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10 Novembre Nov 2018 1400 10 novembre 2018

Disabili e badanti: una relazione necessaria ma complessa

Le piattaforme digitali Ugo e le cooperative per l'assunzione di operatori che offrono servizio di trasporto e accompagnamento sono realtà utili ma non prive di “svantaggi”, soprattutto economici.  

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Avete bisogno di un aiuto per essere accompagnati a una visita medica, a fare shopping, andare in banca o a trovare parenti e amici? Se siete persone con disabilità o anziane e abitate a Torino, Milano o Genova da ora potete contare sull'aiuto di Ugo. Non è il protagonista di una barzelletta che andava di moda raccontare anni fa, bensì un servizio di trasporto e accompagnamento nello svolgimento delle varie mansioni che quotidianamente si eseguono fuori casa. È stato creato da un gruppo di giovani milanesi sul modello di un progetto simile attivo in Corea e funziona tramite una piattaforma digitale attraverso cui è possibile prenotare un “Ugo”, ovvero un operatore qualificato disponibile ad accompagnare e supportare l'utente in attività legate alla salute o ad altri aspetti della vita quotidiana e del tempo libero. Il servizio può essere richiesto da app, tramite sito o telefonicamente (al numero 392 9967718).

UGO, UNA SOLUZIONE INNOVATIVA E PRATICA

Mi sembra un'idea innovativa, utile e pratica: che io sappia, non esistono servizi di accompagnamento esterno a ore (che consentono, a chi può, di non essere vincolato dalla presenza fissa di una o un badante). Ci sono progetti individualizzati di autonomia e inclusione sociale gestiti da cooperative che prevedono anche la possibilità di un sostegno nello svolgimento di attività extra domestiche ma in quel caso il supporto è più strutturato e continuativo nel tempo. Altre onlus invece si occupano solo ed esclusivamente del servizio di trasporto, senza però includere le prestazioni di assistenza. Inoltre è estremamente comodo, soprattutto per chi usa internet, gestire autonomamente le proprie prenotazioni senza, per esempio, dover attendere ore nella speranza che si liberi la linea telefonica del centralino dell'ente erogatore del servizio di assistenza o vivere nel perenne dubbio che la propria richiesta, comunicata ad una segreteria telefonica, possa erroneamente non essere stata ascoltata.

Un altro aspetto a mio parere molto interessante di Ugo consiste nel metodo usato per valutare la qualità del servizio. La piattaforma utilizza il sistema dei feedback: al termine di ogni prestazione viene chiesto un riscontro sulla sua efficienza da inviare tramite app sia all'utente sia all'operatore. Sapere di potersi affidare a un soggetto terzo sia per l'individuazione del caregiver professionale di riferimento che per la gestione di eventuali criticità nella relazione con lui o lei garantisce una tranquillità altrimenti tutt'altro che scontata in ogni fase del rapporto di lavoro. Durante il periodo di selezione del personale solleva l'utente dalla responsabilità di dover scegliere il candidato adeguato alle sue necessità e per l'intera durata del rapporto lavorativo rimane un punto di riferimento sia per il destinatario del servizio che per il professionista che lo assiste.

L'IMPORTANZA DI AVERE UN ENTE TERZO A CUI RIVOLGERSI

Io non usufruisco di nessun servizio di assistenza e accompagnamento esterno ma ho assunto una dipendente che si occupa della mia assistenza personale e del lavoro domestico in determinate ore del giorno da lunedì a venerdì. Nei suoi confronti “gioco” quindi un doppio ruolo essendo sia la sua datrice di lavoro che la sua utente. Chi si trova nella mia stessa situazione sa bene che non è per nulla semplice trovarsi a dover “fare il capo” di un o una dipendente il cui compito principale è di fatto prendersi cura del corpo del suo o della sua responsabile. Le dinamiche che si instaurano sono molto delicate e alle volte gestirle efficacemente richiede uno sforzo ed una competenza davvero elevati, soprattutto quando insorgono delle difficoltà.

Se invece l'utente non coincide con il datore di lavoro, la relazione diventa per certi aspetti più semplice perché sia l'assistito che l'assistente possono contare su una figura di riferimento “terza” a cui rivolgersi in caso di necessità. Ogni vantaggio ha tuttavia i suoi costi e mi riferisco proprio all'aspetto economico: il costo orario dei badanti di Ugo diminuisce all'aumentare delle ore di assistenza richieste ma - ovviamente e giustamente - il prezzo pagato dall'utente comprende anche la percentuale che serve a coprire le spese di gestione del servizio e per questo motivo è più elevato di quello che sarebbe nel caso in cui l'utente assumesse l'operatore in prima persona.

LA CRITICITÀ DEI COSTI ELEVATI PER LA PRESTAZIONE

Una persona può scegliere di usare Ugo in modo sporadico e per questo più economicamente sostenibile. Ma se avesse esigenza di prestazioni continuate nel tempo, forse l'aspetto economico potrebbe incidere, nonostante gli sconti previsti. Questo non vale solo per la piattaforma online creata dai giovani milanesi ma in tutti quei casi in cui l'assunzione avviene tramite un'impresa – cooperativa sociale, azienda o simili – che funge da intermediario. Se io avessi richiesto il servizio di assistenza a una cooperativa sociale pagandolo all'ora mi sarebbe costato il doppio o forse di più (gli enti gestori dei servizi possono decidere, entro certi range, la percentuale di costo a loro destinata) rispetto a ciò che pago adesso. Morale della favola: che la nostra autonomia dipenda dal supporto offerto da terzi rimane sempre una sfida impegnativa. Possiamo decidere di assumere la nostra badante in prima persona oppure rivolgerci a Ugo o a intermediari più “tradizionali” ma purtroppo nessuno di questi sistemi ci preserverà dal gestire le criticità ad esso connesse.

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