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Scienza e Tech
26 Novembre Nov 2018 1028 26 novembre 2018

Gemelle cinesi col dna modificato: cosa sappiamo

Uno scienziato ha modificato il loro codice genetico per renderlo resistente all'Hiv. Pratica vietata negli Usa e non solo. E adesso l'esperimento è stato sospeso.

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Siamo di fronte a una rivoluzione, salto scientifico ma anche e forse soprattutto etico. Sono nati in Cina i primi esseri umani con il Dna modificato: due gemelle che potenzialmente saranno in grado di trasmettere la stessa modifica ai loro figli, di generazione in generazione. Un intervento basato su una variante della tecnica che taglia-incolla il Dna, la Crispr, vietato negli Stati Uniti e in gran parte dei Paesi occidentali, così come è fuori dalle regole del metodo scientifico il modo in cui la notizia è stata comunicata: con un annuncio su YouTube, ripreso, dalla rivista del Mit Technology Review, prima che con la pubblicazione su una rivista scientifica. Addirittura non si conosce il nome della pubblicazione a cui sono stati inviati i dati dell'esperimento, Tutti i dati sarebbero stati inviati a una rivista scientifica per la pubblicazione, anche se non è stato specificato quale. L'esperimento è stato coordinato da Jiankui He, direttore del laboratorio della Southern University of Science and Technology di Shenzhen e proprietario di due aziende biotech, che mercoledì 28 novembre dovrebbe intervenire a Hong Kong, nel convegno internazionale sulla tecnica dell'editing genetico.

Uno scienziato al lavoro nei laboratori di Shenzhen.
Ansa

«SIAMO ALLA SPERIMENTAZIONE UMANA»

Il comitato organizzatore del convegno, intanto, ha preso le distanze rilevando che ricerche del genere «dovrebbero essere affrontate con cautela» e con «autorizzazioni pubbliche». Lo stesso ricercatore ha ammesso che l'esperimento è stato condotto al di fuori dalla università, dove lavorava fino allo scorso febbraio. E tuttavia in un primo documento, reso noto dalla rivista del Massachusetts Institute of Tecnology (Mit), Technology Review, si sosteneva che fosse stato condotto con il consenso del comitato etico del centro di Shenzen. Alcuni scienziati hanno già denunciato la relazione cinese come sperimentazione umana. L'obiettivo dell'esperimento del resto non era quello di curare o prevenire una malattia ereditaria, ma di provare a conferire un tratto che poche persone hanno naturalmente e cioè la capacità di resistere alle possibili future infezioni da Hiv. In tutto il mondo, a partire dalla stessa Cina, dove oltre 120 scienziati hanno firmato una lettera in cui si definisce l'esperimento 'una follia' e la National Health Commission ha aperto una inchiesta ufficiale.

COME FUNZIONA L'ESPERIMENTO

La ricerca è stata condotta a partire da ovociti e spermatozoi prelevati da otto coppie di età compresa fra 22 e 38 anni e nelle quali solo gli uomini erano positivi al virus, si legge negli unici documenti accessibili, presentati al Registro cinese delle sperimentazioni cliniche e al comitato etico dell'ospedale. Da ovuli e spermatozoi sono stati ottenuti complessivamente 22 embrioni con la fecondazione in vitro. Di questi, 16 sono stati modificati con la Crispr per silenziare il gene che controlla il recettore chiamato CCR5, che si trova sulla superficie delle cellule immunitarie chiamate linfociti T e che è la porta di ingresso preferita del virus Hiv.

UN EMBRIONE NON MODIFICATO COME PREVISTO MA IMPIANTATO LO STESSO

Dei 16 embrioni in questione, sicuramente uno non era stato modificato come previsto, ma i ricercatori hanno deciso di impiantarlo comunque. Era uno degli 11 embrioni utilizzati nei sei tentativi di impianto. Alla fine è stata ottenuta una gravidanza di due gemelle. Tanto che una delle bambine «sembra essere un patchwork di cellule», a detta dei ricercatori che hanno avuto accesso ad alcuni materiali dell'esperimento. Tutto suggerisce che la decisione di voler utilizzare comunque un embrione non perfettamente modificato si spieghi perché «l'obiettivo principale dei ricercatori era sperimentare la tecnica di editing del Dna piuttosto che evitare la malattia», come ha osservato il genetista americano George Church, dell'università di Harvard e come ha confermato Jiankui He. Che però assolutamente sicuro del suo lavoro, tanto da presentarlo al comitato etico come una ricerca dalle ricadute «incalcolabili» e degne del Nobel.

LA SECONDA GRAVIDANZA E LA SOSPENSIONE

«Alla luce della crescente competizione internazionale relativa alle applicazioni della tecnologia dell'editing del Dna», si legge, il risultato «andrà oltre rispetto a quello che nel 2010 ha portato al Nobel la tecnica della fecondazione in vitro». Il 28 novembre Jiankui ha poi annunciato che ci sarebbe una seconda gravidanza in corso e spiegato che i genitori coinvolti hanno rifiutato di essere identificati o intervistati, e non ha voluto dire dove vivono o dove è stato svolto il lavoro.«I volontari», ha affermato lo scienziato, «erano informati dei rischi di possibili modifiche non volute del Dna, ma hanno deciso lo stesso di farsi impiantare gli embrioni». Lo scienziato ha però spiegato che ora l'esperimento è sospeso a causa delle polemiche sorte.

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