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15 Gennaio Gen 2019 1551 15 gennaio 2019

Le 10 parole più usate dai Millennial nel 2018

Match, random e stalkerare sono le più usate. Ma non hanno lo stesso significato dell'inglese. Molte provengono dai social network e sono entrate ormai nell'uso comune.

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Non ci sono dubbi, l'italiano è una lingua viva. Con questo termine si caratterizzano quegli idiomi in uso nella comunità e soggetti a una costante evoluzione storica. Ovvero a introduzioni di nuove parole provenienti anche da altri gruppi linguistici e in alcuni casi stravolti nel loro significato a uso e consumo di chi li adopera. In uno studio condotto da Babbel, la app leader per l’apprendimento delle lingue online fondata nel 2007 da Markus Witte (CEO) e Thomas Holl (CTO), sono state individuate nel linguaggio dei Millennial (le persone nate tra il 1981 e il 1993) 10 parole più utilizzate nel 2018 da questa fascia d’età.

LE PRIME TRE PAROLE PIÙ UTILIZZATE DAI MILLENNIAL

Provengono dall'inglese le 10 parole entrate nell'uso comune della lingua italiana. Al primo posto troviamo senza dubbio match che proviene dall’ambito del flirt online. Si ha un match con qualcuno quando due persone si piacciono. Al secondo posto bisogna citare random. Questo termine fa riferimento a qualcuno o qualcosa di non conosciuto o specifico. «Una persona random ha cominciato a parlarmi», è tra le tipiche parole che si può usare in qualsiasi situazione. Medaglia di bronzo per stalkerare o stalkizzare che assume una versione più leggera rispetto al serio problema dello stalking. In questo caso significa spiare il profilo Facebook o Instagram di qualcuno che ci piace tramite un’altra persona amica.

LE ALTRE PAROLE DELLA RICERCA

Con l'avvento delle serie televisive è arrivata anche la parola spoiler, ovvero il racconto del proseguimento o della fine di una trama a chi ancora non la sapeva. I social network hanno invece portato con loro il termine influencer, utilizzata per indicare una persona che, avendo una buona reputazione ha un alto seguito di pubblico sui vari Facebook, Instagram e Twitter. Con mainstream si specifica una corrente presente in ambito culturale nel senso più largo, qualcosa di convenzionale, dominante e seguita da un largo pubblico. Sempre nell'ambito dei social e dell'online si rintraccia la parola hater: ossia un odiatore professionale. Il troll è “parente stretto” dell’hater, poiché indica una persona che si dedica ad appestare le discussioni sulle reti sociali con commenti inappropriati. Si passa poi a shippare o shipping. Questo termine, che viene dall’inglese relationship è usato nei social per parlare di personaggi di serie Tv e reality show che secondo la rete farebbero una bella coppia. Infine il famoso follower entrato nel linguaggio comune quando si indicano gli utenti registrati alla pagina di altri utenti, brand o marchi sui social network.

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