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Società
8 Dicembre Dic 2017 1600 08 dicembre 2017

Cibo, come cambiano le abitudini di spesa degli italiani

Cresce il budget da dedicare ad alimenti sani. Col 60% dei consumatori che acquista a chilometro zero. Il settore enogastronomico si rialza, grazie anche al turismo. I dati del 2017.

  • Elena Paparelli
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Italiani brava gente. Soprattutto a tavola. Da quanto emerge dal Rapporto Coop 2017, il carrello della spesa torna a farsi rispettare: il 70% degli italiani, complice un ritorno al salutismo dopo gli anni della crisi, afferma di essere disponibile a mettere più mano al portafoglio per avere maggiore qualità. E quindi più gusto e più sicurezza. Tanto che il 56,4% si sofferma in maniera attenta sulle etichette degli alimenti. E il 46% ritiene che i superfood (alimenti che hanno un contenuto di nutrienti superiore alla media dei cibi comuni, ndr) siano una buona strada per prevenire malattie. Non solo. Quasi sei italiani su 10 – stando all’analisi Coldiretti/Ixè - vanno direttamente a rifornirsi dal contadino, attratti dai cosiddetti prodotti locali “a chilometro” zero: fra agriturismi, frantoi, mercati degli agricoltori e vecchie cantine, rispunta la voglia di soddisfare il palato con cibi genuini acquistati direttamente dai produttori. A motivare questa scelta per il 71% degli italiani sarebbe l’alta qualità, e subito dopo le garanzie di sicurezza e la ricerca di prodotti locali per valorizzare il territorio.

TURISTI BUONGUSTAI. E l’offerta non manca: in Italia sono più di 130 mila le aziende agricole ad occuparsi prevalentemente di vendita diretta. Facendo affari anche con i turisti. Secondo lo studio Coldiretti “La vacanza Made in Italy nel piatto”, circa un terzo della spesa di italiani e stranieri in vacanza nel nostro Paese è riservata alla tavola: che siano agriturismi o trattorie, pizzerie o ristoranti o anche cibo di strada, l’alimentare è il principale capitolo di spesa del budget delle vacanze. Tanto che a cibo e bevande i turisti italiani e stranieri destinano circa 26 miliardi di euro su un totale di 75 miliardi del fatturato turistico complessivo annuale. Non solo. Nel secondo trimestre 2017 – dati Istat – la tendenza al risparmio delle famiglie consumatrici è stata uguale al 7,5%, registrando un calo di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2016.

Sui i consumi alimentari però ci sono anche prodotti che soffrono ancora: dal report Ismea riferito al primo semestre 2017, per esempio, risultano in flessione i consumi alimentari della filiera lattiero-casearia. Per il resto, la spesa è mediamente maggiore per la totalità delle categorie merceologiche rispetto allo stesso periodo del 2016. Con l’avvicinarsi del Natale, poi, i prodotti enogastronomici si confermano fra i regali con più appeal – a fianco di tecnologia, abbigliamento, libri, prodotti di bellezza – «anche per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola», afferma Coldiretti, «che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio». Coldiretti stima che quest’anno più di un terzo della spesa per i doni sarà fatta tramite un clic al computer, per un totale di 72 euro a famiglia. E ogni famiglia potrebbe essere disposta a metter mano al portafoglio per 200 euro circa di regali. Se questo è lo scenario, il mese di novembre, però, non rassicura gli animi dei commercianti: la fiducia dei consumatori ha subito infatti una brusca battuta d’arresto.

FIDUCIA IN CALO. «Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori», dice l’Istat, «sono in diminuzione seppur con intensità diverse: la componente economica e quella futura registrano un calo più deciso (da 143,3 a 139,2 e da 121,6 a 119,8 rispettivamente) mentre il deterioramento è più contenuto per la componente personale (da 105,9 a 105,7) e corrente (da 111,5 a 110,1)». Per questo, in vista del Natale, si cominciano a fare i conti in tasca alle famiglie italiane, mentre i negozianti allestiscono ad hoc gli scaffali. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, da parte sua, ha già fatto un monitoraggio su costi di pandori e panettoni: il pandoro può a costare in media fino a sette euro, mentre per i panettoni la media si ferma intorno a 8,56 euro per 1 kg di prodotto.

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