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Mondiale 2014 in Brasile: tutte le ombre dell'organizzazione

Le grane della Coppa del mondo.

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Brasile: la manifestazione si è svolta a San Paolo, città che ospiterà il primo match del Mondiale.

Sprechi, ritardi e proteste. In Brasile la grande festa del Mondiale di calcio 2014 rischia di trasformarsi in un caos.
A meno di un mese dall'inizio del torneo, nel Paese si respira tutt’altro che euforia. Nonostante le continue dichiarazioni di facciata della presidente Dilma Rousseff e della Fifa sulla buona riuscita dell’evento, infati, la delusione tra i brasiliani è palpabile. E le ragioni sono molteplici.
DALLE PROTESTE AGLI SPRECHI. Il motivo? Oltre ai ritardi clamorosi nelle infrastrutture e ai costi lievitati ben oltre le previsioni iniziali, come se non bastasse nelle ultime settimane è riapparsa l’ombra delle proteste di piazza che promettono di scuotere nuovamente il Brasile come accaduto nel 2013 in occasione della Confederations cup. E venerdì 23 maggio 5 mila senzatetto sono scesi nelle strade di San Paolo. Inoltre i sindacati di polizia hanno minacciato di incrociare le braccia se non dovessero arrivare i tanti attesi aumenti di stipendi.
A FAVORE MENO DEL 50%. Insomma, il Mondiale 2014, atteso come una grande festa calcistica, per di più celebrata nel Paese del futebol, rischia adesso di trasformarsi in un incubo.
A confermarlo è poi un recente sondaggio firmato dall'istituto Datafolha che ha dimostrato come appena il 36% dei brasiliani è convinto che l’evento possa portare benefici al sistema Paese. E solo il 48% degli intervistati s'è dichiarato a favore del torneo, contro il 79% registrato a novembre 2008 a un anno dall'assegnazione del Mondiale da parte della Fifa.

1. Costi quasi triplicati: prevista una spesa di 8 miliardi di euro

Il Mondiale 2014 potrebbe costare al brasile circa 8 miliardi di euro (©GettyImages).

Quanto costi davvero il Mondiale di calcio 2014 non è chiaro. Di certo c'è che, alla fine, il conto è destinato a essere molto salato, più di quanto prevedessero le stime iniziali.
Secondo gli ultimi dati del governo che risalgono a settembre 2013, l'evento costerà complessivamente 25,6 miliardi di reais, circa 8 miliardi di euro. E la fetta più grande è destinata alla costruzione di stadi, aeroporti e infrastrutture di mobilità urbana.
NEL 2010 STANZIATI 3 MLD. Peccato però che nel 2010 le prime stime prevedevano una spesa di meno di 3 miliardi di euro.
Inoltre, se l'ex presidente Lula aveva dichiarato che sarebbe stata «la Coppa dell’iniziativa privata», le cose sono poi cambiate: la gran parte dei soldi è arrivata dal pubblico e così i costi sono esplosi.
Per esempio, la ristrutturazione del Maracanã, a Rio de Janeiro, è salita del 75% e ha superato i 400 milioni di euro. Mentre a Brasilia, giusto per citare i casi più eclatanti, le opere di rifacimento dello stadio Mané Garrincha sono lievitate del 130%, fino a oltre 600 milioni di euro.

2. I ritardi dei lavori: stadi ancora incompleti a meno di un mese dal via

Un operai al lavoro in uno degli stadi della Coppa del mondo 2014 (©GettyImages).

Nonostante i costi esplosi per il Mondiale di calcio 2014, i lavori per l'evento sono proceduti a rilento.
A San Paolo, Curitiba e Cuiabá, tre delle città-sede del torneo, è una corsa disperata contro il tempo per portare a termine i lavori negli stadi. Alla faccia della promessa del governo brasiliano che prevedeva di terminare costruzioni e ristrutturazioni addirittura entro dicembre 2013.
All’Itaqueirão di San Paolo, gli operai stanno posizionando gli ultimi seggiolini, ma mancano ancora i grandi schermi e i box del settore distinti non sono ancora finiti. All’Arena Pantanal di Cuiabá si lavora spediti per terminare le gradinate. All’Arena da Baixada di Curitiba, ci sono da completare ancora le ultime rifiniture.
88 OPERE MAI REALIZZATE. Sul fronte mobilità urbana, la situazione avanza con il freno a mano tirato.
Un’inchiesta pubblicata dal quotidiano Folha de S. Paulo ha mostrato che delle 167 opere annunciate dal governo, solo 68 sono pronte, 11 sono state abbandonate e ben 88 sono destinate a essere portate a termine solo dopo il Mondiale.

