Olimpiadi: Malagò serve ok tutti partiti
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6 Luglio Lug 2018 2055 06 luglio 2018

Il governo affida al Coni il rebus Olimpiadi 2026

Tra Milano, Torino e Cortina il Cdm non prende posizione in vista della scelta della candidature per i giochi invernali. La palla ora passa a Malagò.

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Ben vengano i Giochi, ma con buonsenso. Dal governo arriva l'apertura alla candidatura italiana per le Olimpiadi del 2026, con il Coni che dovrà decidere sulle tre sedi in corsa e fare i conti però con una serie di parametri da seguire: soluzioni condivise, costi contenuti e sostenibilità. «Il governo appoggia la candidatura dell'Italia per le Olimpiadi invernali del 2026, ma a precise condizioni», fa sapere il sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti. Concetto ribadito dalla nota del Consiglio dei ministri che ha messo nero su bianco «la volontà di garantire il sostegno del governo alla candidatura italiana», ma chiedendo «contenimento degli oneri complessivi», «valorizzazione del rapporto costi/benefici dell'evento», «sostenibilità del progetto a livello sociale e ambientale», nonché «legacy» per le generazioni future. Tra Cortina, Milano e Torino «nessuna preferenza», assicura Giorgetti.

LA PALLA ORA PASSA AL CONI

La palla passa ora al Coni, che per voce del presidente Giovanni Malagò rassicura: «Condivido in pieno quanto dichiarato da Giorgetti. Sarà ora cura e dovere del Coni preparare al meglio tutte le valutazioni sulla base di quanto espresso dal governo. Martedì in Giunta e Consiglio nazionale affronteremo la questione e potremo avere le idee più chiare sul percorso da seguire». Dello stesso avviso il competitor Luca Zaia: «Il governo ha preso una decisione corretta» - dice il governatore del Veneto che corre per Cortina - «assolutamente sottoscrivibile. È una cosa seria, ed è giusto che sia affrontata seriamente, con una valutazione corretta voce per voce».

UNO SCONTRO ANCHE POLITICO

Il governo si aspetta dunque una più ampia riflessione che difficilmente si estinguerà martedì prossimo, data fissata per il consiglio nazionale: «No» - afferma Giorgetti - «penso che il Coni potrebbe riflettere adeguatamente rispetto alla posizione che ha assunto il governo. Se le Olimpiadi sono più vicine? Beh, direi. Se dicevamo di no erano più lontane. Invece così vediamo». Saranno quattro giorni di riflessione al Foro Italico: «Il Coni deve scegliere, rispettando queste condizioni che poi noi valuteremo», insiste Giorgetti, dopo un Consiglio dei ministri che di fatto si è consumato quasi tutto nel 'pre', durato quasi un paio d'ore e in cui il tema Olimpiadi è stato sviscerato a fondo. Alla fine la scelta è più pilatesca che non «salomonica», come invece aveva suggerito a fine Cdm il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli. Lo scontro del resto è anche politico, tra i Cinque stelle che tifano Torino e leghisti pro Milano o Cortina. Avrebbe allora un senso prendere tempo e poi lasciare che sia il Coni a decidere, ma poi il via libero finale spetta sempre al governo: senza garanzie dell'esecutivo, i Giochi non si fanno.

I PALETTI ECONOMICI DI PALAZZO CHIGI

Dovrà decidere il Coni, rispettando i paletti imposti da Palazzo Chigi, che è la «gamba» più importante di garanzia, quella economica: «Il governo è propenso a favorire soluzioni 'low cost', che partano da approcci realistici» - fa sapere Giorgetti - «il Coni è convocato la prossima settimana ma può decidere di prendersi qualche giorno di riflessione per verificare quale progetto risponda meglio alle nostre indicazioni. I progetti sono tutti belli ma forse un po' ottimistici sulle previsioni: noi vorremmo un forte richiamo alla realtà nei preventivi». In attesa del Consiglio nazionale del Coni del 10 luglio, ci sarà comunque da lavorare per arrivare a un progetto che soddisfi i requisiti in qualche modo richiesti dal governo. Nel frattempo, un'altra competitor, Graz, si è ritirata anzitempo. Da temere resta un bis con la Svezia (Stoccolma) rivincita dello spareggio mondiale di calcio. Ma il vero avversario potrebbe essere il "fuoco amico", su questo Malagò era stato buon profeta.

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