali esotici sequestrati, non possono tornare nei loro Paesi per la mancanza di fondi», dunque gli esemplari malati restano in Italia, incrementando il rischio del contagio. I volatili possono invece trasmettere la Sars e la clamydia psittacidi, mentre resta alta la possibilità di contrarre salmonellosi o tubercolosi.

IL TRAFFICO DELLE OSSA

E poi c'è il macabro mercato delle ossa degli animali esotici, corni di rinoceronte, zanne di elefanti e interi scheletri di tigre e leone. L'economia del Sudafrica vive proprio di questo commercio e infatti il Paese ha annunciato che intende quasi raddoppiare il numero massimo di scheletri esportati, oggi fisso a 800 all'anno mentre il nuovo limite potrebbe salire a 1.500. Si stima che nella nazione ben 8 mila leoni attendano il loro triste destino dietro le sbarre, mentre in natura il numero degli adulti si aggiri tra 1.300 e 1.700. Nell’intero continente africano, è bene ricordarlo, sopravvivono meno 20 mila leoni. All'inizio degli Anni 90 erano circa il doppio, dimezzati dalla perfidia umana.

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