Roma Incontra Galbiati Materia Oscura

La materia oscura spiegata da Cristiano Galbiati a Roma InConTra

Il 95% dell’universo è composto da entità che non conosciamo ma che ci stiamo attrezzando a scoprire. Cambiando la storia della scienza e dell’umanità.

  • MARCO DIPAOLA
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Guardare le stelle è un gesto liberatorio. L’universo, i pianeti, le galassie ci consentono di alzare lo sguardo ed aprire la mente, rendendo i nostri problemi irrilevanti di fronte ad una complessità così affascinante. Eppure dell’universo sappiamo davvero poco, se è vero che il 95% ci è oscuro perché composto da energia e materia del tutto ignote. Queste entità rappresentano la frontiera più ambita della ricerca scientifica, che impegna da anni i principali scienziati internazionali. Tra questi c’è Cristiano Galbiati, un italiano che è vissuto negli Stati Uniti e che ora è tornato, famiglia compresa, per coordinare l’esperimento “Dark Side”, dedicato proprio alla ricerca della materia oscura, nei laboratori del Gran Sasso. A questi temi Galbiati, che insegna fisica a Princeton e astrofisica delle particelle al Gran Sasso Science Institute de L’Aquila, ha dedicato anche il suo ultimo libro intitolato proprio Le entità oscure. Viaggio ai limiti dell’universo (Feltrinelli), presentato da Enrico Cisnetto a Roma InConTra.

Cristiano Galbiati.

«Ci troviamo in un’era di sconvolgimenti sul nostro pensiero dell’universo», ha esordito Galbiati, «negli ultimi 20 anni abbiamo capito che la materia di cui siamo fatti è assolutamente minoritaria e rappresenta soltanto il 5% dell’energia totale». E il resto? È composto da un qualcosa che non si conosce ma da cui tutto nasce. Gli ultimi studi, infatti, hanno dimostrato come la materia oscura, che è certamente pesante e lenta, abbia svolto all’origine dell’universo il ruolo di “centro di gravità permanente” – per dirla alla Battiato – aggregando attraverso la sua massa le strutture a larga scala (galassie, stelle, pianeti) e dando, di fatto, inizio al tutto. «La materia oscura è il più grande mistero della scienza: c’è ma non si vede, come la nebbia di Totò», racconta Galbiati ad un Cisnetto tanto interessato quanto spaesato, «le leggi fisiche che noi conosciamo, basate sulla meccanica quantistica e sulla relatività generale, non sono sufficienti a descriverla, ne serviranno di nuove».

IL PROGETTO "DARK SIDE"

È questo l’obiettivo alla base del progetto scientifico “Dark Side” che Galbiati coordina nei laboratori del Gran Sasso e che, attraverso un rivelatore con 50 tonnellate di argon purissimo e decine di metri quadri di rivelatori di luce, ambisce a individuare le rarissime radiazioni di origine cosmica indotte dalla materia oscura. Difficile da spiegarlo, figurarsi a realizzarlo. Ma sta proprio in questa complessità il fascino della dell’astrofisica. Galbiati lo sa, e ci mette il carico da 90: «La comprensione della materia e dell’energia oscura fisserà nuove colonne d’Ercole per i secoli a venire. Qui si fa non solo la storia della scienza, ma anche e soprattutto quella dell’umanità». Di fronte alla piccolezza delle vicende quotidiane, quanto fa bene alzare lo sguardo al cielo!

17 Marzo Mar 2019 1746 17 marzo 2019
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