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le nomine in Asi
4 Dicembre Dic 2018 1232 04 dicembre 2018

Le dimissioni degli scienziati per le pressioni del governo su Asi

Lascia la commissione che doveva preparare il bando per sostituire Battiston lamentando un improprio pressing dall'esecutivo per allargare le maglie della selezione.

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Agenzia spaziale italiana (Asi) ancora nella bufera: dopo che il ministro Marco Bussetti ha revocato l'incarico al presidente Roberto Battiston, si sono dimessi in massa (4 su 5) gli scienziati incaricati di preparare il bando per la scelta del successore. Confermate le indiscrezioni di Repubblica: la decisione è stata presa per rispondere alle pressioni del governo che avrebbe voluto allargare le maglie della selezione, che attualmente permette di considerare soltanto figure impegnate nella ricerca scientifica ad alto livello e con ruoli manageriali. Si sono dimessi Lamberto Maffei (presidente del Comitato, neuroscienziato e presidente emerito dell’Accademia dei Lincei), Fabiola Gianotti (fisica e direttrice del Cern di Ginevra, nella foto), Lucia Votano (fisica, ex direttrice dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso) e Aldo Sandulli (preside della facoltà di Giurisprudenza dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli). L'unico a restare al suo posto è Mauro Ferrari (lavora negli Usa, dove dirige lo Houston Methodist Research Institute e l’Institute of Academic Medicine) che, pur condividendo le ragioni della protesta, non ha approvato il metodo.

In scadenza il 31 dicembre, il comitato era stato incaricato dal ministero di avviare la procedura per la nomina del prossimo presidente dell'Asi, destinato a entrare in carica allo scadere dell'attuale commissario straordinario, l'astrofisico Piero Benvenuti, e a succedere al fisico Roberto Battiston, il cui mandato è stato revocato dal ministro Marco Bussetti il 6 novembre scorso. Il comitato si è quindi messo al lavoro adottando, per il nuovo bando, gli stessi criteri seguiti negli ultimi tre anni per la nomina dei presidenti degli enti pubblici di ricerca così come per la nomina di Battiston. È arrivata allora la richiesta del ministero di introdurre delle modifiche nel bando, alle quali il comitato ha inizialmente risposto con delle osservazioni, ma progressivamente il dialogo è diventato difficile ed è stato impossibile trovare un accordo. Sempre a quanto si apprende, le modifiche del ministero avrebbero allargato la possibilità di candidature a figure non in linea con i criteri seguiti finora e la cui nomina avrebbe potuto mettere in difficoltà i membri del comitato. Da questo forte senso di disagio la decisione del comitato di presentare le dimissioni.

IL MIUR NEGA INTERFERENZE

Il Miur, tuttavia, replica smentendo pressioni politiche e definendo «illegittimo» il bando predisposto dai cinque scienziati per la selezione dei candidati. A detta del Miur, l'intervento sarebbe avvenuto dopo che l'Avvocatura dello Stato aveva sottoposto un parere negativo perché il testo predisposto dal Comitato «non si limitava a individuare modalità e termini per la presentazione delle candidature, ma fissava requisiti per la partecipazione dei candidati». I requisiti previsti nel bando, a quanto si apprende, erano «diversi da quelli previsti dalla legge e idonei a restringere la partecipazione alla predetta procedura». Da parte del ministero, sostengono al MiuR, non c'è stata «nessuna ingerenza, dunque, ma la volontà, supportata da un preciso parere dell'Avvocatura, di uscire con un avviso conforme alla norma e il ministero non ha esercitato nessuna pressione sui componenti in merito al bando per il nuovo Presidente dell'Asi».

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