Fondatori Instagram Kevin Systrom Mike Krieger
Scienza e Tech
25 Settembre Set 2018 0856 25 settembre 2018

I fondatori di Instagram hanno lasciato la società

Kevin Systrom e Mike Krieger hanno comunicato di essersi dimessi prevedendo di lasciare il gruppo nelle prossime settimane. Dubbi per le prossime scelte di Facebook sulla gestione della piattaforma.

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Kevin Systrom e Mike Krieger, i co-fondatori di Instagram, hanno deciso di lasciare la società: si sono dimessi e prevedono di uscirne nelle prossime settimane. La notizia è stata diffusa il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali le due uscite sollevano dubbi sul futuro di Instagram in un momento in cui Facebook si trova ad affrontare molte sfide. Systrom, amministratore delegato di Instagram, e Krieger, il chief technical officer dell'app, non hanno offerto spiegazioni sul perché del loro addio. Instagram é uno dei gioielli della corona di Facebook, che l'ha acquistata nel 2012 per 1 miliardo di dollari.

I FONDATORI: «PRONTI PER UNA NUOVA SFIDA»

Systrom e Krieger, che hanno rispettivamente 34 e 32 anni, si erano conosciuti nel 2010 e da allora avevano iniziato a lavorare a un progetto di Systrom per la creazione di un software. Negli anni quel progetto si è trasformato in un app che ora ha più di un miliardo di utenti. In un comunicato sul sito di Instagram, Systrom ha scritto che lui e Krieger sono pronti «per un nuovo capitolo» e che intendono concentrarsi su qualcosa di nuovo. Puntuale è arrivata la risposta del capo di Facebook, curiosamente attraverso Twitter, nel quale ha augurato ai due «il meglio», dicendo anche di «aspettare di vedere cosa realizzeranno in futuro».

LE NUBI SUL FUTURO DELLA SOCIETA'

L'addio di Systrom e Krieger solleva non poche questioni sul futuro di Instagram, soprattutto in un momento molto delicato per la società di Menlo Park, che sta affrontando uno dei momenti più difficili dei suoi 14 anni di vita. Negli ultimi due anni Facebook è stata fortemente criticata per la scarsa cura dei dati degli utenti e per non aver previsto e limitato la capacità di interferenza di Paesi stranieri, come nel caso del Russiagate. Tutte queste questioni hanno iniziato a pesare nel business della società che lo scorso luglio ha confermato un rallentamento dei guadagni dalla pubblicità e una contrazione del numero degli utenti.

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