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26 Gennaio Gen 2018 2045 26 gennaio 2018

Serie A, diritti tivù nel caos: tutto rinviato

Sky rilancia per contrastare gli spagnoli di Mediapro, che hanno offerto 950 milioni. I club si sono presi cinque giorni di tempo per decidere.

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Tutto rinviato per i diritti tivù della Serie A 2019-2021, dopo il fallimento dell'asta e la conclusione delle trattative private con i broadcaster. Sky ha consegnato una lettera in Lega, in cui si dice pronta a comprare tutti i pacchetti per poi eventualmnente redistribuirli. La mossa serve ad arginare gli spagnoli di Mediapro, pronti a mettere sul piatto 950 milioni di euro (leggi anche: Calcio, il pressing di Cairo sulla pubblicità di LegaChannel).

LA CONTROPROPOSTA DI SKY. Nella lettera Sky si impegna a sublicenziare in esclusiva a terzi almeno una porzione dei diritti in questione, offrendo i propri canali con la Serie A a tutte le piattaforme che ne facciano richiesta, in maniera equa e non discriminatoria. A condizione, però, di poter utilizzare i diritti anche direttamente per i propri clienti su tutte le piattaforme. Il rilancio è arrivato dopo l'apertura della busta di Mediapro, intermediario indipendente spagnolo. L'offerta complessiva, piuttosto allettante, sarebbe di 950 milioni di euro più royalties.

I CLUB PRENDONO TEMPO. I 20 club della Serie A si sono quindi dati cinque giorni di tempo per decidere se accettare l'offerta pervenuta da Mediapro, oppure se tentare la via di un terzo bando. L'offerta spagnola «è legata al progetto di realizzare un canale in partnership con la Lega da offrire su ogni piattaforma possibile», ha chiarito l'ad di Infront, Luigi De Siervo, advisor esclusivo della Lega. Si lavorerà comunque a un piano alternativo: «Non voltiamo le spalle agli operatori, l'obiettivo è portare alla prossima assemblea la massima offerta degli spagnoli e un modello di vendita per prodotto, singole partite in esclusiva», ha aggiunto De Siervo.

TAVECCHIO SODDISFATTO. Intanto Carlo Tavecchio, commissario della Lega Serie A prossimo alla scadenza, ha commentato soddisfatto: «Siamo partiti da 760 e siamo già a 950 milioni. E credo si arriverà al miliardo. Più i 400 milioni dei diritti internazionali e la Coppa Italia. Credo sia stato fatto un ottimo lavoro a livello commissariale».

NULLA DI FATTO ANCHE PER LA GOVERNANCE. L'assemblea della Lega Serie A aveva all'ordine del giorno anche la scelta della nuova governance. Ma anche qui la riunione ha avuto esito negativo. Non sono stati infatti eletti i nove organi dirigenziali, dal presidente all’ad, sino ai consiglieri di Lega. I due gruppi rivali, i riformisti e i lotitiani, si sono incontrati a parte. Ma al momento non è stato possibile raggiungere il quorum di 14 voti. E lunedì scade il commissariamento di Tavecchio. Se la Lega non risolverà il problema della governance e dello statuto nei successivi 30 giorni, il Coni commissarierà la Figc.

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