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12 Giugno Giu 2018 1113 12 giugno 2018

Pitti Uomo 94, breve selezione di novità ed eventi da non perdere

Il 12 giugno apre la kermesse fiorentina: previsti oltre 100 appuntamenti e 1.240 espositori. Dalla festa di Levi's fino alle serate in Fortezza: i consigli di L43.

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Benedetti anniversari. In tempi di storytelling, qualunque ricorrenza si trasforma in materiale prezioso per animare eventi e dare fondamento agli articoli e ai post degli influencer, giustificare mostre e celebrazioni e insomma lasciare un segno in ogni settore e in particolare in quello della moda, dove solo il desiderio, e la sua sollecitazione, possono giustificare ormai l’acquisto. Il 12 giugno, con la consueta conferenza stampa a Palazzo Vecchio, apre la 94esima edizione di Pitti Uomo. Essendo ovviamente difficile orientarsi fra gli oltre 100 eventi previsti e i 1.240 espositori, ci siamo assunti l’onore-onere di segnalarvi quelli che a nostro giudizio vale la pena seguire, almeno sui social o su questa testata, e perché.

1. Roberto Cavalli comeback

Ricordiamo ancora la sfilata di Roberto Cavalli sul Ponte Vecchio. Correva l’anno 2006 e il fondatore era saldo alla guida della sua azienda. Seguirono fuochi d’artificio. Molte vicissitudini e un fondo di investimento dopo, Clessidra sgr, è arrivato finalmente un manager in grado di dare una svolta al marchio . Dopo aver guidato l’uscita di Versace dalle secche, Gian Giacomo Ferraris sta cercando di fare lo stesso con il brand dell’ineffabile toscano e il direttore creativo Paul Surridge, da un anno al timone con la benedizione di Roberto Cavalli (“la passerella va percorsa tutta fino in fondo”, gli ha detto dopo la prima sfilata) e alla sua prima collezione uomo. Della donna Cavalli di un tempo ha “trattenuto l’esuberanza”. Che cosa farà sull’uomo, si scoprirà la sera del 13 giugno.

2. Levi’s: the oldest member of the gang

Il modello 501 Levi’s compie 145 anni (nessun altro capo di vestiario brandizzato può vantare una storia altrettanto lunga) e si festeggia con un party la sera del 12 e una nuova collezione fra vintage e su misura. Possiamo dirlo? I Levi’s sono sempre i jeans che vestono meglio e si possono infilare sotto un blazer per un incontro formale senza sentirsi troppo larghi, troppo modaioli, troppo strizzati, insomma troppo.

3. La Georgia non si trova negli Usa

O, perlomeno, non a Pitti per questa stagione. Scommettiamo che qualcuno andrà a cercare sulla cartina lo stato dell’Europa dell’est prima di entrare nello spazio che la Fondazione Pitti Discovery ha dedicato alla sua “nazione ospite” di questa edizione. In esposizione, le collezioni di sei designer/brand, fra cui quella, già di culto, di Situationist. Per i neofiti: a cent’anni dalla Rivoluzione d’ottobre che avrebbe voluto rivoluzionare anche la funzione di abiti e costumi, i designer russi stanno conquistando davvero la scena internazionale. Balenciaga è guidato dal georgiano Demna Gvasalia, mentre Gosha Rubchinskiy è fra i designer più amati del momento. Dunque, segnatevi anche il nome di Irakli Rusadze, ora direttore creativo di Aznauri che, per la cronaca, indica la classe nobiliare georgiana, e di Tatuna Nikolaishvili perle sue silhouette femminili dal taglio originale.

Uomini, prendete appunti: tutte le novità sui capi che indosserete

In terza istanza, l'imprinting nipponico dato a questa edizione di Pitti ha portato a un aumento significativo di buyer dal Sol Levante, tornato al primo posto fra le presenze straniere, prima di Germania, Olanda, Spagna, Regno Unito. Agli ultimi posti troviamo Cina, Belgio, Russia, Austria e Portogallo.

4. Giappone forever

Fra Pitti e il Giappone c’è da sempre una corrispondenza di amorosi sensi. Questa volta, lo stile più di ricerca (per i neofiti: il più difficile e il meno scontato concettualmente) si presenta nella collezione di un geniale autodidatta, Shinpei Yamagishi, vincitore del Tokyo Fashion Award nel 2016: la sua etichetta BED j.w. FORD trae ispirazione dalla bellezza e la fragilità del quotidiano, e lavora su un attento bilanciamento fra formale e casual, maschile e femminile, ruvido e impalpabile. L’essenza filosofica nipponica, insomma.

5. Sartoria ed ecosostenibilità

La couture, maschile o femminile, è da sempre e per sua natura più sostenibile della produzione di massa, non fosse altro perché solitamente prodotta a chilometro zero e con un rapporto uno-a-uno fra designer/sarto e cliente. Ma è possibile pensare a un’evoluzione di questo rapporto in termini globali? Se ne parla a Palazzo Capponi Vettori il 12 giugno, in una tavola rotonda, in occasione della presentazione della collezione celebrativa di Carlo Pignatelli: 50 anni di carriera.

6. L’inglese del momento

Altri riflettori internazionali puntati su Craig Green, il designer che piace alla gente che piace. Diplomato alla Central Saint Martins di Londra nel 2012, ha subito lanciato la propria collezione, che unisce contenuti forti (un tratto classico dei designer d’Oltremanica) a una messinscena particolare. Non a caso. Il capo da avere? La worker jacket.

BED j.w. FORD, Shinpei Yamagishi.

7. Le scarpe trompe l’oeil

Morsetti, nappine, decori riprodotti pittoricamente a mano su tomaia. Cogliendo il mood iper-decorativo del momento, il marchio marchigiano Franceschetti presenta una capsule collection in cinque diverse declinazioni sullo stesso modello di pantofola affusolata.

8. Pop e bike

Non solo marchi e mode, anche stile. Pitti e Spine, il marchio che ha lanciato il nuovo concetto di urban e-mobility, per questa edizione verrà messa a disposizione di buyer e stampa anche una special edition di ebike “Firenze P.O.P.”, ispirate ai colori del tema di questa kermesse: Pitti Optical Power.

9. Serate in Fortezza

Col bel tempo, i vertici di Pitti hanno scelto di tenere aperta la Fortezza da Basso, sede della fiera, oltre i consueti orari destinati a buyer e stampa, trasformandola in location per set e party: il 13 sera, ressa attesa per la festa di Cuoio di Toscana con il suo #leathersolerockparty. Mega dj set e flusso di coscienza musicale attorno al valore di quel che non vediamo delle nostre scarpe, ma che è indispensabile per camminare bene: la suola.

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