Paralimpiadi Rio 2016, le stelle dell'Italia

Dagli sprint di Martina Caironi alle stoccate di Bebe Vio. Passando per Zanardi. Quindici italiani da oro. Tra veterani ed esordienti. Breve storia della manifestazione.

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A 16 giorni dalla cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici, il Maracanã di Rio de Janeiro si veste di nuovo a festa per l'inaugurazione delle Paralimpiadi (dirette e differite su RaiSport1).
Dal 7 al 18 settembre, il fuoco di Olimpia torna a bruciare sulla metropoli Carioca, pronta ad accogliere 4.022 atleti.
Tra questi anche 102 italiani con un obiettivo: migliorare il bottino di 28 medaglie conquistato a Londra 2012.
Andiamo a conoscere alcuni tra i più attesi (leggi: breve storia delle Paralimpiadi).

Martina Caironi (atletica)

Martina Caironi, campionessa paralimpica e mondiale dei 100 metri T42 (©Getty).

La donna che porta la bandiera tricolore nella cerimonia d'apertura dei Giochi è la più veloce del mondo tra quelle amputate sopra il ginocchio.
Martina Caironi ha perso la gamba sinistra in un incidente in motorino, nel 2007, quando aveva solo 18 anni. Al suo posto, ora usa una serie di protesi: c'è 'Berta' che porta a passeggio e a ballare, e 'Cheeta', con cui corre.
ORO A LONDRA 2012. A Londra 2012, la sprinter di Alzano Lombardo è stata oro nei 100 metri categoria T42 volando per la prima volta sotto i 16 secondi.
Campionessa del mondo in carica dei 100, primatista mondiale nei 100 e nei 200, prima donna al mondo a scendere sotto i 15 secondi (14''61) nella gara più breve.
Finale 100 metri T42: 18 settembre, ore 00.52.

Assunta Legnante (atletica)

Assunta Legnante, oro alle Paralimpiadi di Londra nel getto del peso (©Getty).


Se cercate il record italiano nel getto del peso femminile, trovate ancora il suo nome.
Prima di diventare la più forte lanciatrice paralimpica del mondo, Assunta Legnante è stata un'atleta ad altissimo livello tra i normodotati, campionessa europea indoor nel 2007.
IL RITIRO NEL 2009. Nel 2009, a causa dell'aggravarsi del glaucoma che la accompagna fin dalla nascita, si ritirò dalle competizioni, ma solo per tornare tre anni più tardi, tra i paralimpici, nella categoria F11-12, riservata agli atleti ciechi o gravemente ipovedenti. Oro a Londra 2012 e detentrice di uno straordinario record del mondo a quota 17,32 nel peso, negli anni è cresciuta anche nel disco, arrivando a realizzare il primato europeo e conquistare il titolo continentale. In gara, sopra gli occhi, indossa la maschera di Diabolik.
Finale getto del peso F12: 14 settembre, ore 15.15.

Alvise De Vidi (atletica)

Alvise De Vidi ha vinto 6 ori, 3 argenti e 3 bronzi in cinque Paralimpiadi (©Getty).

Atleta veneto classe 1966, è un veterano delle Paralimpiadi.
Da quasi 30 anni conquista medaglie su medaglie in ogni competizione a cui partecipa, dai Mondiali fino ai Giochi.
Tetraplegico da quando aveva soli 17 anni, a causa di un tuffo in mare, non si è arreso al suo destino e ha cominciato la sua carriera sportiva nel 1986 a Padova, dove ha deciso di sfidare l'acqua e dedicarsi al nuoto.
SUBITO AL TOP. In questa disciplina ha raggiunto subito il top conquistando l'oro a Seul 1988.
Eclettico e versatile, ha deciso di dedicarsi con tutte le sue forze all'atletica (le sue gare sono i 100 metri, i 200, i 400, gli 800, i 1500 e la maratona) dove ha fatto incetta di medaglie: 26 in totale, di cui 9 ori, compreso quello ad Atene nel 2004 nella maratona, forse uno dei punti più alti della sua carriera.
Premiato nel 2001 dal Coni come uno dei 12 migliori atleti italiani del Novecento, a quasi 50 anni De Vidi non si ferma, e a Rio si prepara a competere con gli atleti più forti del mondo.
Finale 100 metri T 51; 13 settembre, ore 15.36.
Finale 400 metri T51, 17 settembre, ore 15.54.

