Ska Radiotelescopio Come Fatto

Com'è fatto Ska, il gigante che rivoluzionerà l'astronomia

Lo Square Kilometre Array è il più grande radiotelescopio del mondo. Sette Paesi si sono messi d'accordo per costruirlo e il trattato è stato firmato a Roma. Le cose da sapere.

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Una distesa di centinaia di parabole in Sudafrica, e in Australia oltre 100 mila piccole antenne, tutte connesse fra di loro con fibre ottiche. Per mettersi in ascolto dell'Universo come un unico, gigantesco radiotelescopio: sarà questo l'aspetto dello Square Kilometre Array (Ska) destinato a rivoluzionare l'astronomia. Il trattato che istituisce l'Osservatorio che dovrà seguirne la costruzione è stato firmato da sette Paesi a Roma, presso il ministero per l'Istruzione.

RUOLO DI PRIMO PIANO PER L'ITALIA

Con l'Italia, che ha giocato un ruolo di primo piano nei quattro anni di negoziati e accordi, hanno aderito Australia, Cina, Paesi Bassi, Portogallo, Sudafrica e Regno Unito. Presenti all'evento anche rappresentanti di India, Svezia e Nuova Zelanda, che hanno partecipato a tutte le fasi negoziali con Canada, Francia, Corea del Sud, Malta, Spagna, Stati Uniti e Svizzera. «Una firma che giunge dopo lunghi negoziati, nei quali il nostro Paese ha avuto un ruolo da protagonista», ha detto il ministro dell'Istruzione, MarcoBussetti. «È uno dei progetti più ambiziosi mai realizzati, con il quale siamo alle porte del futuro perché questo progetto è un'icona del ruolo strategico della ricerca nella società contemporanea». Se il quartier generale del progetto Ska è in Gran Bretagna, l'Italia «sta offrendo il contributo maggiore con la sua ricerca e la sua industria», ha rilevato il presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Nichi D'Amico. Numerose le aziende coinvolte, soprattutto in Veneto, Campania e Lombardia.

IMPORTANZA PARAGONABILE AL LARGE HADRON COLLIDER DEL CERN DI GINEVRA

Nasce così un altro gigante della Big Science, la cui importanza è pari a quella del più grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, o alla rete di antenne per le onde gravitazionali formata dall'americano Ligo e dall'europeo Virgo, o al reattore per la fusione nucleare Iter. Il radiotelescopio Ska potrà scandagliare l'universo per studiare fenomeni sui quali oggi è difficile raccogliere dati, come i lampi radio veloci, potrà anche ottenere la mappa di milioni di galassie. «Non possiamo escludere la possibilità di trovare segnali di vita intelligente», ha detto D'Amico, «la Terra emette un rumore elettromagnetico prodotto dall'attività umana e anche la rumorosità di un pianeta esterno al Sistema Solare potrebbe essere osservabile, anche a grande distanza». È un'ipotesi ancora fantascientifica, ma la tecnologia alla base di Ska non lo è affatto e «riuscirà a spingere le osservazioni nel profondo universo per capire come'era miliardi di anni fa». I dati che potrà raccogliere saranno così numerosi da essere analizzati da due super computer. Secondo le stime attuali ogni giorno il radiotelescopio potrà catturare una quantità di dati pari al numero 600 seguito da 15 zeri (600 petabyte), quanto quelli che possono essere contenuti in oltre mezzo milione di computer portatili.

12 Marzo Mar 2019 2009 12 marzo 2019
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