Figc: Ventura non è più ct dell'Italia
19 Giugno Giu 2018 1000 19 giugno 2018

Ventura, l'ultima difesa dell'ex ct che non chiede mai scusa

Il responsabile principale della mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale alla Gazzetta: «Delegittimato dal sistema. Ho sbagliato a non adarmene». Ma non fa parola degli errori commessi.

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Torna a parlare Gian Piero Ventura. Lo fa all'indomani del primo match al Mondiale della Svezia che ha estromesso gli Azzurri scrivendo la pagina più nera del calcio italiano dal 1958. E ancora una volta lo fa senza un accenno di scuse per gli errori che hanno aperto la strada alla clamorosa figuraccia della Nazionale.

«IN RUSSIA AVREMMO FATTO BENE». «Avevo ereditato l’Italia più anziana degli ultimi 50 anni e la stavo svecchiando con l’inserimento massiccio di giovani», ha detto Ventura alla Gazzetta dello Sport, «ho fatto esordire 14 giocatori nuovi. Se ci fossimo qualificati questi giovani sarebbero stati inseriti nella lista per il Mondiale dove continuo a credere che l’Italia avrebbe fatto bene. Russia 2018 doveva essere il trampolino di lancio per essere poi tra i favoriti all’Europeo 2020».

«DOPO LA SPAGNA UN DELITTO PREMEDITATO». Poi, secondo l'ex commissario tecnico, qualcosa è andato storto: «Tutto aveva un senso e ha funzionato fino alla gara con la Spagna. Siamo arrivati a quella partita reduci da sette vittorie e due pareggi e forti dell’appoggio dei tifosi. Dopo quella gara è partita invece una demolizione senza precedenti, un delitto premeditato mai visto».

«IO L'UNICO COLPEVOLE DI TUTTI I MALI». A quel punto parte l'affondo di Ventura, all'indirizzo di un destinatario a dire il vero sconosciuto. «Dopo quella sconfitta è iniziata una delegittimazione continua: sono diventato l’unico colpevole di tutti i mali. La Federazione spettatrice, la squadra salvata: tutta colpa di Ventura. Ventura ha preso il palo, Ventura ha sbagliato il gol, Ventura ha fatto uscire l’Italia dal Mondiale, Ventura ha fatto commissariare la Figc... Fino alla Spagna io ho fatto l’allenatore della Nazionale, dopo ho fatto il punching balll».

«AVREI DOVUTO DIMETTERMI». «Dovevo dimettermi», dice ora Ventura, che spiega di essere rimasto sulla panchina della Nazionale «per passione, per affetto, per presunzione, non lo so bene neanche io». L'ex ct non lesina chiarimenti, a dire il vero poco convincenti, sulla mancata convocazione di Balotelli («Avrebbe fatto parte dell’Italia che avevo in testa per i Mondiali») e sulla rinuncia all'utilizzo di Insigne, ma non fa parola delle scelte incomprensibili nel match di ritorno del playoff costato agli Azzurri la mancata qualificazione a Russia 2018.

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