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3 Settembre Set 2018 1934 03 settembre 2018

La cura dello smart working per i traumi da rientro dalle ferie

Rientrare in ufficio è per molti un momento di grande stress. Dal brain storming allo sport. Ecco le soluzioni proposte da Methodos Italia. 

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Il mese di settembre porta con sé la fine delle ferie e la consapevolezza di dover fare i conti con le incombenze e i ritmi di una vita ben lontana dalla salutare lentezza dell'estate. Se, per alcuni, ritornare in ufficio e nel caos della città è soltanto questione di reinserirsi nella routine e accettare pacificamente che, come ogni cosa, anche le vacanze hanno un inizio ed una fine, per molti, invece, il rientro significa ritrovarsi a ripartire con le pile già scariche e alle prese con un forte malessere psicologico. Un fenomeno aggravatosi negli ultimi anni anche a causa dell'invadenza della tecnologia. Come fare, dunque, per curare la "sindrome da Costa Crociere" e evitare di disperdere le energie e gli effetti benefici apportati dall'ozio estivo? Secondo Maria Vittoria Mazzarini, esperta di Methodos Italia, società di consulenza che collabora con le aziende nei processi di cambiamento, la soluzione al problema, starebbe nello smartworking, una dimensione in cui la sfera lavorativa e quella personale «vengono gestite in modo intelligente, con l'obiettivo di trovare benessere e produttività in entrambe».

I DIECI CONSIGLI PER TORNARE A LAVORO IN MODO SMART

Nel decalogo proposto da Methodos, la ricetta per «pianificare il primo giorno di lavoro in modalità smartworking» prevede una serie di momenti da dedicare al benessere individuale. Organizzare una riunione dedicata all'innovazione e una colazione (salutare) di lavoro potrebbero aiutare il team a stemperare l'ansia e a ripartire col piede giusto. Si tratta di uno spazio utile non tanto a fissare impegni e compiti, quanto a «sfruttare una mente ancora libera e riposata per innovare processi, task e modalità di lavoro», magari accompagnando il brain storming con una colazione salutare ed energizzante. Potrebbe essere il momento ideale per proporre nuovi progetti e introdurre abitudini sane per tutto il gruppo, in un clima sicuramente più rilassato e confidenziale. L'ideale sarebbe, secondo la Mazzarini, «ricominciare a lavorare, ove possibile, da remoto, in modo da poter conciliare le esigenze familiari con i primi impegni lavorativi, senza le interruzioni e l’atmosfera frenetica dell’ufficio», il tutto accompagnato da una programmazione degli impegni che sia intelligente e graduale, partendo dalle piccole cose per arrivare, passo dopo passo, alle incombenze più gravose. L'enorme mole di mail non lette che attende chiunque al rientro dal mare o dalla montagna dev'essere gestita con estrema calma: esistono, infatti, sistemi come Sanebox che aiutano a ridurre l'ansia provocata «dall'aspettativa di una risposta immediata» e gestire tutte le attività rimaste in arretrato, continuando a mantenere, almeno per il primo giorno, una serena modalità «out of office» anche lontano dalla spiaggia. Ma lavorare in modo smart ha anche molto a che fare con il benessere del singolo: con l'avvento della stagione fredda, oltre ad un check up generale (spesso messo a disposizione dalle piattaforme di welfare degli uffici), è bene non abbandonare l'attività sportiva intrapresa durante l'estate. Non si parla di passare tutto il tempo libero tra cyclette e tapis roulant ma sfruttare in modo intelligente gli abbonamenti offerti dalle palestre, ritagliarsi 15 minuti al giorno per lo yoga o per una semplice passeggiata al parco oppure ricorrere al bike sharing e andare a lavorare, pedalando. L'ultimo consiglio dell'esperta di Methodos fa leva sulla sfera degli affetti: in attesa dell'inizio delle scuole, ci si potrebbe organizzare con capo e colleghi e portare i bambini sul posto di lavoro, in modo da «creare un'occasione per passare del tempo con loro e rendere l'atmosfera più allegra e leggera». Lavorare e vivere bene dopo le ferie, dunque, potrebbe non essere più un'utopia se il rientro viene affrontato in modo "smart".

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