Guida Autonoma Italia

Sì del governo alla sperimentazione della guida autonoma in Italia

L'Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road del ministero dei Trasporti ha dato parere positivo alla prima domanda di autorizzazione.

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L'Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato all'unanimità parere positivo alla prima domanda di autorizzazione alla sperimentazione di veicoli a guida autonoma su strade pubbliche. Un passaggio che secondo il ministero rappresenta «un fondamentale tassello del percorso di autorizzazione alla guida autonoma su strada», avviando ufficialmente la sperimentazione anche nel nostro Paese. Il primo obiettivo dell'iniziativa, sempre secondo il Mit, è quello di «migliorare la mobilità urbana nella prospettiva di un futuro sempre più tecnologico, salvaguardando la sicurezza stradale a tutela e beneficio della collettività». Si tratterebbe inoltre di un «segnale di attenzione da parte dell'esecutivo nei confronti dell'innovazione tecnologica». L'auspicio è che adesso arrivino altre domande di sperimentazione, che saranno valutate «concentrandosi in particolar modo sul rispetto massimo della sicurezza» e consentendo allo stesso tempo «lo sviluppo di attività innovative in grado di generare investimenti». I test, infine, permetteranno di raccogliere dati utili alla caratterizzazione di scenari futuri di mobilità che vedono una «sempre crescente percentuale di veicoli automatici, in grado di mitigare gli errori umani con l'obiettivo di ridurre drasticamente il numero di morti e feriti sulle strade».

Le auto a guida autonoma funzionano grazie all’impiego di sensori radar e lidar (simili a radar, ma con tecnologia laser), telecamere, Gps, uno schermo che mostra il percorso da effettuare e un computer di bordo connesso a Internet. Riconoscono la segnaletica stradale, si adeguano alle condizioni del traffico e individuano la presenza e la sagoma di ostacoli (umani, altri veicoli, oggetti di vario tipo). Alcuni progetti di sperimentazione prevedono la presenza di un operatore specializzato che supervisiona e monitora la guida, potendo assumere in qualsiasi momento il controllo del veicolo. Altri, invece, prevedono l’assenza di qualunque pilota umano. Da qualche anno, alcune aziende leader dei settori automobilistico e hi-tech (Toyota, Hyundai, Volvo, General Motors, Tesla, Uber, Google, per citare le più celebri) stanno investendo ingenti capitali nella sperimentazione della auto a guida autonoma. Per questi grandi investitori, rappresentano il futuro della mobilità. L’assunto di base è che l’automatismo totale elimini la distrazione umana dalle cause di rischio e incidente. Con l’auspicio di un’imminente commercializzazione, i colossi coinvolti si prefiggono di beneficiare del progetto fornendo direttamente i servizi di trasporto.

21 Marzo Mar 2019 1949 21 marzo 2019
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