3. Finora nove operai sono morti per la costruzione delle infrastrutture

Finora sono morti nove operai nella costruzione delle infrastrutture per il Mondiale 2014 (©GettyImages).

Tra le piaghe del Mondiale 2014 ci sono poi le vittime dei cantieri. Dall'inizio dei lavori sono nove gli operai morti per preparare stadi e infrastrutture del torneo di calcio.
L’ultimo in ordine cronologico è Muhammed Ali Maciel, folgorato a inizio maggio da una scarica elettrica mentre lavorava all'impianto di Cuiabá.
Gli altri incidenti sono avvenuti a Manaus, città in cui l’Italia deve affrontare l’Inghilterra nella prima partita del girone, San Paolo e Porto Alegre.

4. Il governo ha investito l'1% del Pil e rischia un ritorno dello 0,5%

Il Mondiale 2014 inizia il 12 giugno con Brasile-Croazia (©GettyImages).

Sulla Coppa del mondo di calcio 2014, il ministero dello Sport è ottimista: ha previsto 3,6 milioni di nuovi posti di lavoro e un giro d’affari da 22 miliardi di euro solo per il 2014. Ma altre stime hanno frenato l’entusiasmo, riportando i governanti con i piedi per terra.
L’agenzia di rating Moody's e la società di consulenza Capital Economics hanno infatti calcolato che gli investimenti in aeroporti, trasporto pubblico e infrastrutture sono destinati a incidere appena per lo 0,5% del Prodotto interno lordo.
Poca cosa se si pensa che il Brasile è la sesta economia del Pianeta - la previsione di crescita per il 2014 oscilla tra l'1,8% secondo le stime del Fondo monetario internazionale e il 2,5% del governo - e il governo ha investito circa l'1% del Pil per l'evento. Insomma, il ritorno economico del Mondiale rischia di essere la metà dei soldi spesi per organizzare il torneo.

5. La minaccia delle proteste già viste in occasione della Confederations cup

Una protesta contro la Coppa del mondo 2014 (©GettyImages).

Sullo sfondo del Mondiale 2014, intanto, aleggiano le manifestazioni di piazza. Il rischio di proteste, pacifiche e non, durante le partite è concreto. Movimenti sociali e gruppi di difesa dei diritti umani si stanno riorganizzando per scendere in strada per denunciare l’enorme sperpero di denaro pubblico in un Paese che possiede ancora grosse sacche di povertà, un sistema sanitario che fa acqua da tutte le parti e scuole spesso fatiscenti.
NUOVA PAURA IN PIAZZA. «Da mesi, migliaia di persone di centinaia di comunità in tutto il Brasile vengono sfrattate e rimosse forzatamente dalle loro case per far posto alle infrastrutture. È un Mondiale che beneficerà solo l’elite di questo Paese», spiega a Lettera43.it Luana Xavier, portavoce del Comitê Popular da Copa, uno dei gruppi più attivi nella difesa dei diritti umani.
Con i riflettori del mondo intero puntati addosso, movimenti, studenti e categorie di lavoratori potrebbero approfittarne per occupare le piazze come avvenne nel 2013 durante la Confederations cup.

6. Rousseff si gioca la rielezione: se il Brasile perde, la presidenta rischia grosso

Il presidente brasiliano Dilma Rousseff si gioca la rielezione nelle presidenziali di ottobre (©GettyImages).

Inevitabilmente, l’andamento del Mondiale 2014 è destinato ad avere riflessi anche sulle elezioni presidenziali di ottobre.
Con una vittoria della Seleção, c’è da scommettere che tutto il resto passerà in secondo piano. Ma se le cose non dovessero andare per il verso giusto, Rousseff - ancora in testa nei sondaggi, anche se in calo - potrebbe seriamente giocarsi la rielezione.
I suoi avversari - il socialdemocratico Aécio Neves e il socialista Eduardo Campos, sostenuto dall’ex leader dei Verdi Marina Silva - sono ancora staccati, ma una vittoria della Rousseff al primo turno appare improbabile.
Inoltre la campagna elettorale, così come il Mondiale, è ancora tutta da giocare. E una eventuale sconfitta della Seleção, sommata a un malcontento popolare sempre più evidente, potrebbero rivelarsi un mix fatale per Dilma.
Oggi in Brasile nessuno fa il tifo per Neymar & Co. più di quanto faccia la presidenta.

23 Maggio Mag 2014 1400 23 maggio 2014
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