Molecola Cura Malattie Intestino (2)
Scienza e Tech
18 Settembre Set 2018 1336 18 settembre 2018

Scoperta molecola che cura le malattie infiammatorie intestinali

La proteina IL 33 potrebbe essere la chiave del trattamento di patologie come morbo di Crohn e colite ulcerosa. Il risultato grazie a uno studio della Fondazione policlinico Gemelli-Università Cattolica.

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Scoperta una molecola chiave nella cura di malattie infiammatorie croniche dell'intestino (Ibd) come il morbo di Crohn la colite ulcerosa. Reso noto sulla rivista Pnas, il ritrovamento è il risultato di uno studio coordinato da Antonio Gasbarrini e diretto da Loris Lopetuso della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS - Università Cattolica in collaborazione con Theresa Pizarro della Case Western Reserve University of Cleveland. Gli scienziati hanno scoperto che una proteina, IL 33, ha un ruolo potenzialmente chiave nella cura in particolare di Malattia di Crohn e Rettocolite Ulcerosa, patologie in aumento nei paesi ricchi. La molecola favorisce la riparazione delle pareti intestinali danneggiate mediante l'attivazione di altre sostanze ad azione riparativa, i 'microRna' (mRna). In animali con la malattia e su cellule intestinali umane si è visto che IL-33 può guarire la parete intestinale.

LE IBD AFFLIGGONO 150 MILA PERSONE IN ITALIA

Le Ibd interessano in Italia almeno 150 mila persone, con circa 20 nuovi casi/100 mila persone l'anno. I sintomi principali sono diarrea cronica, dolori addominali e crampi. Oggi si tengono a bada con un ristretto numero di agenti 'immunomodulanti' (che regolano il sistema immunitario) con un'efficacia variabile da paziente a paziente, che spesso si esaurisce con il passare del tempo. L'interleuchina IL-33 e il suo recettore 'ST2/ILRL1' (la 'serratura' ove si infila IL-33 come fosse una chiave) hanno mostrato un ruolo chiave nella cura di queste malattie. «Infatti», ha spiegato Lopetuso, «abbiamo scoperto che hanno un'importante funzione protettiva per le pareti intestinali, accelerandone la guarigione tramite una rete di micro RNA, in particolare del miR-320». Inoltre, lo studio mostra che senza miR-320A, si ha il blocco della riparazione cellulare nonostante la somministrazione di IL-33. «Questo studio pone le basi per la valutazione di un potenziale approccio terapeutico basato su IL-33 e/o sul miR-320 nelle IBD», ha sottolineato Gasbarrini.

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