Disabilità Tecnolgia Costi

A tagliare i costi degli ausili tech per disabili ci pensano i bambini

Spesso i dispositivi hanno prezzi inarrivabili. Ma renderli accessibili non è impossibile. Lo hanno dimostrato gli alunni della scuola primaria del plesso Borgonuovo con il loro guanto parlante.

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La mia amica Aurora per comunicare non usa la voce ma un software molto avanzato che funziona con puntamento oculare, attraverso sensori esterni o tramite touch. Questa tecnologia, istallata su un computer portatile a sua volta montato sulla carrozzina elettrica che usa per muoversi, le permette di relazionarsi e farsi capire in famiglia, con gli amici e sul luogo di lavoro. È quindi un ausilio importantissimo che la rende più autonoma ma l'autodeterminazione ha un prezzo molto alto.

Ora Aurora ha bisogno della nuova versione del software e di sostituire il suo portatile con uno più avanzato. La sua famiglia ha fatto richiesta all'Azienda Ussl di competenza affinché autorizzi l'acquisto di questi ausili ma sa già che purtroppo il sistema sanitario nazionale non riuscirà a coprirne l'intero costo costringendola a farsi carico della differenza. Questo non è un caso isolato: gli strumenti tecnologici utili a facilitare la comunicazione o, più in generale, ad aumentare l'autonomia personale ancora oggi sono inaccessibili a moltissime persone spesso a causa dei prezzi eccessivi o per mancanza di disponibilità degli ausili stessi.

TROPPI COSTI CHE NON POSSONO PESARE SOLO SUI DISABILI

Il dispositivo di cui avrebbe bisogno la mia amica è sofisticato, eppure anche l'acquisto di strumenti più semplici può rivelarsi oneroso. Il caschetto con puntatore che uso per digitare nella tastiera costa circa 400 euro e questa spesa è totalmente a mio carico. Fortunatamente i tempi di usura di questo ausilio sono lunghi ma software, pc e ausili elettronici in genere hanno vita più breve e questo incide a volte anche pesantemente sul portafoglio di chi ne fruisce. Il fatto che il parlamento europeo abbia approvato lo European Acessibility Act lo scorso marzo testimonia la volontà dell'Europa di lavorare per rendere più fruibile l'uso di ausili tecnologici da parte di persone con disabilità ed anziani.

Bisognerebbe capire che i facilitatori della comunicazione non servono infatti solamente alle persone con disabilità ma dal loro utilizzo ne trae vantaggio anche la maggior parte degli “abili”

Questo è già un passo importante perché l'atto prevede esenzioni a micro-imprese con meno di 10 impiegati e fatturato inferiore a 2 milioni di euro, ma solo se producono e vendono beni e servizi in regola con la nuova normativa. Tuttavia sappiamo bene che le leggi da sole non bastano. Bisogna applicarle ed è possibile solo se, congiuntamente, si riesce a cambiare la cultura del senso comune rispetto ad una certa realtà. Bisognerebbe capire che i facilitatori della comunicazione non servono infatti solamente alle persone con disabilità ma dal loro utilizzo ne trae vantaggio anche la maggior parte degli “abili”. Un esempio banale è l'assistente virtuale di Google, grazie a cui è possibile interagire con il proprio dispositivo per cercare informazioni, effettuare chiamate, digitare testi, inviare sms e via dicendo. Questo servizio, lo sappiamo bene, è totalmente gratuito a differenza di altri dispositivi tecnologicamente più avanzati.

SERVE RENDERE ACCESSIBLI I DISPOSITIVI PER I BISOGNI PRIMARI

Bisognerebbe rendere accessibili anche gli altri supporti che facilitano la comunicazione. Riuscirci non è impossibile, come ci hanno dimostrato alcuni bambini di Biella: sono gli alunni della scuola primaria del plesso Borgonuovo in collaborazione con gli studenti delll'Iis Gae Aulenti. Si chiama guanto parlante con Microbit ed è collegato allo schermo del computer, sul quale sono stati caricati i disegni dei bambini che rappresentano i bisogni primari, ad esempio: «Ho fame», «ho sete». Un certo movimento della mano corrisponde a un disegno che, visualizzato sul monitor, esprime una specifica richiesta. Il livello di comunicazione del guanto parlante è elementare ma è in grado di esplicitare i bisogni basici delle persone e il Microbit grazie a cui funziona ha un prezzo di soli 14 euro!

Ridurre i costi degli ausili specializzati per esempio costruendo dispositivi efficaci e al contempo economici ha anche una valenza sul piano politico. Infatti, grazie all'uso della tecnologia, tanto le persone con disabilità quanto gli anziani aumentano il loro grado di autonomia e questo poi incide positivamente sui costi del sistema socio – assistenziale. Quindi, riuscendo a produrre alte tecnologie ad costi contenuti un numero sempre maggiore di cittadini potrebbero trarne giovamento, incrementando le proprie competenze di gestione autonoma della quotidianità e pesando meno sulle casse statali. Ci sono riusciti dei bambini e degli adolescenti, speriamo che la notizia sia di sprono anche a chi questi ausili li fa di mestiere.

20 Aprile Apr 2019 1400 20 aprile 2019
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