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9 Ottobre Ott 2018 1454 09 ottobre 2018

La povertà in Italia secondo l'Istat

Nel nostro Paese ci sono 5 milioni di individui in condizione di povertà assoluta, il massimo dal 2005 sia in termini di famiglie, sia in termini di singole persone.

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La povertà in Italia ha raggiunto secondo l'Istat il livello massimo dal 2005, sia in termini di famiglie, sia in termini di singole persone. Nel nostro Paese vivono infatti 5 milioni di individui in condizione di povertà assoluta. Si tratta del 6,9% delle famigle residenti e dell'8,4% dell'intera popolazione. In Italia si definisce povertà assoluta una spesa mensile del nucleo familiare inferiore al valore della spesa minima mensile necessaria per l’acquisto di un paniere di beni e di servizi considerati essenziali per una qualità della vita minimamente accettabile. Questo valore è ponderato sulla base della zona in cui si vive e sulle caratteristiche del nucleo familiare (leggi anche: Come calcolare la soglia di povertà assoluta).

Cos'è il reddito di cittadinanza tedesco studiato da Di Maio

Politica Il reddito di cittadinanza ha avuto la benedizione di Berlino. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo econonomico Luigi Di Maio l'8 ottobre ha incontrato il suo omologo tedesco Hubertus Heil della Spd e ha trovato - parole del vicepremier - "con sommo stupore" comprensione per la misura cavallo di battaglia del M5s, che sarà, ha assicurato Di Maio, "per la maggior parte nella legge di bilancio ".

Gli ultimi dati, aggiornati al 2017, sono stati forniti al parlamento dal presidente facente funzione dell'Istat, Maurizio Franzini, nel corso di un'audizione sulla Nota di aggiornamento al Def. L'istituto di statistica attende infatti la nomina del nuovo presidente, che avviene con decreto del presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio. La povertà colpisce il 6,2% dei cittadini italiani (3 milioni 349 mila persone) e il 32,3% dei cittadini stranieri (1 milione 609 mila persone). Quasi la metà degli individui in povertà assoluta, inoltre, risulta residente al Sud, con un'incidenza dell'11,4% sulla popolazione. Al Centro e al Nord l'incidenza è invece pari rispettivamente al 5,1% e al 5,4%. Nel Mezzogiorno il fenomeno interessa il 10,2% degli italiani e il 40% degli stranieri, la cui consistenza numerica è tuttavia «estremamente ridotta».

IL 23% DEI LAVORATORI ITALIANI SONO AUTONOMI

In questa situazione le prospettive a breve termine dell'economia italiana non sono rosee. Negli ultimi mesi, al contrario, gli indicatori hanno seguito «un andamento discendente, lasciando prevedere il prolungamento della fase di crescita contenuta». Per Franzini questi elementi risultano compatibili con l'ipotesi, contenuta nella Nota di aggiornamento al Def, di una crescita nel terzo trimestre 2018 «a ritmi analoghi a quelli del secondo trimestre». Il presidente dell'Istat ha tracciato inoltre il quadro dei lavoratori autonomi presenti in Italia. Si tratta di circa 5 milioni di persone, di cui 1,4 milioni con dipendenti, 3,3 milioni senza dipendenti e circa 338 mila lavoratori parzialmente autonomi (dipendenti da un committente principale, con vincoli di orario o di luogo e senza strumenti del lavoro). Sarebbe quindi questa la platea dei potenziali beneficiari della nuova flat tax al 15% che il governo intende inserire nella prossima manovra finanziaria. L'incidenza del lavoro indipendente nel secondo trimestre 2018 risultava pari al 23%, mentre la media europea è del 15,4%.

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