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SPORT & POLITICA
2 Novembre Nov 2013 1600 02 novembre 2013

Calcio, la mappa del tifo neonazi d'Italia

Dove sono i gruppi vicini all'estrema destra.

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Un tifoso della Roma con una bandiera raffigurante Benito Mussolini.

I neonazi si aggirano nelle curve. E lo fanno da tempo.
La presenza di frange legate all'estremismo di destra tra gli ultrà ha radici fin dagli Anni 80 e da allora ha alternato silenzi a momenti di tensione. E nelle ultime settimane, con i casi di cori razzisti e di discriminazione territoriale, è riesploso il timore di una nuova ondata xenofoba.
L'ASCESA DI SKIN88. Le teste rasate che si annidano negli stadi e fanno il saluto romano sono coloro che si richiamano alla frangia Skin88 del movimento Skinheads: i due otto indicano la doppia «h» (ottava lettera dell'alfabeto latino), ovvero Heil Hitler, e vengono chiamati con spregio «bonehead» (testa d'osso, ma in inglese è utilizzato per indicare una persone stupida o imbecille).
Dopo che si è sciolto nel 1990 il gruppo neonazista più famoso, gli Skins dell'Inter, noti per l'omicidio del tifoso ascolano Nazareno Filippini durante gli scontri di Ascoli-Inter del 1988, gli Skin88 hanno iniziato una lenta ascesa.
ALLARME ULTRAS ITALIA. Il primo campanello d'allarme è suonato con la costituzione degli Ultras Italia, il gruppo nato tra Verona, Udine, Padova e Trieste e che segue le partite della Nazionale.
Tra gli episodi più eclatanti di Ultras Italia, c'è la partecipazione di una loro delegazione nel 2006 in Austria a un raduno a Braunau (città natale di Hitler), dove i neonazisti d’Europa (inglesi, spagnoli, francesi, tedeschi) si incontravano per pianificare le violenze al Mondiale in Germania del 2006. O ancora in occasione di una partita dell’Italia con la Romania, nel 2010, con l'esposizione di uno striscione - «No alla Nazionale multietnica» - e facendo saluti romani mentre insultavano Mario Balotelli.

Il record di presenze di neonazi nel Triveneto

La curva della Lazio: tra gli ultrà c'è una forte presenza di gruppi legati all'estrema destra.

L'Italia del tifo calcistico, però, è ancora piena di tifosi che si rifanno al movimento neonazi. Il record spetta al Triveneto: è qui che c'è la maggiore concentrazione.
Per esempio, a Udine ci sono gli Hooligans Teddy Boys, il gruppo guida della Curva Nord dello stadio Friuli, conosciuti per aver riempito la città di scritte minacciose contro Ronny Rosenthal, giocatore israeliano che sbarcò all'Udinese per un periodo di prova. Nella città friulana, c'è anche il Nord Kaos, altro gruppo etichettato su posizioni estreme.
A VERONA LA GIOVENTÙ SCALIGERA. Nella curva del Verona, tradizionalmente vicina a posizioni di destra, c'erano le Brigate gialloblu (sciolte sotto la pressione delle autorità), ma ora resistono il Verona front, la Gioventù scaligera, tutte tifoserie storicamente collegate con i bonehead inglesi del Chelsea.
A Trieste ci sono le bandiere dell'impero austroungarico degli Ultras Triestina. A Padova sono noti gli skin della Hell's angels ghetto. A Trento campeggiano in bella vista le celtiche degli Ultras 1978 che guidano la gradinata anche nel campionato di Eccellenza.
TRA GLI IRRIDUCIBILI DELL'INTER. Anche la Lombardia è una delle roccaforti della destra hooligan. La stessa Azione skinhead, l'organizzazione che riuniva i boneheads milanesi di Base autonoma, era strettamente legata prima con gli Skins e poi ai Boys San dell'Inter (l'acronimo San si riferisce alle Squadre d’azione di Benito Mussolini).
Non a caso uno dei leader della curva Nord era Paolo Coliva (detto «l'Armiere»), già nel gruppo dirigente di Azione skinhead a Milano, arrestato nel dicembre del 1990 per l'accoltellamento di un giovane dei centri sociali e morto di Aids nel 1993.
Attualmente è il gruppo degli Irriducibili ad aver raccolto il maggior numero di esponenti dell'estremismo Skin88 legato al tifo interista.
LA DIFFUSIONE IN LOMBARDIA. Meno consistente è il fenomeno nella curva Sud del Milan, dove gruppi riconducibili a frange neonaziste sono i Rams korps, Squadraccia e Avanguardia.
La mappa delle 'curve nere' in Lombardia non si ferma però al capoluogo, ma anzi si allarga all'intera regione. Skin88 frequentano - o hanno frequentato - le curve del Varese tra i Boys; a Como con la Estrema fazione; a Lecco nei Mods.
PRESENZA IN PIEMONTE ED EMILIA. C'è fermento xenofobo pure nelle curve dello Juventus Stadium, dove presenze di Skin88 si annoverano tra gli ex Fighters, che dal 2005 hanno cambiato denominazione in Tradizione bianconera e antichi valori e tra Drughi e Viking.
Nella tifoseria del Torino gruppi che ospitano frange neonaziste sono i Granata korps e Viking.
In Piemonte gruppi hooligan di destra si registrano anche a Vercelli (nonostante lo scioglimento delle Weiss brigaden), a Casale (con i Boys88), e nella curva Nord dei supporter dell'Alessandria.
Anche negli stadi dell'Emilia Romagna, regione per eccellenza vicina alla sinistra, si registrano fermenti d'estrema destra con la Weisschwarz brigaden, gruppo ultrà storico di Cesena, e tra i Viking e gli Skinhead a Piacenza.

