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LA MODA CHE CAMBIA
22 Luglio Lug 2018 0900 22 luglio 2018

Come sopravvivere felici alla vita di coppia

Januaria Piromallo e Roselina Salemi hanno scritto un agile libretto che, in tempi estivi, può aiutare molte donne, soprattutto chi si avvicina ai 40. I mariti sono davvero inutili?

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Le statistiche, che sempre servono a rafforzare le nostre sensazioni e dar loro corpo, dicono che in estate si tradisce di più. Uno psicoterapeuta si è spinto a catalogare le corna agostane nella categoria delle condotte narcisistiche, come desiderio di autocelebrazione e di riaffermazione del proprio ego maltrattato da un lungo inverno di compromessi e di acquiescenze dietro a una scrivania. Per questo hanno fatto benissimo Januaria Piromallo e Roselina Salemi a lanciare il loro primo, agile libro scritto a quattro mani in un momento dell’anno apparentemente eccentrico per la proposta di novità come la fine della primavera. Si intitola I mariti inutili. Corso femminile di sopravvivenza alla vita di coppia (Cairo editore), è spiritoso e leggero come il titolo suggerisce, ma tocca un tema profondamente sentito da molte donne, soprattutto da quelle che, superata la boa dei quaranta, sentono avvicinarsi la data di scadenza sullo scaffale del supermercato matrimoniale.

UNA RICERCA DEI SENTIMENTI UMANI

Roselina, siciliana di solide origini, antica collega a Rizzoli tornata alla sua originaria professione di ricercatrice, non del Cnr come nei primi anni della permanenza "sul continente" ma di sentimenti e delle variegate espressioni dei sentimenti umani, l’ha presentato in una sera d’estate sulla terrazza dell’hotel San Pietro di Taormina, luogo talmente meraviglioso ammantare di grazia perfino una materia tanto sconfortante, nell’ambito della diciannovesima edizione della Taomoda Week, kermesse internazionale ideata e diretta da Agata Patrizia Saccone e patrocinata dalla Camera Nazionale della Moda italiana che coniuga design, turismo, cultura e sana nutrizione alla moda. L’evento, che affolla i cinquemila posti a sedere del Teatro Antico per la serata finale dei Tao Awards e coinvolge tutta la cittadina con incontri, cene charity e mostre (quest’anno è dedicata a Borsalino, centenaria azienda davvero bisognosa di rinascita e di affetto dopo anni di traversie gestionali, ed è singolare, un ribaltamento storico per dire, che sia un’istituzione siciliana a sostenere un’azienda piemontese), vede nelle presentazioni del “Caffè letterario” un momento molto atteso.

In tempi di crisi, la coppia mostra la sua solidità e solidarietà sociale, economica e affettiva.

Sarà stato il tema, saranno stati appunto la serata estiva e il panorama e la potente verve della moderatrice, Catena Fiorello, sulla terrazza era tutto uno sgranare d’occhi e un sommesso ridacchiare di signore in caftano e sandali estivi. La vicenda che sottende al manualetto è ampiamente autobiografica, di Januaria soprattutto, come sa bene chi ne conosce l’esuberanza e la generosa fiducia verso il prossimo; la scrittura si giova molto della placida e approfondita cultura di Roselina. Quello che emerge dalla lettura del volume, oltre a una serie di consigli guida allo smascheramento del fedifrago che non tutte saremmo disposte a seguire (bisogna avere un’autostima davvero bassa per umiliarsi a frugare fra messaggi e e-mail, non è un caso che la disclosure di password di pc e cellulari sia un patto di coppia molto in voga fra giovanissimi, incerti e fragili per ragioni anzitutto anagrafiche), è per assurdo la forza della coppia. La solidità e la solidarietà sociale, economica e affettiva che esprime, in tempi di crisi.

A COSA SERVONO I MARITI

Come puntualizza Maria Luisa Agnese nella prefazione: «Non sono solo più i preti a predicare di resistere e di rimanere fedeli al giuramento, ma la cosiddetta astuzia della società. E il pendolo della storia che aveva battuto a lungo ore libere e spensierate con giravolte di coniugi veloci come un lampo marca ora un tempo diverso, quello della pazienza, della reciproca comprensione, della costruzione e della difesa». Nella nostra cultura, che a un certo punto del proprio sviluppo ha deciso di mandare in overlapping, in sovrapposizione, la passione e il matrimonio, di fare addirittura della prima la ragion d’essere del secondo, diventa difficilissimo tenere la barra dritta quando la passione svanisce e il matrimonio si rivela essere quello che è, cioè una srl, talvolta una spa, di mutuo soccorso con benefit, immobilizzazioni e finalità di crescita. I mariti servono? Certamente sì. Servono perfino per non essere escluse dalla lista degli inviti a una festa, come scopre la protagonista del romanzo-manuale, Maria Luce, vedendo diradarsi le telefonate e i bigliettini dopo la prima separazione (alla faccia della presunta solidarietà femminile, le separate belle e ancora giovani sono la jattura delle padrone di casa). Per questo, ma non solo per questo naturalmente, vale la pena di esercitarsi nell’arte della pazienza (non nel subire vessazioni, si intende e ci mancherebbe, ma nel valorizzare il rapporto) e provare e riprovare, curare e reinventare questo rapporto, rivoltandolo e rinfrescandolo quasi fosse un cappotto, come si racconta nel capitolo certamente più riuscito del volume, dove la protagonista imbastisce una delicata, surreale conservazione sui sentimenti con il sarto di fiducia del marito, vecchio signore napoletano.

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