Giusy Versace (atletica)

Giusy Versace è alla sua prima Paralimpiade.

Cognome altisonante e grinta da vendere. Giusy Versace sogna il podio a Rio.
Vittima di un grave incidente stradale nel 2005, all'età di 28 anni ha perso entrambe le gambe, ma è proprio in quel momento che ha iniziato a correre.
CORRE DAL 2010. Nel 2010 si è infilata il suo primo paio di protesi in fibra di carbonio, diventando così la prima atleta donna italiana della storia a gareggiare con doppia amputazione agli arti inferiori. E da allora non si è più fermata.
Dopo aver mancato Londra 2012 per un soffio, con un record sui 100 metri di 15 secondi, Giusy non si è lasciata scoraggiare, battendo il proprio tempo e lasciando il segno anche nei 200, nei 60 indoor e - ancor più clamoroso - scrivendo il nuovo record italiano sui 400 (1'02'). La consacrazione ai Campionati Europei Paralimpici 2016: medaglia d'oro nei 200 (28'07) e bronzo nei 400 (1'05').
Finale 400 metri T44: 12 settembre, ore 23.12.
Finale 200 metri T44: 15 settembre, ore 22.45.
Finale 100 metri T44: 18 settembre, ore 01.31.

Alessandro Zanardi (ciclismo)

Alex Zanardi, due ori e un argento a Londra 2012 nell'handbike (©Getty).

Dategli un motore o un paio di pedali da spingere con le mani e lo vedrete sorridere.
Cosa che, per la verità, gli riesce bene sempre.
E che non ha mai smesso di fare, nemmeno dopo quel terribile schianto al Lausitzring costatogli entrambe le gambe.
DALLE AUTO ALL'HANDBIKE. Alex Zanardi non si è perso d'animo. Prima è tornato a correre in auto, poi si è messo in testa di diventare il più forte ciclista paralimpico al mondo.
Da Londra 2012 è tornato con due medaglie d'oro (individuale in linea e a cronometro) e una d'argento (nella staffetta). A Rio arriva da campione del mondo in tutte e tre le gare, e punta al tris di ori.
Alle porte dei 50 anni, e con almeno un paio di vite alle spalle.
Handbike H5 prova a cronometro: 14 settembre, ore 15.
Handbike H4 gara in linea: 15 settembre, ore 19.15.
Handbike staffetta mista: 16 settembre, ore 20.

Francesca Porcellato (ciclismo)

Francesca Porcellato, due ori a Seul (©Getty).

Il ciclismo femminile italiano vede confermata la partecipazione di una colonna del movimento paralimpico: Francesca Porcellato.
Con le sue otto presenze ai Giochi paralimpici, la 'Rossa volante' è un elemento imprescindibile della squadra Azzurra.
Paraplegica da quando, a 18 mesi, fu investita da un camion, ha iniziato a praticare ciclismo nel 2014 ed è stato amore a prima vista.
DIECI MEDAGLIE OLIMPICHE IN 20 ANNI. Da Seul 1988 fino alle Olimpiadi del 2008, ha totalizzato 10 medaglie: due ori a Seul sui 100 metri e nella 4x100; tre argenti (Seul sui 200 metri, Atene sui 100 e 800 metri); cinque bronzi (Seul nella 4x200 e nella 4x400; Barcellona sui 400; a Sydney sui 100; Atene sui 400).
A Vancouver, ai Giochi invernali del 2010, ha preso parte alle gare di sci di fondo, conquistando il primo posto nello sprint. Senza contare Mondiali ed Europei, che aggiungono altre 19 medaglie.
Finale handbike prove cronometrate H3: 14 settembre, ore 16.20.
Finale handbike H3: 15 settembre, ore 17.20.

