Welfare Assicurazioni
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3 Agosto Ago 2018 1233 03 agosto 2018

Investire i propri risparmi in welfare conviene

Le famiglie spendono di tasca propria 40 miliardi l’anno in sanità e 14,4 per l’assistenza ai propri cari. In ottica futura, investire nel welfare familiare può portare benefici non solo economici.

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Il welfare familiare è un’industria da oltre 109 miliardi di euro. Ed è ormai la terza voce di spesa per le famiglie italiane dopo quelle alimentari e per la cura della casa. Sono cifre certificate dal rapporto 2017 dell’osservatorio sul bilancio di welfare delle famiglie italiane, realizzato da Mbs Consulting. In Italia il welfare ha un volume complessivo pari 666,6 miliardi euro. E sotto questa voce troviamo la previdenza e la protezione sociale, la sanità, l’assistenza, la cultura, l’istruzione e i supporti al lavoro. Gli anni della crisi economica e l’invecchiamento della popolazione hanno aumentato l’importanza del welfare. Il peso maggiore è ancora sostenuto dallo Stato, ma la spesa delle famiglie copre il 16,4% del totale e nel futuro questa percentuale potrebbe salire ulteriormente. È tempo dunque di cessare la visione della spesa in welfare familiare come un costo e considerarlo come un’area d’investimento per il futuro.

SANITÀ: NEL 2017 LA SPESA PRIVATA HA TOCCATO I 40 MILIARDI. Secondo un rapporto del Censis presentato al “Welfare day 2018”, nel 2017, in Italia, la spesa sanitaria privata ha fatto registrare il valore record di 40 miliardi di euro. Nello stesso anno, sono stati 44 milioni gli italiani che hanno pagato di tasca propria, interamente o in parte, per ottenere prestazioni sanitarie. Un fenomeno che grava su tutta la popolazione, ma in modo particolare sui redditi più bassi. Basti pensare che per gli operai la spesa media per cure sanitarie a familiari si attesta a 1.100 euro all’anno. Praticamente uno stipendio intero. E questa situazione ha portato il 54,7% degli italiani a pensare che i cittadini non abbiano più le stesse opportunità di cura.

L’ASSISTENZA: LE FAMIGLIE SPENDONO 14,4 MILIARDI L’ANNO. Altra voce di spesa che assorbe le risorse delle famiglie è l’assistenza ai familiari. In questo settore la spesa pubblica contribuisce meno rispetto ad altri settori e copre solo il 52,4% del fabbisogno. E le famiglie arrivano a spendere circa 14,4 miliardi all’anno per la cura degli anziani, pagare colf e baby sitter. Ragion per cui «forme di welfare aziendale», si legge sul rapporto di Mbs consulting, possono dare «un grande aiuto alle famiglie nel soddisfare bisogni di assistenza ai familiari». Un’opportunità da considerare soprattutto ora, visto che le nuove normative garantiscono alle aziende incentivi fiscali per soluzioni di questo tipo.

FORME DI SOSTEGNO AL REDDITO IN CASO DI INFORTUNI. Se poi ci si sposta sul settore del supporto al lavoro, non ci si può dimenticare del popolo dei lavoratori autonomi. Secondo i dati Eurostat, in Italia rappresentano il 21% degli occupati e in Europa solo la Grecia ci supera con il suo 29%. Questa categoria è meno protetta rispetto a quella dei lavoratori dipendenti in caso di malattia e infortuni. Dal momento che imprevisti di questo tipo possono incidere profondamente sulla capacità del professionista di fatturare e produrre reddito. Per questa e altre ragioni, investire in welfare integrativo per la prevenzione di certi imprevisti può rivelarsi lungimirante.

LE SOLUZIONI OFFERTE DAL MERCATO PRIVATO. I dati e le tendenze suggeriscono, dunque, che un investimento in welfare familiare possa rivelarsi una scelta azzeccata. Soprattutto se si desidera comprimere i costi privati nei settori dove il welfare pubblico fatica a dare una mano al cittadino. Per esempio, Reale Mutua ha diversi prodotti che vanno in questa direzione. In ottica welfare familiare, con l’Offerta Meno Venti Più Protetti, Reale offre ai clienti il 20% di sconto su vari prodotti fondamentali per assicurare tranquillità e benessere alla propria famiglia: Casamia, la polizza per l'abitazione che protegge la casa e i beni al suo interno, Realmente In Salute l’assicurazione sanitaria ideata per integrare le prestazioni offerte dal Servizio Sanitario Nazionale e Unica Reale, pensata per tutelare il reddito in caso d’infortuni.

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