Ozil Erdogan
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28 Giugno Giu 2018 1702 28 giugno 2018

Germania, l'uscita dal Mondiale ridà fiato agli xenofobi

Alternative für Deutschland chiede una Nazionale «davvero tedesca». Prendendo di mira le origini turche di Özil e Gündoğan. E il feeling con Erdogan. Ignorando che la rinascita del movimento passa dal melting pot.

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Nel 2014 il trionfo della Germania era stato anche il trionfo dell'integrazione. Quattro anni più tardi la disfatta della Mannschaft diventa il pretesto per l'apertura di una nuova questione razziale attorno alla spedizione guidata da Joachim Löw. Ad alimentarla i politici di Alternative für Deutschland, partito tedesco di ultradestra che alle ultime elezioni ha conquistato molti seggi nel Bundestag.

«SENZA ÖZIL AVREMMO VINTO». «Ai prossimi Mondiali di nuovo una squadra veramente tedesca», ha invocato via Twitter l'assessore berlinese Jessica Biessman. «Senza Özil avremmo vinto», ha twittato il deputato Jens Maier, aggiungendo la foto del numero 10 e la didascalia «Contento, mio presidente?»

LE SCUSE DOPO LO SCATTO CON ERDOGAN. Il riferimento di Maier è alla polemica scoppiata un mese fa in seguito a uno scatto che ritraeva i due giocatori della nazionale di calcio tedesca di origine turca, lo stesso Özil e İlkay Gündoğan, sorridenti al fianco del presidente turco, Recep Tayyp Erdogan. I due giocatori erano stati accusati, in quell'occasione, di essersi lasciati strumentalizzare dal presidente turco e avevavo dovuto scusarsi pubblicamente. Il portavoce del partito tedesco di estrema destra Afd, Christian Lueth, subito dopo l'eliminazione aveva scritto sempre su Twitter: «Özil può essere contento, tanti auguri a Erdogan».

IL TRIONFO DEL 2014 FIGLIO DELL'INTEGRAZIONE. Dimentica forse Alternative für Deutschland che nel 2014, tra i pilastri della Germania campione del mondo c'erano, oltre a Özil, Sami Kedhira, figlio di padre tunisino, Jerome Boateng, per metà di sangue ghanese e i 'polacchi' Miroslav Klose e Lukas Podolski. I primi tre presenti anche nella disastrosa campagna di Russia, assieme ad Antonio Rüdiger, difensore ex Roma di madre sierraleonese. In quell'occasione, proprio la Germania era stata additatata a più riprese come un modello di integrazione perfettamente riuscito e foriero di risultati sul campo. Un modello che Afd, fondato appena un anno prima del trionfo brasiliano, ha preferito ignorare volutamente.

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