Heidegger
L'ULTIMO MARXIANO
13 Febbraio Feb 2018 0900 13 febbraio 2018

L'epoca del neutro: verso una società senza resistenze né identità

Il tecnocapitalismo assoluto aspira a produrre un indistinto planetario, scevro di coscienze oppositive e di valori altri, in grado di porsi come la dimensione ideale per la creazione di un non libero mondo liberale.

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La tecnocrazia sovranazionale tende, allora, a livellare il pianeta, facendone un unico impianto di produzione e di scambio, un «ordine sempre più desolato di entità uniformi» (Heidegger) orientato a quell’incremento smisurato e autoreferenziale in forza del quale la terra - per dirla ancora con Heidegger - è «completamente esposta alla costrizione della macchinazione e dell’economia calcolante». L’economicizzazione del mondo della vita si fa planetaria, ponendosi ipso facto anche come economicizzazione integrale del pianeta e delle sue aree non ancora incluse nel modello unico. In ciò risiede l’essenza della “inglobalizzazione” come inclusione neutralizzante. Essa ingloba tutti i popoli nel modello unico planetario e, insieme, ne neutralizza le specifità culturali e storiche. Il neutro del mercato, del mondialismo, delle identità annullate corrisponde a un processo di neutralizzazione di quanto ancora non sia omogeneo all’inautentico indifferenziato su scala globale.

CIASCUNO È GLI ALTRI, NESSUNO SE STESSO. La Neutralisierung evocata da Schmitt, ossia l’«aspirazione a una sfera neutrale», si compie nel quadro del capitalismo globalizzato e deeticizzato: esso neutralizza i plurali e le differenze, affinché sopravviva la sola determinazione del medesimo, fintamente frammentato nella forma dei molteplici che riflettono sempre e solo lo stesso. Il man, il “Si” neutro, passivo e impersonale evocato da Heidegger in Essere e Tempo come cifra dell’esistenza inautentica si concretizza appieno nella società dell’omologazione planetarizzata, dove la neutralizzazione delle differenze procede di conserva con il livellamento mercatistico e con la riduzione integrale dell’essente a puro fondo disponibile per le pratiche della produzione e del consumo. Nel nuovo ordine della reificazione globalizzato, ciascuno è gli altri e nessuno è se stesso. Di più, ciascuno diviene mero ente che è e non esiste, che ha prezzo e non valore, e che non ha più una sua identità specifica diversa rispetto al profilo anonimo del consumatore apolide neutro.

SENZA RESISTENZE NÉ IDENTITÀ. Il tecnocapitalismo assoluto opera la Neutralisierung, perché aspira a produrre un neutro universale, un indistinto planetario che, scevro di resistenze e di identità, di coscienze oppositive e di valori altri, si ponga come la dimensione ideale per l’allargamento illimitato della forma merce e per la sua occupazione integrale del materiale e dell’immateriale. Il non libero mondo liberale si viene, così, configurando come uno spazio neutro post-identitario e post-democratico, ove sono annichiliti tutti i simboli e le forme che non siano quelle in cui il capitale speculativo riflette tautologicamente se stesso. Le pluralità, le prospettive, le culture, le storie e le tradizioni vengono concretamente distrutte dalla mondializzazione gestita dalla Destra del Danaro (l’élite finanziaria) e demonizzate dalla stultifera navis della Sinistra del Costume (il nuovo clero degli oratores e dei pedagoghi del globalismo imperialista) come fisiologicamente premoderne, xenofobe, totalitarie e reazionarie. In loro luogo, sopravvive il neutro, l’impersonale (il “Si”, Man, di heideggeriana memoria), lo sradicato, l’astratto, lo destoricizzato, il desimbolizzato, l’ideale supporto per la ridefinizione integrale complessiva di ogni essente in termini mercatistici.

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