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13 Agosto Ago 2018 1844 13 agosto 2018

In Italia sbarcano l'83% in meno di migranti

Crollano gli arrivi in Italia. Ma quadruplicano in Spagna. Nel 2018, sul totale dei Paesi Ue c'è stato un calo del 43%. A certificarlo sono i dati di Frontex, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.

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Forte calo di arrivi di migranti in Italia, a luglio: sono circa 1900, ovvero -83% rispetto a luglio 2017. Il numero totale di migranti intercettati sulla rotta del Mediterraneo centrale, nei primi sette mesi del 2018 è calato a circa 18.200, -81% rispetto allo stesso periodo del 2017. Si legge in una nota di Frontex. In generale, nei primi sette mesi dell'anno, il numero di arrivi nell'Ue attraverso le principali rotte è calato del 43%, a 73.500, soprattutto per la diminuzione della pressione nel Mediterraneo centrale. Si è quadruplicato il numero degli arrivi di migranti in Spagna, a luglio, sulla rotta del Mediterraneo occidentale, rispetto allo stesso mese del 2017. Oltre la metà dei 14.900 migranti giunti nell'Unione europea a luglio, ovvero 8.800, sono arrivati nella penisola iberica. Nei primi sette mesi del 2018 sono stati 23.100 i migranti arrivati in Spagna, ovvero, il doppio dell'anno precedente

Cambiano le rotte dei migranti: in Spagna più sbarchi che in Italia

I trafficanti di esseri umani fanno rotta verso Ovest, perché le partenze dalla Libia verso l'Italia sono ora più controllate: i migranti sbarcano in numero maggiore in Spagna rispetto al nostro Paese, che registra un crollo dell'87% di arrivi.

SOLO DUE NAVI ONG OPERATIVE NEL MEDITERRANEO

Nicola Stalla, coordinatore dei soccorsi di Sos Mediterranee, sostiene che «Aquarius e Open Arms sono le uniche navi delle ong ancora in grado di operare». Inoltre, interpellato in merito agli sviluppi delle ultime settimane sui soccorsi nel Mediterraneo, aggiunge: «Altre imbarcazioni delle ong sono bloccate per motivi diversi: Seawatch e SeeEye, ad esempio, per motivi amministrativi sono bloccate nel porto di Malta ma non sappiamo altro». In merito alle dichiarazioni del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, secondo il quale la Aquarius dovrebbe approdare in Gran Bretagna visto che batte bandiera Gibilterra, il coordinatore dei soccorsi di Sos Mediterranee ha commentato: «Come al solito c'è una cattiva interpretazione del diritto marittimo internazionale. Lo Stato di bandiera di una nave ha responsabilità e compiti che non riguardano il coordinamento di eventuali operazioni di soccorso. La Gran Bretagna, che tra l'altro richiederebbe diversi giorni di navigazione, non è un'autorità che definisce i luoghi di sbarco».

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