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14 Maggio Mag 2018 2058 14 maggio 2018

Nazionale, Roberto Mancini ha firmato: è il nuovo ct azzurro

L'ex di Inter e Zenit sarà il nuovo allenatore dell'Italia. Il tecnico, che ha firmato il nuovo contratto con la Figc, verrà presentato il 15 maggio.

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Adesso è ufficiale. Roberto Mancini ha firmato il contratto con la Federcalcio ed è il nuovo commissario tecnico della Nazionale. Sarà presentato il 15 maggio, quando terrà la sua prima conferenza stampa. Mancini ha vinto tanto da giocatore con la Sampdoria e la Lazio, ha trionfato sulle panchine di Inter e City, ma in azzurro non è stato fortunato. Torna in Nazionale 24 anni dopo l'ultima partita, giocata sotto la gestione di Arrigo Sacchi, e lo fa dalla porta principale.

GENIO E SREGOLATEZZA. Genio e sregolatezza, tecnico e sopraffino, Mancini ha fatto innamorare di sé milioni di tifosi che ancora ricordano un diabolico colpo di tacco, spalle alla porta, che ammutolì il Tardini di Parma il 17 gennaio 1999. Oggi come allora, il cammino azzurro di Roberto Mancini inizia sulle orme di un fallimento: è il 1984 e l'Italia paga la mancata qualificazione all'Europeo in Francia. Il blucerchiato è già una bella promessa, fa fuoco e fiamme insieme a Gianluca Vialli, ha 20 anni e una carriera spalancata davanti.

L'INCIDENTE CON BEARZOT. Enzo Bearzot, non uno qualsiasi, se ne accorge e lo convoca per un'amichevole contro il Canada. Una chance che il giovanotto di Jesi si gioca malissimo, 'beccato' a rientrare in albergo a New York a notte fonda: «Per me l'avventura in Nazionale finì quel giorno», ha raccontato poi con un pizzico di amarezza il giocatore, che in Nazionale ha collezionato soltanto 36 presenze (con quattro reti). Il talento non basta e spesso le bizze hanno la meglio sulle indubbie qualità tecniche. Azeglio Vicini prima e Arrigo Sacchi poi gli offrono altre chance, bruciate nel Mondiale 1990 in casa (convocato ma mai sceso in campo) e 1994 (non convocato).

A 16 ANNI L'ESORDIO IN SERIE A. Che Mancini fosse un predestinato lo aveva capito già il Bologna, che lo fece esordire in Serie A a 16 anni, come solo i fuoriclasse. Dopo i nove gol segnati nel suo primo campionato, con una grande intuizione del presidente Paolo Mantovani, nel 1982 si trasferisce alla Sampdoria, dove resterà fino al 1997 firmando una delle pagine più belle del calcio (lo scudetto 1991, quattro Coppe Italia e una Coppa delle Coppe, e la sfortunata finale di Champions 1991-1992, vinta 1-0 dal Barcellona). Nel 1997 passa alla Lazio dove vince lo scudetto nel 1999-2000, l'ultima edizione della Coppa delle Coppe (1999) e una Supercoppa europea battendo i Campioni d'Europa del Manchester United, oltre a due Coppe Italia e una Supercoppa di Lega (1998). Chiude la carriera al Leicester City, prima di dedicarsi alla carriera di allenatore che inizia nel 2000 come vice di Sven Göran Eriksson alla Lazio.

GLI SCUDETTI DA ALLENATORE DELL'INTER. Nel 2001, a stagione in corso, viene ingaggiato dalla Fiorentina con cui vince subito la Coppa Italia. Nella stagione successiva, dopo 17 partite, lascia la squadra viola dopo che cinque tifosi viola lo minacciano per scarso impegno, che poi retrocede e fallisce. Dopo una stagione alla Lazio, nell'estate 2004 Mancini approda all'Inter conquistando subito la Coppa Italia e lo scudetto d'ufficio in seguito alle vicende di 'calciopoli'. Il 22 aprile 2007, battendo il Siena per 2-1, Mancini conquista il suo primo scudetto da allenatore sul campo, bissato l'anno successivo.

L'AVVENTURA ALLO ZENIT. Il fallimento Champions porta però alle dimissioni e alla scelta dell'estero, il City prima, con lo scudetto batticuore vinto all'extra time nel 2012 (oltre a una FA Cup e una Community Shield) e il Galatasaray dopo, con il quale archivia però una stagione con poche luci (una Coppa di Turchia) e molte ombre. Il ritorno all'Inter, per sostituire l'esonerato Walter Mazzarri, si rivela una scelta sbagliata che lo spingono un anno e mezzo dopo a volare in Russia, per guidare il ricchissimo Zenit che lascia dopo un anno (e un 5/o posto in classifica) per tornare in Italia e guidare la nazionale, un amore fino ad oggi mai sbocciato ma rimasto sempre nel cuore di 'Mancio'.

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