Scie Chimiche Geoingegneria Riscaldamento Globale

Le "scie chimiche" che possono dimezzare il riscaldamento globale

Secondo uno studio di Harvard, la geoingegneria solare - tecnica di spruzzare sostanze chimiche nell'aria per raffreddare il pianeta - se utilizzata in giuste dosi, può contrastare il cambiamento climatico.

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Con l'inquinamento atmosferico in costante aumento, l'idea di difendere il futuro della Terra spruzzando sostanze chimiche nell'aria può sembrare folle. Eppure, un nuovo studio dell'Università di Harvard pubblicato dalla rivista Nature Climate Change prende questa ipotesi in seria considerazione per rallentare il cambiamento climatico. La teoria presa in esame dalla ricerca è quella della geoingegneria solare: rilasciare aerosol di sostanze chimiche nell’atmosfera (una sorta di "scie chimiche") per schermare i raggi solari e abbattere così l’innalzamento delle temperature, senza causare controeffetti negativi per la vita sul Pianeta. La conclusione dei ricercatori è che la geoingegneria solare (se utilizzata a giuste dosi) potrebbe dimezzare l'incremento delle temperature senza peggiorare le condizioni climatiche complessive.

Il gruppo di ricerca del professor Peter Irvine ha cercato di calcolare le quantità di gas artificiali da rilasciare nell’atmosfera senza danneggiarla: secondo gli studiosi, il corretto bilanciamento di appositi gas (in particolare diossido di zolfo) avrebbe un impatto positivo nel contrastare l’innalzamento delle temperature.

ANCORA MOLTE INCERTEZZE SULLA TEORIA

Sulla geoingegneria solare, spiega National Geographic, restano una serie di incertezze e molti nuovi studi saranno necessari per comprendere meglio eventuali pericoli, costi e limiti di questa eventuale soluzione prima che possa essere effettivamente applicata, ammette il coautore della ricerca David Keith, avvertendo che sarà comunque necessario tagliare le emissioni di Co2 e farlo in fretta.

UNA TEORIA CHE SI ISPIRA ALLE ERUZIONI VULCANICHE

L'ipotesi di contrastare il surriscaldamento terrestre creando uno strato di particelle nell'atmosfera che riflettano parte dei raggi solari non è una novità, e deriva dall'osservazione dei fenomeni naturali. Nel 1991, durante l'eruzione del monte Pinatubo nelle Filippine, il vulcano espulse negli strati più alti dell'atmosfera circa 20 milioni di tonnellate di diossido di zolfo. Ne conseguì un abbassamento della temperatura del pianeta di circa mezzo grado per i successivi 18 mesi. La temperatura media della Terra era tornata ai valori precedenti l'introduzione del motore a vapore.

L'eruzione del Pinatubo.
14 Marzo Mar 2019 1218 14 marzo 2019
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