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11 Luglio Lug 2018 1901 11 luglio 2018

Le assurde accuse di fascismo allo spot della Chicco

Il web si divide sulla pubblicità che invita gli italiani a fare figli. Ma su cosa dovrebbe puntare un'azienda privata che vende prodotti per l'infanzia, e che non è obbligata a rappresentare tutte le famiglie?

  • Daniele Ferri
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Uno spettro si aggira per i social network: la nuova pubblicità della Chicco, che invita gli italiani a fare figli. Lo spot dura un minuto e ha attirato su di sé nientemeno che l'accusa di fascismo. «Facciamolo per l'Italia, facciamolo tutti l'uno con l'altro», dice la voce fuori campo. E tanto è bastato per dare la stura alle polemiche. Per non parlare poi di chi si è preso la briga di argomentare, dati Istat alla mano, come non sia vero che nove mesi dopo i Mondiali nascano più bambini.

Non sarà il 1982 o il 2006, ma anche quest'anno le notti possono ancora diventare magiche 😉

Geplaatst door Chicco op Dinsdag 10 juli 2018

Lo spot, infatti, invita gli italiani a riprodursi anche se quest’anno, com'è noto, la nazionale di calcio non ha partecipato al torneo in Russia. «Facciamolo per amore, o semplicemente per il piacere di farlo», recita la réclame. Per poi concludere: «Ma facciamolo, perché in questo Mondiale i gol per l'Italia li segniamo noi».

UNA COINCIDENZA TRASFORMATA IN UNA SCELTA DI CAMPO

Ora: se è vero che negli Anni 30, secondo l'ideologia fascista, una popolazione numerosa era indispensabile per perseguire gli obiettivi di grandezza nazionale che si pretendeva spettassero all'Italia, su che cosa dovrebbe puntare nel 2018 un'azienda che vende prodotti per l'infanzia, se non sull'incremento della natalità? Trasformare una coincidenza in una scelta di campo, per di più estrema e storicamente esecrabile, appare quantomeno forzato.

UN'AZIENDA PRIVATA NON È UN'ISTITUZIONE

Una pubblicità non è un Libro Bianco, non è un manifesto programmatico. Accusare lo spot della Chicco di fascismo significa anche non coglierne il tono ironico, reso evidente - tanto per fare un esempio - dall'uso del fumetto per introdurre il tema del baby boom. Un'azienda privata non è obbligata a rappresentare tutti i tipi di famiglia. Non deve garantire l'accesso alla fecondazione artificiale e non deve preoccuparsi di rendere le adozioni un percorso senza ostacoli. Questi sono compiti che spettano alle istituzioni.

L'ESALTAZIONE DELLA SESSUALITÀ

E poi, come conciliare l'accusa di fascismo con le scene di coppie appassionate che si scambiano effusioni per buona parte dello spot? Ai tempi di Benito Mussolini, la morale sessuale veniva utilizzata per inibire la volontà di libertà dell'individuo. E le forze che favorivano gli interessi autoritari traevano la loro energia (anche) dalla rimozione della sessualità, non certo dalla sua esaltazione.

I DATI EUROSTAT SULLA NATALITÀ

Per concludere, diamo anche noi qualche dato demografico appena sfornato dall'Eurostat. La popolazione dell'Unione europea al primo gennaio 2018 era di 512,6 milioni di abitanti, in aumento rispetto ai 511,5 milioni del primo gennaio 2017. Ma nel 2017 si sono registrate più morti (5,3 milioni) che nascite (5,1 milioni). Nel 2017 sono nati 5,1 milioni di bambini nell'Unione europea, circa 90 mila in meno rispetto all'anno precedente. Tra gli Stati membri, quello con la natalità più alta (12,9 nascite per mille residenti) è l'Irlanda. Quello con il tasso più basso è l'Italia, al 7,6 per mille. Fanno più bambini degli italiani anche i greci (8,2 per mille), i portoghesi e gli spagnoli (8,4 per mille). Le ragioni sono tante e complesse. Ma il presunto fascismo della Chicco non c'entra (leggi anche: Quanto costano i figli: le spese dal primo anno all'università).

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