Morbillo Vaccino Infermieri
Scienza e Tech
13 Novembre Nov 2018 1935 13 novembre 2018

Nel 2018 100 casi di morbillo tra medici e infermieri

Dal 2013 oltre 12 mila contagiati in Italia. Si moltiplicano le infezioni tra operatori sanitari. La Società italiana malattie infettive: «Necessaria la vaccinazione obbligatoria».

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Il morbillo in Italia rappresenta un'emergenza anche tra gli operatori sanitari, a partire da medici e infermieri: 100 casi, sui 2.295 totali, sono stati segnalati nel 2018 proprio tra gli operatori sanitari. Una situazione allarmante che il presidente della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit), Massimo Galli, ha definito «una vergogna che ci pone nella posizione di fanalino di coda in Europa nella lotta contro una malattia eliminabile».

DAL 2013 OLTRE 12 MILA CASI IN ITALIA

I numeri non lasciano dubbi sulla gravità della situazione: dall'inizio del 2013 i casi segnalati in Italia sono stati 12.787, e solo dal gennaio 2017 ad oggi i casi di morte per morbillo nel nostro Paese sono stati 17, soprattutto in bambini e adulti immunodepressi. Tra i 100 operatori sanitari ammalatisi, ha preciato la Simit, 83 non erano mai stati vaccinati, mentre 8 lo erano in maniera incompleta. Ed è di pochi giorni fa un nuovo focolaio della malattia in Puglia, con 8 nuovi casi. Va ricordato, ha avvertito Galli, che «ogni caso di morbillo è potenzialmente in grado di causare 16-18 casi secondari. È quindi assolutamente inaccettabile che un operatore sanitario non sia protetto e di conseguenza non protegga i suoi assistiti, evitando di contribuire alla diffusione dell'infezione». Ed ancora: l'età mediana degli operatori sanitari colpiti da morbillo - 35 anni - e l'età mediana dei casi di morbillo segnalati in Italia quest'anno - 25 anni - rivelano come a rischio di contrarre questa malattia siano anche gli adulti non vaccinati o che non si siano infettati in età infantile. Tra questi, molte donne in età fertile, che secondo gli infettivologi «dovrebbero assolutamente vaccinarsi prima di intraprendere una gravidanza».

SIMIT: «OBBLIGO VACCINALE UNICA VIA»

Da qui l'allarme della Simit: «A oggi, e vista la situazione», ha affermato Galli, «l'obbligo vaccinale rigorosamente applicato resta l'unica via percorribile per un periodo che non è possibile prevedere di breve durata. E bisogna rilanciare la vaccinazione anche in ampi strati di giovani adulti rimasti fuori dagli interventi di prevenzione e tra gli operatori sanitari in primo luogo». Infatti, è stato il monito dell'esperto, «ogni ulteriore sottovalutazione in questo momento può essere foriera di pericolose conseguenze ai danni della salute pubblica e soprattutto ai danni delle componenti più fragili, come i bambini immunodepressi». Basta dunque, ha chiesto la Simit, con le posizioni «contraddittorie, che generano confusione e favoriscono gli irresponsabili». E in favore dell'obbligo vaccinale, «se necessario», si è schierata anche la Federazione degli ordini dei medici Fnomceo.

IL DDL VACCINI PROSEGUE L'ITER IN SENATO

Intanto, prosegue l'iter del ddl vaccini al senato, così come si lavora al ministero della Salute per la messa a punto del nuovo Piano per l'eliminazione del morbillo e della rosolia: in entrambi i casi, si andrebbe nella direzione di una forte promozione della vaccinazione anti-morbillo tra adulti e sanitari. Ma potrebbe non bastare, come già rilevato dal presidente dell'Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi: «Tra i sanitari non si supera il 15-20% di vaccinati, ed è chiaro che serve l'obbligo». Quanto al come attuarlo, Ricciardi osserva che «c'è una legge sulla sicurezza sui luoghi di lavoro che obbliga datore di lavoro e lavoratore ad attuare le misure per la prevenzione dei rischi, e non c'è rischio più evidente di quello della malattia». Quindi, a legislazione vigente, conclude, «non serve altro che far rispettare la legge».

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