Mondiali Di Russia 2018
Mondiali di Russia 2018
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6 Giugno Giu 2018 1500 06 giugno 2018

Mondiali 2018, Lettera43.it tifa Argentina

La redazione ha scelto l'Albiceleste (6 voti) per provare a rimpiazzare l'Italia in Russia. Ma vanno forte anche Perù, Iran, Islanda, Senegal e Spagna, a tre preferenze. Snobbato il Brasile. Il responso dell'urna.

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Abbiamo ceduto al fascino dell'Albiceleste. Le redazioni di Lettera43.it, LetteraDonna.it, Undici, Studio e l'amministrazione del gruppo News 3.0 si sono espresse adottando la nazionale dell'Argentina per dare un senso a questo Mondiale che senza l'Italia un senso non ce l'ha. Una votazione in pieno stile elettorale, con urna e segreto (di Pulcinella) sulle preferenze. Non si tratta di pronostico, ma soltanto di scelta di fede.

TRA EMIGRAZIONE E MESSI. Tiferemo la Selección - a cui sono bastati 6 voti per arrivare al primo posto - per svariati motivi. Vuoi perché ci gioca Lionel Messi, il calciatore più forte del Pianeta all'ultima chiamata per dimostrare di esserlo anche con la sua nazionale, vuoi perché Buenos Aires è meta di emigrazione italiana da oltre un secolo. E provando un mix di pelle d'oca e brividi lungo la schiena mentre guardavamo questo spot, abbiamo capito che dopotutto si trattava della scelta giusta.

Sono un po' come noi gli argentini, l'hanno dimostrato soffrendo da matti e qualificandosi al Mondiale per il rotto della cuffia (almeno loro ce l'hanno fatta), non partono favoriti ma possono contare su un Luna park in attacco che permette di lasciare a casa il capocannoniere della nostra vituperata Serie A, Mauro Icardi.

UN OMAGGIO NERAZZURRO. E siamo molto sensibili al tema Inter, visto che qualcuno ha votato Argentina per esplicito “omaggio agli eroi” del Triplete nerazzurro 2010 (ma non ricordiamogli che Cambiasso è vice allenatore della Colombia per non creare scompensi interiori).

Tifosi del Perù con un vessillo per Guerrero. (Getty)

Esaurito il tributo alla nostra nuova nazionale del cuore, c'è da segnalare un affollatissimo secondo posto, dove sono accampate cinque selezioni che più diverse tra loro non potrebbero essere, tutte a quota 3 preferenze.

SENEGAL SORPRESA AFRICANA. Si tratta di Iran - per osmosi dopo i tanti approfondimenti su Medio Oriente e accordo nucleare -, Islanda - la mascotte un po' troppo inflazionata sin dai tempi dell'Europeo 2016 grazie anche alla simpatica coreografia del "geyser sound" tra tifosi e giocatori -, Senegal - perché una sorpresa africana c'è sempre, dài -, Spagna - qui fatichiamo a capire visto che ha un pesantissimo concorso di colpa nella nostra inconsolabile infelicità, ma tant'è - e Perù, che merita una menzione particolare.

PERÙ CON BOMBER GUERRERO. Ci siamo “gasati” col video promozionale che carica un intero Paese sulla scia di quello dei minatori cileni del 2014, ci hanno estratto in un girone abbordabile (con Francia, Danimarca e Australia) e abbiamo appena recuperato bomber Guerrero, riabilitato dalla Corte svizzera dopo il caso di positività alla cocaina: ci si crede, popolo peruviano.

A quota due voti Portogallo (il glamour di Cristiano Ronaldo colpisce sempre), Francia - sì, con quelli non convocati da Deschamps potevamo assemblare noi una squadretta al volo che la Svezia l'avrebbe battuta al maledetto playoff -, Inghilterra - non vince nulla dal Mondiale 1966 e non ci suscita particolare invidia - ed Egitto - ma con poco Salah c'è meno gusto.

BRASILE TROPPO SCONTATO. Una menzione a testa per Russia, Arabia Saudita, Svizzera, Belgio (ce lo chiede l'Europa), Messico (The Donald alza pure quel muro ma al Mondiale ci siamo noi), Giappone, Australia, Croazia e Germania (sì, non abbiamo complessi da spread però non ditelo a Salvini e Di Maio). Il favorito e gia Pentacampeão Brasile del Joga bonito è rimasto inchiodato a zero: troppo banale per essere preso in considerazione.

CON LA POLITICA ANDÒ MALE. Chiusura doverosa. Amici argentini, avevamo fatto lo stesso giochino redazionale con le elezioni politiche del 4 marzo 2018. Stravinse la lista +Europa di Emma Bonino. Sappiamo come è andata a finire nel mondo reale. Un grosso in bocca al lupo, caro Messi.

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