Vittorio Podestà (ciclismo)

Vittorio Podestà, un argento nella staffetta a Londra 2012 (©Getty).

Appassionato di ciclismo fin da piccolo, Vittorio Podestà ha subito un grave incidente stradale nel 2002 che gli ha fatto perdere l'uso delle gambe.
Un'occasione per ricominciare. Prima con il basket in carrozzina, poi, con maggiore fortuna, nell'handbike. Perché «c'è sempre una strada da dove iniziare».
TREDICI MEDAGLIE IN TUTTO. Dal 2006 nel team della Nazionale italiana paralimpica, Vittorio scala le classifiche, diventando il miglior atleta della categoria.
E le medaglie fioccano: cinque ori, altrettanti argenti e tre bronzi conquistati dal 2007 al 2014.
Finale ciclismo prove cronometrate H3: 14 settembre, ore 15.20.
Finale ciclismo H3: 15 settembre, ore 19:20.

Sara Morganti (equitazione)

Sara Morganti fu quarta nel dressage a Londra 2012 (©Getty).

La regina del paradressage azzurro è senza dubbio Sara Morganti.
Quarantenne toscana, a 19 anni le è stata diagnosticata una sclerosi multipla che nel 1997 ha iniziato a peggiorare: 12 mesi dopo Sara non era più in grado di camminare, ma ha continuato a cavalcare, passione che coltiva da quando ha 13 anni.
ESORDIO NEL 2005. Nel 2005 ha esordito nei Campionati italiani paralimpici di equitazione dove ha vinto un oro e un argento.
L’anno successivo, sempre ai Campionati italiani Paralimpici, ha ottenutodue ori, ma le sue condizioni di salute si sono aggravate ed è stata costretta ad abbandonare lo sport per due anni.
Grazie a un nuovo farmaco e al supporto di Stefano Meoli, suo marito dal 1998, è tornata all'equitazione in sella al cavallo Royal Delight.
ORO MONDIALE NEL 2014. Nel 2014 è arrivato anche l'oro mondiale conquistato a Caen, che le ha permesso di raggiungere il primo posto nel ranking mondiale.
A Londra ha sfiorato il podio chiudendo quarta, a Rio arriva come una delle favorite per la gara Grado IA e potrebbe aiutare molto i suoi compagni nella prova a squadre.
Finale a squadre Grado IA: 12 settembre ore 19.00.
Finale individuale Grado IA: 15 settembre ore 17.45.

Peppiniello di Capua (canottaggio)

Peppiniello Di Capua sarà alle Paralimpiadi come timoniere del 4 con (©Getty).

A fare da padrino al 4 con azzurro di canottaggio, c'è il campione Giuseppe 'Peppiniello' Di Capua.
Il 5 maggio 1996 il timoniere aveva annunciato il suo ritiro dalla competizione, con un medagliere di tutto rispetto: due ori nel 2 con alle Olimpiadi di Los Angeles 84 e Seul 88; un argento a Barcellona 92; altri sette ori, due argenti e un bronzo negli campionati mondiali. Tutti vinti con i fratelli Abbagnale.
RITORNO DOPO 20 ANNI. A 20 anni dall' annuncio, Peppiniello ritorna per dare il suo aiuto agli atleti del pararowing di Rio 2016, interpretando ancora una volta il ruolo da timoniere, l'unico che può essere ricoperto da un atleta senza disabilità.
A condividere la gara con lui ci sono Luca Lunghi, paralizzato al braccio destro fin dalla nascita; Florinda Trombetta, cieca dalla nascita, alla sua seconda prova in una delle competizioni di più alto livello; Tommaso Schettino, che vanta un medagliere con tre ori, otto argenti e un bronzo nel giro di due anni; l'esordiente Valentina Grassi, classe 1989, ipovedente con alle spalle 20 anni di nuoto, passata al canottaggio nel 2012.
Finale 4 con LTAMix: 11 settembre, ore 15.50.

