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19 Luglio Lug 2018 1049 19 luglio 2018

Infertilità da record in Italia: ecco perché non si fanno più figli

Nel nostro paese nascono sempre meno bambini. Un fenomeno che ha raggiunto il minimo storico nel 2017, con appena 464 mila nascite.

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Nell’infografica “Perché in Italia non si fanno più figli”, realizzata dalla Clinica PMA Alma Res, vengono evidenziati tutti i dati relativi alla fertilità e alle coppie che decidono di ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA).

I dati ufficiali e il concept grafico dell'infografica sono stati elaborati da Secret Key, web agency a Roma.

INFERTILITA': NUMERI E CAUSE

31,8 anni: è questa l’età media di una donna al momento del parto in Italia. La più alta dell’intera Unione Europea, che invece si attesta ai 29 anni, e con oltre 3 punti di differenza rispetto alla Francia, il paese con le madri più giovani.

Un primato negativo che si conferma anche sul numero di figli per donna: 1,34 contro 1,92 della Francia e una media UE di 1,60. E i figli arrivano sempre più spesso da coppie non sposate: nel 2010 erano il 22% del totale, mentre nel 2017 sono diventati il 29,9%.

Per “infertilità” si intende il mancato concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti mirati non protetti. Riguarda circa il 15% delle coppie e l’Organizzazione Mondiale della Sanità la considera una vera e propria patologia. Le cause possono essere diverse e dipendere da uno dei due partner, oppure da entrambi.

Tra le motivazioni dell’infertilità imputabili alla donna vengono evidenziate una ridotta riserva ovarica, fattori tubarici oppure che coinvolgono il sistema endocrino/ovulatorio, l’endometriosi e la poliabortività, oltre a un insieme di problematiche multiple femminili. Mentre a influire negativamente sulla fertilità maschile è soprattutto l’inquinamento (60%), seguito da fumo, alcol e un’alimentazione non corretta. Il 16,2% delle coppie presenta un’infertilità idiopatica, ossia le cui cause risultano inspiegabili.

LE TECNICHE DI PROCREAZIONE ASSISTITA

Quando si parla di PMA si fa riferimento a tutto l’insieme dei trattamenti della fertilità, che hanno come obiettivo quello di favorire il concepimento. In particolare, la fecondazione può essere omologa, ossia avvenire con embrioni formati con gameti dei due partner; oppure eterologa, in cui un utilizzati gli ovociti oppure il seme donati da una terza persona.

Il 60% delle coppie ricorre alla FIVET omologa e il 42% alla ICSI omologa, che rappresentano due diverse tecniche utilizzate a seconda del quadro clinico dei pazienti. Solo una piccola parte invece ricorre alla fecondazione eterologa.

L’età media di un donna che affronta il percorso di fecondazione omologa di I e II livello in Italia è di 36,7 anni contro una media europea di 34,7 anni. Il successo di queste tecniche aumenta proprio in relazione all’età: più si è giovani e più cresce la possibilità per le donne di rimanere incinte. Per quanto riguarda invece l’eterologa, l’età media è più bassa se la donazione è di seme (35,3 anni), mentre aumenta in caso di donazione di ovocita (41,9) e di doppia donazione (40,9).

I tempi di attesa per le PMA variano a seconda della struttura a cui ci si rivolge: più un anno per quelle pubbliche, meno di tre mesi per le private.

Dati di cui tener conto, se si desidera un figlio che tarda ad arrivare.

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