Rivoluzione miss America, stop al bikini
LA MODA CHE CAMBIA
10 Giugno Giu 2018 0900 10 giugno 2018

Il cervello non ha sesso. Basta con i concorsi di bellezza ipocriti

Miss Svezia si è trasformato da anni in un certamen per latinisti ed esperti di management aziendale. Scellerati noi che non ce ne eravamo mai accorti.

  • ...

Venerdì sera, all’indirizzo di mail privato mi giunge l’offerta di intervistare Panos Papadopulos, che scopro essere creatore di costumi da bagno e proprietario dei diritti organizzativi di Miss Svezia. Il suo pr mi spiega con linguaggio fiorito che «da più di dieci anni» mister Papadopulos, benché venda per l’appunto bikini e seducenti olimpionici, dunque capi che scoprono il corpo femminile, ha deciso di non far più sfilare le concorrenti del suo concorso discinte, anticipando dunque di gran lunga la scelta degli organizzatori di miss America di fare altrettanto.

DOVE SI VUOLE ANDARE A PARARE. «Da quando il movimento #metoo ha preso piede, è importante che tutti gli organizzatori di concorsi di bellezza capiscano l’importanza di rafforzare il ruolo delle donne, senza trasformarle in oggetti. È molto spiacevole che queste ragazze siano costrette a rispondere a domande di politica e di etica in abiti succinti di fronte a una giuria vestita». Essendomi già trovata un paio di giorni fa al delizioso spazio “Caffè” di Francesca Fialdini a La Vita in diretta a dibattere sullo stesso tema con femministe della prima ora, so già dove il simpatico signor Papadopulos voglia andare a parare.

VERSIONE MODERNA DI "VESTIRE GLI IGNUDI". In prima istanza, ha il terrore di vedersi scippare la primazia nella versione moderna dell’Opera di misericordia "vestire gli ignudi": mi pare di vederlo mentre convoca il suo ufficio stampa e gli ingiunge di diffondere ovunque un comunicato che rimetta a posto le cose minacciando sfracelli se questo non accadrà (da cosa lo deduco? Dall’evidenza che il povero pr, mai sentito fino a oggi, ha trovato il mio nome su un database di stampa di costume acquistato in quattro e quattr'otto).

BUSINESS DA DIFENDERE. In secondo luogo, il signor Papadopulos deve difendere il suo business a tutti i costi, e per quanto chiunque dotato di onestà intellettuale non possa trovare alcuna relazione fra concorsi di bellezza e molestie sessuali, piuttosto diffuse in ogni settore e certamente di più ovunque le donne siano poco visibili e apprezzate, dunque più fra le cuoche del catering del concorso di miss Svezia che fra le partecipanti, non ci sono dubbi che, nell’ondata di indignazione mondiale, un concorso di bellezza sia obiettivo fin troppo facile. Dunque, ragazze vestite negli Stati Uniti e ragazze vestitissime in Svezia.

RIDICOLO MASCHERARE UNA COMPETIZIONE ESTETICA IN UNA SFIDA INTELLETTUALE. «Invece di sfilare in costume, le concorrenti partecipano a concorsi di leadership e seminari, nell’obiettivo di diventare modelli per la gioventù svedese», mi dice la mail. Dunque, miss Svezia si è trasformato da anni in un certamen per latinisti ed esperti di management aziendale, scellerati noi che non ce ne eravamo mai accorti. Premesso che, pur avendo partecipato a un concorso di bellezza in tempi lontanissimi (vincendolo pure), li trovo il retaggio di un tempo e di un pensiero storico troppo lontano e dunque preferirei non vederne mai più, dal primo all’ultimo e compresi quelli maschili, reputo altrettanto ridicolo mascherare una competizione estetica in una sfida intellettuale.

IL CERVELLO NON DEVE AVERE SESSO. Nessuno nega che una donna possa essere bella e intelligente, sofisticata e colta al tempo stesso (volete un esempio? Amal Clooney), ma questa decide di partecipare a un concorso di bellezza, per quello deve essere giudicata, la bellezza, e questa deve mostrare. In caso volesse invece veder valorizzate in un concorso le proprie doti intellettuali, ve ne sono a centinaia di internazionali e straordinariamente importanti, per grecisti o matematici, dove nessuno la giudicherà per la lunghezza delle gambe e, soprattutto, nessuno la metterà in competizione solo con altre donne. Il cervello, se proprio volete che venga giudicato, non può e non deve avere sesso.

GIORNALI DISTRATTI. Di recente, una studentessa romana ha vinto il prestigiosissimo Certamen Ciceronianum Arpinas, cimentandosi in versioni di latino con i migliori colleghi italiani: si chiama Giulia Ranzi ed è davvero molto carina. Sul podio, con lei, c’erano due studenti maschi, e nessuno ha fatto caso al fatto al rispettivo sesso. Quel che mi secca, parecchio, è che questa e tutte le altre notizie di questo tenore non trovino adeguato spazio sui giornali. La gentile Giulia potrebbe diventare un "role model" significativo per qualunque ragazza non sia interessata a finire nelle trappole ipocrite dei Papadopulos e dei suoi epigoni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso