Mondiale 2014 Brasile, gli stadi: l'Arena Pantanal di Cuiabá

Ha preso il posto del Josè Fragelli. Ed è costato 173 milioni di euro.

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Il «Cancello meridionale dell'Amazzonia», così viene chiamata la capitale del Mato Grosso Cuiabá, ha uno stadio mondiale. È l'Arena Pantanal, una struttura multi-funzionale che ha preso il posto del vecchio stadio Josè Fragelli (da tutti chiamato «Verdao»), demolito nel 2010.
NUOVA VITA DOPO IL CALCIO. Dopo il torneo iridato è previsto ospiti le partite casalinghe del club locale Mixto Esporte, che però non raduna più di qualche migliaio di spettatori a match. Quindi c'è già chi propone di riciclare questo impianto per altri sport come il football americano, che da queste parti ha molti appassionati, o le varie arti marziali, come Ufc, Mma e 'Ultimate Fighting', per le quali i brasiliani vanno matti.
OPERA COSTATA 173 MILIONI. L'Arena Pantanal è costata una cifra pari a circa 173 milioni di euro, e ha in occasione del Mondiale, di cui ospita quattro partite, una capacità di 42.968 posti. Ma al termine del torneo 15 mila seggiolini si prevede siano rimossi smantellando le tribune superiori delle due curve, e quindi la capienza deve essere ridotta a 28 mila posti.
COLPITO DA INCENDIO NEL 2013. Lo stadio è stato progettato dallo studio di architettura Gcp Arquitetos che ha puntato su un impianto che si potesse ben inserire nel contesto urbano della città, visto che l'Arena si trova a due chilometri dal centro cittadino, sviluppando un progetto ecocompatibile.
Tutto ha rischiato di andare in fumo per un vasto incendio sviluppatosi nel 2013, che non ha provocato feriti, ma ha danneggiato le strutture in costruzione. Poi però accurate verifiche ordinate dalla magistratura ordinaria hanno escluso l'assenza di rischi, e i lavori sono ripresi.
LE PROTESTE DEGLI ABITANTI. Problemi ci sono stati anche per gli abitanti contrari alla costruzione del nuovo stadio: a ottobre 2013, in occasione di una visita in città del segretario della Fifa Jerome Valcke, c'è stata una manifestazione di protesta che ha radunato tanta gente: molti avevano cartelli con scritte come «Coppa per chi?» e «Meno Mondiale e più istruzione».
Come dire che a Cuiabá il Mondiale 2014, almeno per ora, non è stato accolto troppo bene.

22 Maggio Mag 2014 1600 22 maggio 2014
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