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Tutela Dei Minori Stranieri Non Accompagnati Lombardia Pagani
11 Luglio Lug 2018 1845 11 luglio 2018

Gli ostacoli per la tutela dei minori stranieri in Lombardia

Tempi biblici per la nomina dei tutori volontari: l'ex commissario Consob Bragantini racconta la sua esperienza a Milano, dove a decidere è Pagani, leghista amante delle pistole.

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«Ho fatto domanda a Milano per avere la tutela di un minore straniero non accompagnato a fine novembre del 2017, mi hanno convocato alla fine di febbraio e mi iscrivono a un corso di preparazione (obbligatorio) che si tiene nei fine settimana di luglio. Ma ho avuto un serio problema sanitario e ho dovuto saltare il primo ciclo del corso di formazione. Così con ogni probabilità dovrò aspettare settembre prossimo. A meno che non decidano di fare il prossimo corso durante la vacanze di Natale...».

Salvatore Bragantini, economista e commissario Consob dal 1996 al 2001, è amareggiato e sarcastico quando ci racconta il suo calvario per essere nominato tutore di un minore straniero. Nella sua storia c'è la rabbia e l'incredulità di chi sente l'urgenza di aiutare il prossimo, ma si scontra con i tempi e il lassismo di una burocrazia che sembra non farsi carico di un'emergenza.

LA LEGGE ZAMPA

«L'atteggiamento pare quello di chi mette su un servizio solo perché è obbligato a farlo. Anzi qualcuno in Regione magari si chiede perché una persona “normale” dovrebbe offrirsi per perdere tempo con questi ragazzi...». Ma per diventare tutore occorre presentare la propria candidatura al Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza. Non servono particolari requisiti, ma è prevista una selezione e la partecipazione a un corso di formazione.

Un processo che è stato reso possibile dalla Legge 47/2017, anche conosciuta come Legge Zampa che definisce anche chi è un minore straniero non accompagnato (msna), ovvero «il minorenne non avente cittadinanza italiana o di altri Stati dell’Unione Europea che, non avendo presentato domanda di asilo politico, si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento nazionale».

Migranti, minori non accompagnati: i numeri

In Italia sono 18.303. E nel 2017 sono state presentate 9.945 domande d'asilo. Solo 567 di loro sono in affido, la maggior parte è ospite presso strutture. Senza dimenticare gli irreperibili: migliaia di ragazzi e bambini a rischio tratta. L'Atlante di Save the Children.

NEL NOSTRO PAESE 18.500 MINORI MIGRANTI

Il numero dei mnsa in Italia è aumentato esponenzialmente. Secondo il ministero delle politiche sociali dal 2014 al 2017 i msna hanno visto un incremento dell'80 per cento. Oggi sono oltre 18.500 e la Lombardia è al terzo posto per bambini censiti e ospitati. A fine 2017 il Comune di Milano ospitava 762 msna in comunità educative e 30 in affido famigliare.

La stessa legge Zampa è quella che ha istituito la figura del tutore volontario, salutata dalle associazioni come un grossissimo passo in avanti sul terreno dell'integrazione proprio perché è definito come «persona che a titolo gratuito e volontario, non solo voglia e sia in grado di rappresentare giuridicamente un minore straniero non accompagnato, ma sia anche una persona motivata e sensibile, attenta alla relazione con il minore, interprete dei suoi bisogni e dei suoi problemi».

Ed è sicuramente l’ambito della legge che ha registrato il maggiore impulso. Al 7 maggio 2018, infatti, sono state 4.110 le candidature dei cittadini che hanno dato la propria disponibilità e 1.070 i nominativi trasmessi ai Tribunali per i minorenni di coloro che, avendo già terminato il corso di formazione, sono pronti ad assumere una tutela.

Come sottolinea l'ultimo rapporto di Save the Children, però, in Italia i tempi di nomina sono ancora troppo lunghi. Da un loro monitoraggio effettuato nell’ultimo trimestre del 2017, si evince come in molte città la nomina del tutore non è avvenuta mediamente prima dei tre mesi, con punte di sei mesi in Campania, e sei/otto mesi nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa.

IL GARANTE DELL'INFANZIA CHE AMA LE PISTOLE

Comunque niente a che vedere con i tempi di attesa a cui è stato costretto Bragantini che, forse proprio per questo, ha cercato online notizie sul garante per l'infanzia della regione Lombardia, Massimo Pagani. All'indomani della sua nomina nel 2015, il Corriere della Sera lo descriveva come «un leghista duro e puro alla Salvini che inneggia alle ruspe contro i campi rom».

Soprattutto all'epoca fece scalpore il suo profilo Facebook. E infatti, si sfoga Bragantini, «se faccio una ricerca su online sul garante dell'infanzia della Lombardia e trovo che si presenta con una foto con la pistola... Come minimo mi domando se hanno pensato alle conseguenze dell’aver messo una persona sbagliata al posto sbagliato».

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