Operai Fiat Ronaldo
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11 Luglio Lug 2018 1535 11 luglio 2018

Gli operai Fca di Melfi scioperano contro Cristiano Ronaldo

L'acquisto milionario del portoghese da parte della Juventus scatena l'agitazione del sindacato Usb dal 15 al 17 luglio. A Pomiglano sit-in manifsti degli ex dipendenti appena licenziati.

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Sui social c'è già chi lamenta il fatto che l'Italia da 24 ore non parli d'altro. L'acquisto di Cristiano Ronaldo da parte della Juventus ha risvegliato la passione dei calciofili e incuriosito gli 'agnostici' sorpresi dallo sbarco in Italia di un'icona planetaria. Non è mancata, però, come vuole la tradizione, una fetta di scettici e censori dell'operazione, inopinatamente sdegnati dalle iperboliche cifre che gravitano attorno al portoghese. E che a staccargli l'assegno da 2 milioni e mezzo netti al mese sia la famiglia Agnelli ha finito per innescare un cortocicuito oramai invalso.

SCIOPERO A MELFI DA DOMENICA A MARTEDÌ

Accade così che la sezione dell’Unione sindacale di base (Usb) dello stabilimento automobilistico di Fca di Melfi, in provincia di Potenza, abbia indetto due giorni di sciopero per protestare contro l’acquisto di Cr7 da parte del club che, proprio come Fca appartiene alla società d’investimento Exor. Lo sciopero è stato proclamato dalle 22 di domenica 15 alle 6 di martedì 17 luglio.

Per l'Usb «è inaccettabile che mentre ai lavoratori di Fca e Cnhi (gruppo produttore di veicoli speciali, sempre di proprietà di Exor) l’azienda continui a chiedere da anni enormi sacrifici a livello economico, la stessa decida di spendere centinaia di milioni di euro per l’acquisto di un calciatore». Inutile precisare che, per quanto condividano lo stesso azionista di riferimento, Juventus e Fca sono ovviamente due società distinte e separate, con altrettanto distinti conti e dirigenti e rispettiva quotazione in Borsa.

SIT-IN E MANIFESTI CONRO IL PORTOGHESE A POMIGLIANO

Teatro di accese contestazioni è stato anche lo stabilimento di Pomigliano d'arco dove a protestare sono stati i Si Cobas e i cinque ex operai il cui licenziamento è stato confermato dalla Corte di Cassazione nelle scorse settimane. «Per Ronaldo 400 milioni... Agli operai solo calci nei c...» si legge su un manifesto affisso sul muro di recinzione dello stabilimento. Uno degli ex operai indossa una maglia con la foto di un manichino 'impiccato' con la testa di Ronaldo e la scritta «400 milioni presi dalle tasche degli operai? No grazie. La faccio finita». «Noi siamo quelli che ti paghiamo», si legge ancora su un manifesto affisso vicino all'ingresso 2 sul quale campeggia la foto di Cr7 con la maglia della Juventus, e che, secondo i manifestanti sarà pagato con i soldi da destinare invece agli operai. Scende in campo anche l'associazione dei consumatori Codacons che parla di «un contratto immorale e vergognoso per un paese civile» e chiede alla magistratura «di verificare la correttezza dell'operazione Ronaldo, accertandone la sostenibilità ai fini del bilancio della Juventus».

NESSUNA LEVATA DI SCUDI PER HIGUAIN O VETTEL

Alla luce del piano industriale per il quadriennio 2018-2022 e che prevede la dismissione produttiva della Punto, a Melfi sono in programma 1.640 esuberi. Una situazione seria, di fronte alla quale le organizzazioni sindacali provano a richiamare l'attenzione anche attraverso il clamore mediatico scatenato dalla trattaiva portata a termine da Juventus e Real Madrid. Non fosse che, in analoghe circostanze, nessuna levata di scudi è andata in scena per l'acquisto da parte del club campione d'Italia di Gonzalo Higuain per 90 milioni o per l'ingaggio versato al pilota più pagato della Formula 1, il ferrarista Sebastian Vettel.

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