Froome in trionfo a Roma, vince Giro 101
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2 Luglio Lug 2018 1423 02 luglio 2018

Antidoping, Froome assolto

Il valore corretto del salbutamolo del ciclista non era 2000 ma 1190 ng/ml, il 19 per cento in più e non il doppio. A questo punto Froome può correre il Tour e la vittoria al Giro d’Italia è salva.

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Il ciclista Chris Froome è stato scagionato dalle accuse di doping dal tribunale antidoping dell'Unione ciclistica internazionale. Lo rende noto il sito del Team Sky per il quale gareggia il campione britannico. «Non ho mai dubitato - ha dichiarato Froome - che questo caso sarebbe stato archiviato per il semplice motivo che sapevo di non aver fatto nulla di male». Froome era finito sotto inchiesta per l'uso di salbutamolo, un medicinale per l'asma, utilizzato durante la Vuelta del 2017.

10 MESI DI BATTAGLIA CON L'ANTIDOPING. Il valore corretto del salbutamolo di Froome non era 2000 ma 1190 ng/ml, il 19 per cento in più e non il doppio. Davanti al tribunale antidoping dell’Uci (la federazione mondiale), dopo quasi dieci mesi di battaglia, tra perizie scientifiche e pareri legali, la Wada (agenzia mondiale antidoping) riconosce che il britannico non deve essere punito.

LA VITTORIA AL GIRO È SALVA. A questo punto Froome manterrà la vittoria del Giro d’Italia e viene a cadere il motivo principale della sua possibile non partecipazione al Tour, che scatta sabato dalla Vandea. Il Tour l’ha dichiarato non gradito e domani è prevista l’udienza davanti alla Camera arbitrale dello sport francese, che a questo punto potrebbe essere cancellata.

Classe 1985, è un ciclista keniota naturalizzato britannico, che corre per il Team Sky. È uno dei sette corridori ad avere vinto tutti e tre i grandi Giri ciclistici: Giro d'Italia (nel 2018), Tour de France (nel 2013, 2015, 2016 e 2017) e Vuelta a España (nel 2017); ha altresì conquistato altre due medaglie di bronzo a cronometro ai Giochi olimpici in rappresentanza della Gran Bretagna (nel 2012 e 2016).

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