Manuel Bortuzzo Camminerà

La tecnica con cui Manuel Bortuzzo potrebbe tornare a camminare

Una nuova stimolazione elettrica "wireless" del midollo spinale ha già rimesso in piedi sei persone paraplegiche. Speranza anche per il nuotatore colpito in un agguato a Roma. Le cose da sapere.

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Lui la convinzione non l'hai mai persa: «Dove mi vedo fra 10 anni? Spero in piedi». Ora Manuel Bortuzzo, il nuotatore 19enne vittima di un agguato a colpi di pistola a Roma che a febbraio 2019 gli ha compromesso l'utilizzo delle gambe, ha un motivo in più per crederci.

Si tratta di una nuova tecnica di stimolazione elettrica "wireless" del midollo spinale che ha permesso a sei persone paraplegiche di tornare a camminare. Per adesso è solo un'ipotesi, raccontata all'Ansa da Grégoire Courtine, del Politecnico Federale di Losanna, il cui gruppo di ricerca ha ideato la tecnica, insieme con Jocelyne Bloch del Policlinico Universitario di Losanna. «È prematuro parlarne», ha detto Courtine, che il 4 aprile presenta i risultati aggiornati della metodologia innovativa in un convegno alla Fondazione Santa Lucia Irccs, «ma potenzialmente Manuel potrebbe rispondere al trattamento».

CASO COMPLESSO PER COLPA DEL PROIETTILE

Nel 2020 è prevista la sperimentazione della tecnica su pazienti con lesioni spinali recenti e si potrebbe ipotizzare di valutare, se le verifiche del caso ne confermeranno l'opportunità, l'eventuale inserimento di Manuel in questa sperimentazione. Courtine ha tenuto a precisare che si tratta solo di un'ipotesi e di non aver conosciuto personalmente Manuel. Ha inoltre sottolineato che il caso di Manuel è «complesso», poiché la lesione spinale è stata determinata da un proiettile. Al momento, dunque, non c'è alcuna certezza del fatto che la tecnica di stimolazione wireless possa essere utilizzata per il giovane italiano.

Sulla base dei dati a oggi noti, Manuel potrebbe rientrare nella tipologia di casi potenzialmente rispondenti al trattamento

Grégoire Courtine del Politecnico Federale di Losanna

Tuttavia, ha affermato il medico, «sulla base dei dati a oggi noti, Manuel potrebbe rientrare nella tipologia di casi potenzialmente rispondenti al trattamento». I risultati finora ottenuti con la tecnica definita Stimo (Stimulation movement overground), che veicola impulsi di stimolazione elettrica midollare attraverso un impianto senza fili, lasciano infatti ben sperare: altri tre pazienti paraplegici hanno ricominciato a camminare in modo autonomo grazie all'utilizzo della stimolazione wireless.

Manuel Bortuzzo quando era in ospedale.

Nel 2018 il gruppo di ricerca svizzero, in uno studio su Nature, aveva annunciato per la prima volta i risultati della sperimentazione che aveva permesso alle prime tre persone paraplegiche di tornare a camminare. A oggi sono quindi sei i pazienti che hanno recuperato la funzionalità delle gambe paralizzate.

MIGLIORAMENTI ANCHE CON LA TECNICA SPENTA

«Abbiamo dimostrato», ha spiegato Courtine, «un miglioramento della funzione neurologica in questi pazienti e ciò è sorprendente. Per due dei sei pazienti, inoltre, si è registrato un miglioramento del controllo della funzionalità degli arti anche quando la stimolazione elettrica veniva spenta». Il prossimo passo «sarà migliorare i dispositivi, rendendo la tecnica più fruibile. Attualmente la stimolazione è fatta posizionando un pace-maker a livello lombare nel paziente, e un'antenna posizionata sull'addome invia il comando di stimolazione midollare. L'operazione è controllata da un piccolo tablet. L'obiettivo è arrivare a inviare il comando di stimolazione attraverso Iphone o Iwatch».

FINORA UTILIZZATA IN LESIONI SPINALI "VECCHIE"

Sul versante terapeutico, invece, «finora la tecnica è stata utilizzata su persone con lesioni spinali "vecchie" di alcuni anni, ma i test sui topi hanno dimostrato che un utilizzo della tecnica su lesioni recenti dà risultati notevolmente migliori. Per questo, dal 2020 avvieremo una nuova sperimentazione su pazienti con lesioni spinali recenti». Se tutto andrà bene «la tecnica potrebbe essere disponibile per tutti come sistema medicale entro cinque anni».

3 Aprile Apr 2019 2045 03 aprile 2019
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