Mondiali Di Russia 2018
Mondiali di Russia 2018
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15 Luglio Lug 2018 1300 15 luglio 2018

Il fenomeno dei Mondiali tra tifosi e riscatto della Russia

Una festa per 700 mila visitatori. Che ha cancellato gli stereotipi sul popolo musone e sulla polizia ostile. Questo clima durerà? Difficile. Turismo, diritti, economia: le ripercussioni extra calcio.

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da Mosca

Viktor Popov, 41enne manager moscovita, il biglietto per la finale di domenica 15 luglio l’ha pagato 600 euro, prezzo ufficiale Fifa per la “categoria 2” (tribuna laterale): «L’ho comprato in aprile, e non certo perché mi aspettassi che la Russia andasse in finale, anzi non credevo proprio che passasse il turno». Lo speravano in pochi. Prima dei Mondiali 2018, qui se si parlava di calcio arrivava immancabile la battuta: «Ma è mai possibile che con oltre 140 milioni di abitanti non ne troviamo 11 che sappiano giocare a pallone?».

ATMOSFERA COSMOPOLITA E DI APERTURA

Viktor è entusiasta di come è andata: «Ci siamo sentiti davvero parte del calcio internazionale, senza più complessi d’inferiorità; ma soprattutto mi mancherà il clima cosmopolita e di apertura che c’è stato in queste settimane, la rilassatezza con cui ci siamo mischiati con la gente di tanti Paesi per festeggiare uno sport». Francia o Croazia? «Non mi interessa, basta che sia una bella partita». Viktor, assieme alla moglie Elena, ha già visto dalle gradinate alcuni match di questa Coppa del Mondo, non solo a Mosca ma anche a Nizhny Novgorod e a Kaliningrad, abbinando il calcio a un po’ di turismo. Racconta di indimenticabili giornate di puro divertimento. Resterà quest’atmosfera in Russia, finita la festa? «Non lo so, ma spero tanto di sì», risponde.

Viktor con la moglie Elena: due tifosi russi che hanno preso i biglietti per la finale.

PREZZI DELLA FINALE: FINO A 30 MILA EURO

Qualche biglietto per la finale era ancora in vendita alla vigilia della partita: 1.340 euro per un posto in curva, 5 mila per la tribuna vip e quasi 30 mila per la poltrona di lusso di una suite privata (roba da oligarchi) sul sito specializzato ticombo.com. Prezzi inferiori dai bagarini in azione davanti alla biglietteria ufficiale della Fifa in Zhitnaya Ulitsa, a due passi dal parco Gorky: venerdì 13 luglio un gruppetto di tifosi colombiani che erano stati troppo ottimisti sul percorso della loro nazionale smerciava buoni posti in “categoria 2” (tribune laterali) a un migliaio di euro l’uno. Rischiavano una multa pari a 25 volte il costo iniziale del biglietto. Ma era chiaro che non si trattava di bagarini “professionisti”, e la polizia ha lasciato correre, confermando l’atteggiamento “liberista” che ha contraddistinto le settimane mondiali.

UNA NAZIONE SICURA E BEN ORGANIZZATA

Nelle 11 città in cui si è giocato, gli onnipresenti poliziotti, che in tempi normali sarebbero stati impegnati a chiedere i documenti a chi ha la faccia da straniero, e a fare multe a chi attraversa fuori dalle strisce o si beve una birra per la strada, sono diventati improvvisamente socievoli e pieni di attenzioni verso concittadini e non. «La polizia si sta comportando in modo gentile ed educato con tutti», ha detto alla Reuters l’attivista per i diritti umani Svetlana Gannushkina a cui è stato addirittura permesso di organizzare un torneo di calcio tra immigrati irregolari, letteralmente sotto il muro del Cremlino. La Gannushkina si era opposta a “Russia 2018”, vista la situazione dei diritti umani sotto il regime di Vladimir Putin. Ha cambiato idea: «Ora capisco cosa significhi una festa così per la gente, e credo che forse sia stata una buona cosa». Il messaggio che le autorità volevano dare all’esterno era quello di una Russia sicura e bene organizzata, ma anche aperta e accogliente. Ci sono riuscite. Resta da chiedersi se il clima di apertura dell’ultimo mese lascerà tracce significative nella società russa.

