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Scienza e Tech
22 Ottobre Ott 2018 1633 22 ottobre 2018

C'è ossigeno per la vita nell'acqua salata su Marte

La ricerca del California Institute of Technology pubblicata sulla rivista Nature Geoscience. Il gas potrebbe essere sufficiente non solo per alcuni microrganismi, ma anche per animali più complessi.

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C'è ossigeno sufficiente per ospitare la vita nell'acqua salata che si trova nel sottosuolo di Marte. E anche nel lago sotterraneo scoperto dal radar italiano Marsis, che fa parte della strumentazione della sonda europea Mars Express. La notizia arriva da una ricerca del California Institute of Technology (Caltech), i cui risultati sono stati appena pubblicati dalla rivista Nature Geoscience. I calcoli indicano che l'ossigeno potrebbe sostenere la vita non solo di alcuni microrganismi, ma anche di animali più complessi come le spugne.

Finora forme di vita in grado di respirare ossigeno su Marte si ritenevano impossibili, perché l'atmosfera del pianeta è poverissima di questo gas. Adesso, invece, lo scenario cambia completamente. Perché aumentano le probabilità che su Marte ci siano le condizioni per ospitare microrganismi il cui metabolismo si basa sull'ossigeno, perché il gas sarebbe disponibile in forma disciolta nell'acqua salata. I ricercatori sono giunti a questa conclusione calcolando la quantità di ossigeno che può essere presente nell'acqua salata alle varie condizioni di pressione e temperatura nel sottosuolo di Marte, comprese quelle che presumibilmente caratterizzano il lago recentemente scoperto a una profondità di 1,5 chilometri.

Scoperto su Marte un lago di acqua salata

A un chilometro e mezzo sotto i ghiacci del Polo Sud di Marte c'è un grande lago di acqua liquida e salata che ha tutti i requisiti per ospitare la vita: lo ha scoperto il radar italiano Marsis della sonda Mars Express.

Secondo il team di studiosi guidato da Vlada Stamenković, infatti, «in un serbatoio d'acqua salata di questo tipo ci potrebbero essere elevate concentrazioni di ossigeno disciolto», e concentrazioni particolarmente alte si troverebbero anche nel sottosuolo delle regioni polari. Alla domanda se Marte abbia mai ospitato la vita, i ricercatori non sono (ancora) in grado di dare una risposta. Ma i risultati dello studio estendono la possibilità di cercarla, indicando che organismi dipendenti dall'ossigeno sono possibili, a differenza di quanto immaginato finora. La ricerca, inoltre, fornisce basi scientifiche per sostenere l'opportunità di proseguire la caccia alla vita anche su altri pianeti e lune che ospitino sacche di acqua salata o oceani sotterranei, come la luna di Saturno Encelado. «I requisiti per l'abitabilità delle brine su Marte si arricchiscono ora della possibile presenza di ossigeno, indispensabile però alle sole forme di vita che lo utilizzano per la respirazione», ha commentato l'astrobiologa Daniela Billi, dell'Università di Roma Tor Vergata. Questa possibilità «amplia i possibili metabolismi presenti su Marte». Si riteneva infatti che sul Pianeta Rosso potessero vivere soltanto microrganismi simili ai batteri metanogeni terrestri, che utilizzano l'idrogeno molecolare anziché l'ossigeno come fonte di energia. Adesso non è più così.

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