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Cosa dice il rapporto sullo stato del pianeta dell'Onu

Secondo il Global Environment Outlook delle Nazioni Unite il danno climatico è così grave che si rischiano milioni di morti entro il 2050. Secondo i 250 firmatari servono azioni drastiche per proteggere città e regioni.

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Per oltre 250 scienziati di 70 Paesi è rimasto pochissimo tempo per mettere in sicurezza il pianeta. Non solo. Nel Global Environment Outlook, il rapporto sullo stato del pianeta completato dall'Onu, viene spiegato come le morti e le malattie siano fortemente legate all'inquinamento provocato dall'uomo. In particolare nel documento si punta il dito sul fatto che l'inquinamento atmosferico, unito all'uso dei prodotti chimici hanno contaminato l'acqua potabile.

NON SOLO RISCALDAMENTO GLOBALE

Il rapporto, steso nel corso di sei anni, mette in luce anche il profondo divario tra le zone del mondo, in particolare tra paesi poveri e ricchi, con quest'ultimi tra i maggiori responsabili del dissesto per l'uso massiccio di inquinanti e spreco. Stesso discorso anche per le emissioni dei gas serra che spingono il cambiamento climatico con siccità ed eventi estremi. Il documento mette in luce anche un altro aspetto. Intese come l'accordo di Parigi sul riscaldamento globale sono sicuramente utili, ma "oscurano" altri aspetti che invece hanno un impatto diretto sulla salute della terra. In particolare l'inquinamento del terreno, la deforestazione e l'impatto delle catene alimentari industrializzate.

COSA SI PU FARE PER INVERTIRE LA ROTTA

Il documento offre anche dei consigli concreti per cercare di portare avanti un'azione collettiva contro il cambiamento climatico: dall'adozione di diete a basso contenuto di carne, alla riduzione degli sprechi alimentari nei paesi sviluppati e in via di sviluppo che ridurrebbe la necessità di aumentare la produzione alimentare del 50% per nutrire i 9-10 miliardi di persone previste sul pianeta nel 2050.

LAVORARE SU SPRECHI E RIFIUTI

Il 33% del cibo nel mondo viene sprecato e il 56% dei rifiuti è prodotto nei paesi industrializzati, afferma il rapporto. C'è un livello di urbanizzazione a livello mondiale senza precedenti, osservano gli scienziati suggerendo che questo può offrire un'opportunità per aumentare il benessere dei cittadini riducendo nel contempo l'impatto ambientale attraverso una migliore governance, la pianificazione dell'uso del territorio e e del verde. Inoltre, investimenti strategici nelle aree rurali ridurrebbero la pressione verso la migrazione delle persone.

I COSTI DEL SALVATAGGIO CLIMATICO

Le azioni di mitigazione del clima per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi - di contenere l'aumento medio globale della temperatura entro i due gradi o meglio 1,5 gradi - costerebbero circa 22mila milioni di dollari, sottolinea il rapporto evidenziando che i benefici per la salute derivanti da una riduzione dell'inquinamento atmosferico potrebbero ammontare a 54mila milioni di dollari supplementari.

MSUYA: «SCELTE DA FARE ORA»

«La scienza è chiara. La salute e la prosperità dell'umanità sono direttamente legate allo stato del nostro ambiente. Siamo ad un bivio. O continuiamo sulla strada attuale, che porterà a un futuro terribile per l'umanità, o ci concentriamo su un percorso di sviluppo più sostenibile. Questa è la scelta che devono fare i nostri leader politici, ora», è stato il commento di Joyce Msuya, direttore esecutivo facente funzione dell'Un Environment al sesto Global Environmental Outlook.

13 Marzo Mar 2019 1327 13 marzo 2019
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