Cecilia Camellini (nuoto)

Cecilia Camellini, quattro medaglie a Londra 2012 (©Getty).

Cecilia Camellini è la star del nuoto paralimpico italiano.
Non vedente dalla nascita, comincia ad allenarsi seriamente nel 2003.
DUE ARGENTI A PECHINO, DUE ORI A LONDRA. Non paga dei due argenti a Pechino 2008 sui 50 metri e 100 stile libero, a Londra 2012 sbaraglia la concorrenza, portando a casa due medaglie d'oro nelle stesse gare, a cui si aggiungono altri due bronzi nei 400 metri sitle libero e nei 100 dorso.
E questo solo nelle Paralimpiadi, perchè se si contano Europei e Mondiali si aggiungono otto medaglie d'oro, altrettante d'argento e tre di bronzo.
Cecilia ha confessato che mentre nuota, si canta nella testa il motivetto del film Alla ricerca di Nemo, «Zitto e nuota».
Finale 100 metri dorso S11: 10 settembre, ore 00.19.
Finale 400 metri stile libero S11: 11 settembre, ore 01.04.
Finale 50 metri stile libero S11: 12 settembre, ore 23.15.
Finale 100 metri stile libero S11: 16 settembre, ore 00.14.

Arjola Trimi (nuoto)

Arjola Trimi, campionessa del mondo dei 50 dorso S4 (©Getty).

Arjola Trimi convive con una tetraparesi spastica degenerativa, e con l'aggravarsi della sua condizione è stata costretta ad abbandonare gli sport che praticava (basket, calcio e atletica leggera) e ha cominciato a darsi al nuoto paralimpico nel 2012.
ESPLOSA DOPO LONDRA. A Londra non c'era, ma dal 2013 ha cominciato a macinare record su record: nel 2015 ha siglato il nuovo primato dei 200 stile libero, mentre l'anno dopo ha registrato il miglior tempo mondiale nei 100 stile libero, migliorando il precedente da lei stessa detenuto.
Esordiente alle Paralimpiadi a Rio, si presenta con un biglietto da visita da urlo: triplete di ori agli Europei in Portogallo nei 50, 100 e 200 stile libero.
Finale 150 metri misti individuale, 12 settembre ore 22.58.
Finale 50 metri dorso S4, 16 settembre 23.30.
Finale 50 metri stile libero S4, 17 settembre ore 23.45.

Federico Morlacchi (nuoto)

Federico Morlacchi, tre bronzi a Londra, a Rio cerca l'oro (©Getty).

A Londra aveva solo 19 anni.
Arrivò da giovane promessa del nuoto italiano, andò via con tre medaglie di bronzo.
Per Federico Morlacchi era solo l'inizio. Nel quadriennio che l'ha portato a Rio, il ragazzo di Luino, nato con una ipoplasia congenita al femore sinistro, ha vinto tutto.
A RIO PER VINCERE. Due ori, quattro argenti e un bronzo ai Mondiali; 10 ori, un argento, un bronzo agli Europei. Nuotando a stile libero, a rana, a delfino e i misti.
Ecco perché a Rio va con l'ambizione di migliorare ulteriormente quello che è stato il risultato della sua prima Paralimpiade.
Finale 400 stile libero S9: 10 settembre, ore 00.41.
Finale 200 misti SM9: 11 settembre, ore 22.45.
Finale 100 stile libero S9: 13 settembre, ore 00.03.
Finale 100 delfino S9: 15 settembre, ore 22.30.

Beatrice Vio (scherma)

Beatrice Vio, campionessa del mondo di fioretto paralimpico (©Getty).

