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13 Febbraio Feb 2012 1420 13 febbraio 2012

Zambia, oro d'Africa

Calcio: la vittoria al torneo 2012 contro la Costa d'Avorio.

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I giocatori dello Zambia con la Coppa d'Africa 2012.

Lo stadio è quello d’Angondjé, sobborgo di Libreville, capitale del Gabon, ma molti lo conoscono come «stadio dell’Amicizia». L’amicizia è quella tra il governo gabonese e la Cina, che insieme l’hanno costruito meno di due anni. Chissà se Didier Drogba ci ha pensato mentre calciava il rigore sopra la traversa che avrebbe permesso alla Costa d'Avorio di vincere la sua seconda Coppa d'Africa. Chissà se l'attaccante del Chelsea, vera stella dell'edizione del torneo 2012, ha pensato che il suo errore avrebbe regalato la vittoria all'inesperto Zambia, una squadra largamente infarcita di semi sconosciuti.
CAMPIONI DOPO 18 RIGORI. Domenica 12 febbraio nella finale di Coppa d'Africa allo Stade d’Angondjé ha vinto l'imprevedibilità del pallone: dopo una lunga serie di rigori (ben 18), i campioni strapagati della Costa d'Avorio (oltre a Drogba, ci sono anche i fratelli Tourè), grandi favoriti del torneo, sono stati battuti dall'outsider, che per la prima volta ha scritto il suo nome nell'albo d'oro del torneo continentale (guarda il video).
Ma a Lusaka e dintorni, la vittoria inattesa, ma tutto sommato meritata - in semifinale lo Zambia ha battuto il più quotato Ghana e in finale ha rischiato di vincere ben prima dei rigori, nonostante il penalty fallito da Drogba - è stata soprattutto una rivincita con la Storia.
NEL 1993, LA TRAGEDIA A LIBREVILLE. Era il 27 aprile 1993 quando l’aereo che avrebbe dovuto portare la squadra a Dakar, in Senegal, precipitò nell’Oceano Atlantico, a mezzo chilometro da dove lo Zambia si è laureato campione d'Africa quasi 19 anni dopo. All'epoca morirono 30 persone, compresi 18 calciatori.
Come avvenne per il Grande Torino, anche lo Zambia ha provato a rinascere sulle ceneri di quella tragedia. E lo ha fatto proprio a due passi dalla sua Superga.

Rigori con preghiera per i nuovi campioni d'Africa

Didier Drogba, dopo il rigore fallito nella finale tra Costa d'Avorio e Zambia.

Tutti si aspettavano una finale dominata dai fuoriclasse ivoriani che giocano in Europa, a partire da Drogba. Lo Zambia in realtà non è stato a guardare e se l’è giocata, colpendo pure un palo con Felix Katongo nel primo tempo supplementare. Evidentemente era destino che la partita finisse ai rigori.
A ogni tiro dello Zambia, i giocatori allenati dal commissario tecnico francese Hervé Renard cantavano abbracciati e inginocchiati, in campo e in panchina. Quasi una preghiera collettiva.
Chi ha deluso di più tra gli «Elefanti» ivoriani è stato proprio chi gioca nella ricca Europa: Drogba (6 milioni di euro di ingaggio all’anno) e il suo compagno al Chelsea Salomon Kalou, Kolo e Yaya Tourè, fratelli del Manchester City e Gervinho dell’Arsenal, autore dell’errore decisivo dal dischetto.
SQUADRA COSTRUITA IN CASA. Invece lo Zambia si è affidato al capitano Christopher Katongo, stella dell’Henan Construction in Cina, a Rainford Kalaba, uno dei migliori giocatori del torneo, che veste la maglia di quel Mazembe che sfidò l’Inter nella finale del Mondiale per club del 2010 (poi vinta dai nerazzuri), o ancora all’altro Katongo, Felix, che gioca in patria con i Green Buffaloes.
I campioni sono una squadra costruita in casa, con due soli calciatori che giocano in campionati europei, Emmanuel Mayuka in Svizzera con gli Young Boys di Berna e Chisamba Lungu addirittura nella serie B russa, all’Ural Oblast. Inizialmente erano stati convocati anche tre calciatori che giocano in Israele, ma alla fine sono rimasti a casa.
BONETTI ESONERATO A OTTOBRE. Alla terza finale nella loro storia (dopo quelle del 1974 e del 1994), i «Chipolopolo» (proiettili di rame) dello Zambia, sono riusciti a vincere la Coppa d’Africa. Il primo grande successo per una nazionale che finora vantava tra i migliori risultati un quarto di finale alle Olimpiadi di Seul 1988. Un risultato raggiunto soprattutto dopo un clamoroso 4-0 rifilato all’Italia, con tripletta di Kalusha Bwalya, attuale presidente della federcalcio zambiana, che nel 1993 si salvò dalla tragedia preferendo l'auto all'aereo per arrivare in Senegal.
Nella storia di questa squadra e di questo Paese c’è anche po’ di Italia. Lo Zambia si è qualificato infatti alla Coppa d’Africa 2012 quando in panchina sedeva ancora Dario Bonetti (ex Brescia, Roma, Sampdoria, Milan e Juventus), sostituito da Renard a ottobre 2011.
Ma del nostro Paese c'è qualcosa anche nella Costa d'Avorio. Ad allenare Drogba e compagni c'era infatti François Zahoui, ex Ascoli, il primo calciatore africano ad aver giocato in Italia.

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