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FRONTIERE
7 Giugno Giu 2018 1514 07 giugno 2018

Ai censori di Miss America dico: viva il bikini, viva il tanga

L'ultima follia del politically correct: coprire il corpo (dall’Ellade in poi simbolo di solare divinità) «per non umiliare la donna». È il trionfo del neo puritanesimo del pensiero progressista.

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Miss America in versione islamica, non più bikini deliziosi, ma corpi coperti: questo è il folle risultato del mood politically correct e del movimento “MeToo”. Viva il bikini, anzi, il tanga, devono gridare invece tutte e tutti gli spiriti liberi. Viva i bei corpi seminudi, da sempre, dall’Ellade in poi, simbolo non solo di bellezza, ma di solare divinità. Invece no, il neo puritanesimo del pensiero progressista, in un afflato censorio da fare invidia al senatore McCarthy, ha abolito i bikini dal concorso di miss America, «per non umiliare la donna».

UN PENSIERO DEBOLE. Che idiozia, che bestialità, che pensiero debole. Che trionfo della più retriva, pastorale, reazionaria visione della donna tipica dell’Islam. I due estremi, il politically correct che nega il trionfo della libertà sessuale e l’Islam più retrivo, si sovrappongono, perché le ragioni per le quali le donne devono portare hijab e niqab, in fondo, sono le stesse: della donna va valorizzata l’anima, la cultura e va nascosto quindi il corpo che obnubila i sensi. Senza parole.

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