A 19 anni ha già vinto tutto: titoli italiani, europei, mondiali, 11 gare di fila tra il 2014 e il 2016.
Beatrice Vio è sempre stato un grande talento della scherma, anche quando, da bambina, tirava sulle sue gambe e col suo braccio sinistro.
Poi, a fine 2008, qualche mese prima del suo 12esimo compleanno, una meningite acuta l'ha portata a un passo dalla morte, costringendo i medici ad amputarle tutti e quattro gli arti.
UN FIORETTO ATTACCATO AL BRACCIO. Per tornare a tirare di fioretto, Bebe si è seduta su una carrozzina e si è affidata alla creatività del padre e all'esperienza dei tecnici dell'Ars Ortopedica di Budrio, che insieme hanno progettato e costruito l'arma che, adesso, si innesta direttamente sulla parte amputata del suo avambraccio sinistro.
A Londra 2012 è stata tedofora, a Rio va da atleta, per la sua prima Paralimpiade. Un'attesa durata quattro anni, e da cui si aspetta un solo finale: la medaglia d'oro.
Finali fioretto femminile categoria B: 14 settembre, ore 20.

Elisabetta Mijno (tiro con l'arco)

Elisabetta Mijno, argento paralimpico nell'arco a Londra 2012 (©Getty).

Medaglia d'argento a Londra nel 2012, l'arciere 30enne di Moncalieri è paraplegica dall'età di cinque anni, a causa di un incidente stradale.
Nella sua vita si è dedicata con dedizione a due attività diverse, ma che necessitano entrambe di precisione: il tiro con l'arco e la medicina (è chirurgo ortopedico).
ESORDIO NEL 1997. Ha esordito giovanissima nel 1997 nella disciplina del Tiro con l’arco, specializzandosi nell’Arco olimpico Categoria W2.
Ha già due Paralimpiadi alle spalle: Pechino 2008, dove è arrivata nona nella gara di arco individuale, e Londra 2012, dove ha conquistato l'argento. Registrata sul sito ufficale delle Paralimpiadi come Betta, si presenta a Rio in grande forma dopo aver vinto un oro agli Europei di Nottwil del 2014 e un bronzo ai Mondiali di Donaueschingen nel 2015.
Finale Tiro con l'arco misto ricurvo, 11 settembre ore 22.40.
Finale Tiro con l'arco individuale ricurvo, 15 settembre ore 23.30.

Eleonora Sarti (tiro con l'arco)

Eleonora Sarti detiene il record del mondo nell'arco compound (©Getty).

Trentenne come la collega Elisabetta Mijno, Eleonora Sarti, nata a Cattolica, condivide con l'aleta piemontese anche la poliedricità e la tenacia: nonostante la malformazione congenita alla mano destra, alla gamba sinistra e ai piedi, ha praticato sport fin da molto piccola.
Ha cominciato a tre anni con il nuoto, poi è passata alla pallavolo, alla vela e, infine, al basket in carrozzina, partecipando agli Europei a Francoforte nel 2013. Consigliata dalla fisioterapista Chiara Barbi, la stessa della Nazionale di Tiro con l'arco, dal 2012 si è dedicata a questo sport con risultati stupefacenti.
BRONZO MONDIALE TRA I NORMODOTATI. Campionessa mondiale nel 2015, l'anno dopo ha realizzato il suo sogno, venendo convocata nella nazionale dei normodotati ai Mondiali Indoor di Ankara, dove ha vinto uno storico bronzo.
Il 4 giugno 2016 è un'altra data da ricordare: ai campionati italiani Eleonora ha stabilito il nuovo record del mondo sulle 72 frecce con 695 punti. Sarà oro a Rio?
Finale Tiro con l'arco misto compound, 12 settembre ore 22.30.
Finale Tiro con l'arco individuale compound, 16 settembre ore 17.30.

* Hanno collaborato Matteo Bruzzese e Andrea Danneo.

7 Settembre Set 2016 0946 07 settembre 2016
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