La Lazio è la roccaforte del Centro Italia

Uno striscione apparso nella curva della Roma durante la partita contro il Livorno del 30 gennaio 2006.

Nell'Italia Centrale, a eccezione delle curve di Arezzo e Ascoli, lo zoccolo duro dei naziskin è concentrato nelle curve dell'Olimpico di Roma.
Nella Capitale l'estrema destra è sempre egemone nella curva laziale, nel gruppo Ultras Lazio curva Nord che racchiude esponenti noti nell'ambiente skinhead ex Irrducibili, ex Viking, ex Banda de' noantri, tutti gruppi sciolti in seguito a problemi interni, diffide o arresti dei leader.
FRANGE ANCHE TRA I ROMANISTI. Tra i Boys si annida invece il 'cuore nero' degli ultrà della Roma. In numerosi casi gli autori di aggressioni xenofobe e politiche avvenute nella Capitale sono risultati membri di questo gruppo.
Nel resto del Lazio falangi skin si registrano nelle tifoserie di Latina, Formia, Frosinone e Sora.
In Abruzzo invece sono Chieti e Pescara le realtà dove è maggiore il numero di neonazisti nelle rispettive curve.
SOLO LA CAMPANIA È IMMUNE. Tra le regioni dell'Italia Meridionale, la Campania è pressoché immune dal fenomeno, mentre in Puglia fioriscono gruppi e gruppuscoli con la presenza di Skin88: dagli Arditi del Bari, all'ex Regime rossonero del Foggia, dalla Azione diretta del Taranto, ai Kaotici del Lecce.
Impregnate di neonazisti anche le curve di Monopoli, Barletta, Trani.
In Basilicata e Calabria i neonazisti sono presenti nelle curve del Matera e del Potenza, ma sopratutto del Lamezia Terme e del Catanzaro.
PURE IN SICILIA E SARDEGNA. A Palermo gli Skinhead hanno il loro alter ego in curva con esponenti che hanno legato la loro presenze a gruppi come Teste rasate, Warriors e Legione.
L'estrema destra fa sentire il proprio peso anche nelle curve di Messina e Siracusa, Gela e Acireale.
In Sardegna gli ex Furiosi del Cagliari hanno rappresentato il gruppo ultrà più schierato su posizioni neonaziste, mentre una frangia minoritaria attualmente è presente nella curva dell'Olbia.

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