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23 Luglio Lug 2018 0910 23 luglio 2018

Quanti italiani vanno dal dentista?

Una panoramica sulle abitudini di igiene orale e sul settore odonotoiatrico in Italia.

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Pochissime visite e un’igiene orale alquanto scarsa. È questo il quadro che emerge dall’infografica “Gli italiani dal dentista: abitudini e statistiche” realizzata dallo studio dentistico Masterdent. Solo il 38% infatti si affida alle cure di un professionista una volta l’anno: ben l’85,2% ha rinunciato per motivi economici.

E se si parla di pulizia, i dati non sono di certo incoraggianti. Il 33% si lava i denti una volta al giorno, mentre il 25% quando ha tempo oppure si ricorda di farlo. Con il risultato che appena 3 persone over 40 su 10 ha ancora tutti i denti naturali. Nei restanti casi, 1 su 4 ne ha persi addirittura 8 e il 27% non si è sottoposto ad alcun intervento per ripristinarli.

I criteri (e i numeri) di una scelta

Nonostante gli italiani non abbiano l’abitudine di andare in uno studio dentistico, si preoccupano però molto di più dell’estetica. Almeno la metà di loro si dice insoddisfatto del colore dei propri denti: ammonta infatti a 30 milioni di euro la spesa annuale per interventi di sbiancamento.

Nella classifica delle motivazioni che spingono i pazienti a rivolgersi al dentista, al primo posto ci sono le visite di controllo o la pulizia. A seguire le cure ricostruttive, gli interventi per la riabilitazione funzionale, le estrazioni e gli apparecchi ortodontici.

Mentre il 90% sceglie studi tradizionali, soprattutto per il rapporto di fiducia che si è instaurato nel corso degli anni, il restante 10% si divide tra le catene odontoiatriche e le strutture pubbliche, come ospedali e cliniche convenzionate. Il motivo? Principalmente economico.

Catene e ospedali hanno infatti dei prezzi medi più bassi rispetto agli studi privati, con notevoli differenze su alcune tipologie di intervento. Per un’otturazione molecolare si va dai 186 euro degli studi privati ai 60 dell’ospedale; nelle catene invece la tariffa media è di 87 euro.

Il settore odontoiatrico in Italia

Il valore del mercato dentale nel nostro paese è di circa 1,2 miliardi di euro, con un leggero incremento del 4,1% registrato negli ultimi tre anni. I fattori che hanno influito su questa crescita sono sia di carattere imprenditoriale- come gli investimenti in apparecchiature e lo sviluppo di nuovi modelli di business- che legati a una ritrovata fiducia nel settore, oltre che alle agevolazioni di carattere fiscale.

Sono 61mila gli esercenti iscritti all’albo, suddivisi tra 36mila studi tradizionali, 5mila studi associati e 500 catene low cost. Il 78% dei titolari ha più di 45 anni e il 75% degli studi sono monoprofessionali.

C’è un ulteriore dettaglio che è stato evidenziato dall’infografica. A frenare il settore è soprattutto il disagio dei professionisti nei confronti delle nuove tecnologie digitali, problematica sottolineata dal 30% dei dentisti. Per esempio, solo uno studio su quattro possiede uno scanner intraorale digitale e appena il 15% un fresatore. Le protesi spesso vengono realizzati digitalmente, ma l’impronta presa seguendo i metodi tradizionali.

Una maggiore apertura alla tecnologia digitale potrebbe avere un significativo impatto in questo ambito, rappresentando una nuova opportunità di crescita.

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