«ESPERIENZA CHE NON ANDRÀ PERDUTA»

Secondo Dmitri Trenin, direttore del think tank Carnegie molto ascoltato dagli esperti di Russia e dal Cremlino, quella dei Mondiali è stata «un’esperienza eccezionale», che però «non andrà totalmente perduta, a torneo concluso». L’esponente del collettivo artistico anti-sistema Toy noto con lo pseudonimo di “Egor”, che in questi giorni ha potuto esporre - cosa finora impensabile - alcuni suoi murales di soggetto calcistico in una galleria di Nizhny Novgorod, in un’intervista televisiva (a volto coperto per i suoi trascorsi con la polizia) ha detto che la Coppa del Mondo «influenzerà l’intero Paese cambiando l’atteggiamento della gente e le coscienze». Svetlana Gannushkina non si fa illusioni: «Nessuna speranza che le cose restino così nel lungo termine». Né sembra farsene la gente comune. «Potremo continuare a bere e far festa per strada anche dopo?», chiede un tifoso a un poliziotto in un video diventato virale in Russia, girato nella Nikolskaya Ulitsa - la stradina pedonale di Mosca tra la Piazza Rossa e la Lubyanka (sì quella del Kgb) diventata famosa per le baldorie calcistiche mondiali fino a notte fonda. «Tu sei russo?», chiede l’agente prima di rispondere. «Sì», fa il tifoso. «Allora scordatelo».

CI SI ASPETTA UN +15% DI TURISMO STRANIERO NEL 2019

Fatto sta che molti degli oltre 700 mila visitatori arrivati per i Mondiali tornano a casa con un’ottima impressione della Russia. Il vice-primo ministro Olga Golodets si aspetta un aumento di «almeno il 15% del turismo straniero nel 2019», grazie alla «distruzione degli stereotipi» avvenuta durante il campionato. Chi pensava ai russi come a un popolo di musoni imbronciati e scostanti ha potuto finalmente ricredersi. A questo indubbio successo “pubblicitario” all’esterno, Vladimir Putin non sembra però poterne affiancare uno altrettanto soddisfacente all’interno. Fermo restando un giustificato orgoglio per l’ottima organizzazione, passata la sbornia patriottica - una volta tanto solo sportiva - seguita alla vittoria contro la Spagna, i suoi concittadini non si scordano la stretta sull’età pensionabile annunciata in sordina proprio durante il campionato, quando ogni manifestazione di protesta era proibita a priori per motivi di sicurezza. La popolarità del presidente resta alta: oltre il 70%. Ma risulta in calo di cinque punti negli ultimi sondaggi delle società di statistica del governo.

MA LE RICADUTE POSITIVE INTERNE SARANNO MINIME

In un Paese in cui il 10% della popolazione ha in mano l’85% della ricchezza, dopo anni di recessione l’economia è in ripresa, ma arranca restando legata quasi esclusivamente all’industria petrolifera. A fronte dei circa 14 miliardi di dollari spesi per la Coppa del Mondo, gli incassi legati all’evento non supereranno i 3 miliardi. Gli esperti sentiti nel più recente studio del portale economico-finanziario Rbc si aspettano ricadute positive minime: intorno allo 0,2% nel periodo da aprile a settembre 2018, grazie alla creazione di posti di lavoro temporanei e alle entrate dei settori alberghiero e della ristorazione. L’effetto sull’espansione sarà «equivalente a quello di un errore statistico», ha detto a Rbc l’economista Dmitry Kulikov. Troppo poco, quando quattro famiglie su 10 stentano a permettersi il cibo e il vestiario necessari (dati Bloomberg). Abbiamo visto che i russi non sono un popolo di musoni, ma per molti di loro ci sarà poco da ridere, dopo i Mondiali.

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